Walter Bonatti, la leggenda immortale

Walter Bonatti, la leggenda immortale

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Soprannominato il “Re delle Alpi” Walter Bonatti è stato probabilmente (almeno per me) il più grande uomo e alpinista di tutti i tempi. Con le sue imprese e i suoi scritti ha segnato e continua a segnare intere generazioni di appassionati e alpinisti. Walter Bonatti è stato Guida Alpina di Courmayeur, Accademico del CAI e gli hanno conferito fra le varie onorificenze il Piolet d’Or nel 2009. Giunti al decimo anniversario dalla sua morte ho voluto ricordarlo scrivendo questo articolo.

walter bonatti il re delle alpi

“Chi più in alto sale, più lontano vede. Chi più lontano vede, più a lungo sogna” cit. Walter Bonatti.

Chi è Walter Bonatti

Walter Bonatti è stata una delle figure più importanti dell’alpinismo moderno del secolo scorso. Alpinista nella prima fase della sua vita, esploratore, fotografo, giornalista e scrittore successivamente, ha saputo regalare pagine indimenticabili di storia dell’alpinismo e di vita vissuta. Dopo la sua intensa e straordinaria carriera alpinistica ad altissimi livelli conclusasi nel 1965 con la direttissima invernale in solitaria al Cervino (a cento anni dalla prima salita avvenuta il 14 Luglio 1865 ad opera dell’alpinista inglese Edward Whymper e la guida alpina francese Michel Croz. Dopo essersi ritirato dall’alpinismo estremo divenne un inviato esploratore per la rivista Epoca che durò fino agli anni ottanta dove scrisse numerosi libri, reportage e documentazioni fotografiche di estremo rilievo e interesse. Walter Bonatti infatti oltre ad essere uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi era anche un ottimo fotografo.

Con la rivista Epoca incarnò appieno la figura dell’esploratore (stavolta in “orizzontale” e non più in “verticale”) andando negli angoli più remoti del pianeta. Ispirandosi lui stesso al libro di Jonathan Swift “I viaggi di Gulliver”, i suoi racconti e reportage fecero sognare e viaggiare intere generazioni di appassionati ed esperti in tutto il mondo. La sua capacità di raccontare storie, il suo spirito avventuriero ed esplorativo e le sue straordinarie doti atletiche con le sue imprese eroiche lo hanno fatto diventare una leggenda immortale e un mito.

walter bonatti
Walter Bonatti

La vita e la Biografia di Walter Bonatti

Walter Bonatti aveva un carattere duro e spigoloso che ha forgiato fin da ragazzino, imparando sempre a contare solo su se stesso e a cavarsela da solo. Nato a Bergamo nel 1930 la sua infanzia è stata caratterizzata da continui spostamenti tra Monza e Bergamo. Nel 1936 inizia a frequentar e le scuole elementari che terminerà a Monza. Qui inizierà poi le scuole medie ma sarà costretto a interromperle a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. La sua famiglia è costretta a ritornare a Bergamo ospitati dalla zia di Dino Perolari, ma siccome la casa è piccola Walter è costretto a frequentare la seconda media dalle suore nel collegio di Malta Casa del Fanciullo di Gazzaniga. Queste esperienze contribuiscono a formare il suo carattere che assieme alle sue eccezionali doti fisiche sarà fondamentale per l’attività degli anni avvenire.

Lui stesso raccontava che mentre attraversava a nuoto le rive del Po leggendo il libro “I viaggi di Gulliver” vedeva le montagne all’orizzonte e sognava mondi lontani e meravigliosi. Lo spirito di affrontare sfide dure e difficili, la curiosità e questa voglia di scoprire il mondo è la vera forza motrice che ispirò la sua esistenza. Nel 1981 Walter conoscerà l’attrice Rossana Podestà che diventerà la sua compagna inseparabile per trent’anni.

walter bonatti e rossana podestà
Walter Bonatti e Rossana Podestà

I primi approcci con la montagna

Il primo approccio con la roccia e la montagna avvenne quando Walter era maggiorenne. Da ragazzino però pratica la ginnastica artistica con la Forti e Liberi di Monza dove allena il corpo e modella il fisico. Lui stesso diceva che questa disciplina in giovane età è stata fondamentale per modellare il suo fisico atletico.

I primissimi passi li muove sulle Orobie e in Grigna dove nel 1948 conosce il gruppo dei “Pel e Oss”. All’interno di questo gruppo conosce alcuni dei suoi compagni di cordata delle sue imprese come Andrea Oggioni, Walter Paganini. Il gruppo trattava Walter come il ragazzino inesperto ma ben presto capirono che aveva un talento naturale e che era molto più bravo di loro. L’anno successivo Walter farà le sue prime ripetizioni con difficoltà estreme come la via Bramani-Vitali alla nord-est del Pizzo Badile, oppure la via Ratti-Vitali alla ovest dell’Aiguille Noire de Peutérey, e ancora la Cassin sulla nord dello Sperone Walker alle Grandes Jorasses. Imprese impressionanti all’epoca e ancora oggi considerando i materiali e l’attrezzatura dell’epoca.

L’alpinismo di Walter Bonatti

La cosa straordinaria è che Walter Bonatti riesce a risolvere “problemi alpinistici” che fino ad allora nessuno era riuscito a farlo e soprattutto con estrema facilità. Inizia coì la sua sfavillante carriera alpinistica dove lo vede protagonista di imprese eccezionali. Nel 1953 realizza la prima invernale della Cima ovest di Lavaredo  assieme a Carlo Mauri (con cui farà coppia in molte ascensioni; sarà considerata la coppia più forte al mondo). Qualche giorno dopo, stavolta assieme a Roberto Bignami, compie un’altra prima invernale aprendo una variante direttissima lungo gli strapiombi della cresta del Furggen sul Cervino. Sempre nel 1953 assieme a Bignami farà una serie di prime ascensioni sulle Alpi centrali e verrà ammesso al Club Alpino Accademico Italiano. L’anno successivo viene chiamato da Ardito Desio per partecipare alla spedizione italiana per la conquista del K2.

Scosso ma non abbattuto da questa vicenda maledetta che lo ha coinvolto, nel 1955 diventa conosciuto nell’ambiente alpinistico internazionale dopo aver compiuto in solitaria sud-ovest del Petit Dru (Monte Bianco) dove rimase in parete ben sei giorni. Il Cervino e il Monte Bianco sono le sue montagne più amate e da questo momento si aprirà un decennio di imprese straordinarie molte delle quali fatte in solitaria, perchè non si fidava più degli uomini e preferiva andare via da solo.  Nel 1957, dopo essere diventato Guida di Courmayeur si trasferisce li. In quello stesso anno apre una nuova via sullo spigolo nord-est del Grand Pilier d’Angle assieme a Toni Gobbi. Nel 1958 sale assieme a Carlo Mauri al fino ad allora inviolato Gasherbrum IV (ad oggi ancora mai ripetuta da nessuno) che di fatto è stata la riscossa della vicenda del K2.

La grandi montagne hanno il valore degli uomini che le salgono, altrimenti non sarebbero altro che un cumulo di sassi. cit. Walter Bonatti.

Nel 1962 e 1963 con Cosimo Zappelli apre una via sulla parete nord e un’altra sulla parete sud-est. Il 1961 lo vede protagonista della tragica esperienza Pilone Centrale del Freney, con Andrea Oggioni e Roberto Gallieni. Lungo la salita incontrarono una cordata francese composta da Pierre Mazeaud, Pierre Kohlmann, Robert Guillame e Antoine Vieille. Sul Pilone Centrale furono colpiti da un violento temporale dove si scatenarono le forze della natura; da quella esperienza gli unici a sopravvivere furono Bonatti, Gallieni e Mazeud grazie all’intervento di Walter, altrimenti sarebbero morti tutti. Da allora Walter e Pierre Mazeud divennero amici inseparabili.

Nel 1963 sempre sul Monte Bianco con Cosimo Zappelli compie la prima invernale dello Sperone Walker alle Grandes Jorasses e nel 1964 apre una via sullo sperone Whymper. Terminerà la sua carriera di alpinismo estremo nel 1965 portando a termine una delle imprese più epiche e straordinarie mai realizzate scrivendo una pagina indimenticabile dell’alpinismo estremo. A cento anni dalla prima salita Walter sale la direttissima in invernale e in solitaria alla Nord del Cervino. Con questa strabiliante impresa Walter saluta l’alpinismo estremo (anche se continua per tutta la vita a frequentare la montagna) per dedicarsi al mondo dell’esplorazione “orizzontale” viaggiando per la rivista Epoca.

copertina epoca walter bonatti
Copertina rivista Epoca

La spedizione italiana al K2

Nel 1954 a soli 23 anni, viene convocato da Ardito desio e ammesso a far parte del gruppo che partirà per la spedizione italiana al K2, per la conquista della seconda vetta più alta del mondo. Spedizione di stampo “militare” che ebbe successo ma che porta con se moltissime contraddizioni e incoerenze. All’epoca tutti i giornali del mondo ne parlavano (l’impresa equivaleva all’atterraggio sulla Luna del 1969 o alla conquista di Marte fra qualche anno). La vicenda del K2 porta con se bugie, tradimenti e comportamenti scorretti da parte di Lino Lacedelli e Compagnoni e tutta la squadra. La conquista della vetta avvenne grazie allo sforzo di Walter che portò l’ossigeno agli altri due che cercarono di farlo fuori per prendersi tutti i meriti. La vicenda andò avanti per 50 anni prima di capire e scoprire la verità.

La relazione ufficiale del CAI scritta da Ardito Desio infatti era diversa dalla versione di Walter. La vicenda ormai nota a tutti è complessa quanto avvincente e desolante. Walter in quell’occasione riuscì a sopravvivere a 8000 metri di quota bivaccando senza tenda e se è sopravvissuto salvando la vita anche al Sherpa che era con lui lo deve solo a se stesso. La vicenda lo scosse fortemente per tutta la vita e da quel momento cambiò il suo atteggiamento verso gli uomini.

Ecco le parole di Walter che all’età di settant’anni mette fine alla vicenda disastrosa e infamante del K2: “A 53 anni dalla conquista del K2 sono state finalmente ripudiate le falsità e le scorrettezze contenute nei punti cruciali della versione ufficiale del capospedizione Ardito Desio. Si è così ristabilita, in tutta la sua totalità, la vera storia dell’accaduto in quell’impresa nei giorni della vittoria”.

Premi e Onorificenze

Nella sua vita Walter Bonatti ha collezionato moltissimi premi ed onorificenze:

  • Medaglia d’oro al valore civile (1965);
  • Trofeo Il gigante dell’avventura  per i suoi reportage foto-giornalistici su iniziativa della rivista Argosy di New York (1971);
  • Premio Die Goldene Blende per i suoi reportage foto-giornalistici su iniziativa della rivista Bild der Zeit di Stoccarda (1971);
  • Premio Die Goldene Blende per i suoi reportage foto-giornalistici su iniziativa della rivista Bild der Zeit di Stoccarda (1973);
  • La città di Monza lo premia con il Giovannino d’oro (1999);
  • Ufficiale, Ordine della Legion d’Onore (2000);
  • Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana (2004);
  • L’Università degli Studi dell’Insubria lo insignisce della Laurea Honoris Causa in Scienze ambientali (2005);
  • Riceve il Piolet d’Or alla carriera. Il premio, a partire dal 2012, viene intitolato a lui e rinominato “Piolet d’Or alla carriera, premio Walter Bonatti” (2009).

Libri su Walter Bonatti

  • Freney 1961, un viaggio senza fine, Marco A. Ferrari, CDA & Vivalda, 1996.
  • Ho fatto un sogno, Angelo Granati, Edizioni Maremmi Editore, 2004.
  • K2 una storia finita, Fosco Maraini, Alberto Monticone, Luigi Zanzi, Priuli & Verlucca, 2008.
  • Walter Bonatti, Barbara Tutino, Editore Cantagalli, 2010.
  • Walter Bonatti. Una vita libera, Rossana Podestà, Rizzoli, 2012.
  • Walter Bonatti. Il fratello che non sapevo di avere, Reinhold Messner, Mondadori, 2013.
  • Walter Bonatti. L’uomo, il mito, Roberto Serafin, Priuli & Verlucca, 2014.

A Walter Bonatti sono stati dedicati anche due numeri speciali di Meridiani Montagne:

  • Le Alpi di Walter Bonatti
  • La traversata delle Alpi di Water Bonatti

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Filmografia

  • Walter Bonatti: con i muscoli, con il cuore, con la testa, Michele Imperio e Fabio Pagani, Produzione Road Television, 2012.
  • K2 – La montagna degli italiani, Robert Dornhelm, Raiuno, 2013.
  • Grimpeurs, Andrea Federico, 2015. Documentario sulla tragedia del Freney.
  • W di Walter, Rossana Podestà, Paola Nessi, Contrasto.
  • Sul tetto del mondo, una docufiction in onda su Rai 1 sulla vita di Walter Bonatti e Rossana Podestà, con la regia di Stefano Vicario (figlio di  Rossana Podestà).

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