Trekking in Nepal: Annapurna Base Camp

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Per chi ama il trekking, un trekking al campo base dell’Annapurna è di certo un’esperienza che non può mancare almeno una volta nella vita, il secondo trekking più famoso del Nepal dopo quello al campo base dell’Everest. Un viaggio del genere viene organizzato in gruppo, sia per questioni di sicurezza e condivisione, sia per avere una guida del posto.

Molti sono i tour operator specializzati in tale escursioni, ma fra i tanti Tramundi si caratterizza per la sua mission: portare i viaggiatori tra i viaggiatori. Prendiamo quindi spunto da un percorso di questa travel agency, per proporre un percorso tra tappe e informazioni utili.

Le tappe in sintesi

Il trekking al campo base dell’Annapurna è uno dei trekking più belli da fare almeno una volta nella vita. Questo viaggio, organizzato da Tramundi, dura 13 giorni e 12 notti per un gruppo da 3 a 15 persone per un prezzo a partire da 1049 euro, con una guida in inglese e in italiano.

Il trekking prevede le seguenti tappe in sintesi:

1 Giorno: arrivo a Kathmandu e Benvenuto

2 Giorno: Kathmandu – Pakhara

3 Giorno: Nayapul – Tikhedunga

4 Giorno: Gorepani

5 Giorno: Tadapani

6 Giorno: Chhomrong

7 Giorno: Hymalaya

8 Giorno: MBC – ABC

9 Giorno: Bambo

10 Giorno: Jhindu Danda Hot Spring

11 Giorno: Nayapul – Pokhara

12 Giorno: Kathmandu

13 Giorno: Arrivederci Hymalaya.

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Cosa devi preparare prima di partire

Un viaggio del genere non può essere organizzato alla leggera. Tutto si deve programmare e prevedere in anticipo, a cominciare dalla documentazione. Per andare in Nepal infatti si può optare sia per la carta di identità sia per il passaporto. Nel primo caso il documento deve essere valido per l’espatrio, mentre nel secondo caso il passaporto non può scadere entro i 6 mesi successivi all’arrivo in Nepal. Entrambi quindi naturalmente devono essere in corso di validità.

Anche l’equipaggiamento deve essere appropriato e professionale. Tuta, scarponi, tutto quello che serve per il trekking andrà nel borsone, assieme all’immancabile kit del pronto soccorso. Certo, quando ci si affida a un tour operator si può stare tranquilli in quanto si verrà avvisati di ogni attrezzatura o documentazione utile e ulteriore da portare.

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Come affrontare gli imprevisti

Ci sono, in queste tipologie di viaggio, due possibili imprevisti che per definizione non si possono conoscere in anticipo. Per approfondire leggi anche: Quali sono i pericoli della montagna.

Tuttavia è buona norma mettere in conto due cose:

  • imprevisti meteorologici: in questo caso è sempre bene verificare le condizioni meteo e rimandare il viaggio in caso di maltempo. Sarebbe infatti molto rischioso trovarsi nel bel mezzo di una tormenta;
  • imprevisti sanitari: per evitare spiacevoli situazioni, è d’obbligo informare la guida di eventuali allergie o problemi fisici che potrebbero insorgere lungo il percorso.

Una volta rassicurati su questi primi punti fondamentali, partiamo senza indugi alla scoperta di un itinerario che ci porti fino al campo base Annapurna.

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Trekking al campo base Annapurna: cosa vedere

La partenza dei viaggi di trekking in Nepal comincia sempre da Kathmandu, e questo non fa eccezione. Da una quota di 1.350 metri sul livello del mare inizia il percorso. La cosa più importante in questi viaggi, anche se si è ben preparati, è l’acclimatazione. Questo vale sia in salita che in discesa, quindi il consiglio è quello di prendersi il primo giorno per abituarsi alla nuova altitudine e raccogliere le forze per partire. Se si è all’interno di un viaggio organizzato poi questa può essere un’ottima occasione per stringere nuove amicizie. Potersi fidare dei propri compagni di viaggio è il modo migliore di iniziare.

Un possibile percorso fino alla prima tappa, Pokhara, si può comodamente fare in pullman. Da qui poi parte proprio il sentiero che ci porta ad Annapurna. Non siamo sull’Everest, bensì sull’Himalaya. Prima di imboccare il sentiero, può essere suggestivo visitare l”International Mountain Museum’. Qui si possono visionare foto e video sulla storia delle escursioni ma anche apprendere vita e abitudini delle popolazioni locali.
Basta poi un’ora e si arriva alla seconda tappa, Nayapul.

pokhara
Pokhara

Tutte le tappe del percorso: cosa sapere

Il viaggio è cominciato, e in men che non si dica ci si ritrova catapultati nella natura più selvaggia e magnifica. Si va verso il villaggio di Tikhedunga, con le sue caratteristiche e riconoscibili case blu. La seconda tappa, il giorno dopo, sarà il villaggio di Gorepani. Siamo già passati quasi a quota 3.000 metri sul livello del mare, e precisamente a 2.850. Gorepani è una meta molto conosciuta da chi fa trekking in questi luoghi. Si trova infatti molto vicino al punto panoramico di Pool Hill, da cui si può ammirare l’Himalaya.

Giusto il tempo di riempirsi polmoni e occhi e poi si riparte: destinazione Tadapani. Naturalmente un percorso di questo tipo è speciale per due motivi: non solo per la meta, quindi il campo base, ma anche per tutto quello che si può ammirare lungo il sentiero.

Una perla inaspettata: cosa vedere a Tadapani

Fermiamoci un momento per parlare di Tadapani, prima di ripartire verso il campo base. Per arrivare al villaggio, si passa attraverso delle foreste. La particolarità di questi posti sta proprio nelle foreste stesse, veri giganti in cui i rododendri si stagliano. Stiamo parlando dell’albero simbolo dello stesso Nepal, tra i cui rami volano letteralmente le scimmie Langur.

Si riparte verso Chhomrong: cosa vedere qui

La tappa successiva ripaga di ogni fatica. Si tratta del villaggio di Chhomrong, da cui ammirare la vallata e le cime dell’Himalaya. Si vede anche la destinazione finale, Annapurna, mozzafiato all’alba e al tramonto.
Ed eccoci arrivare come ultima tappa proprio al campo base.

Un inchino è d’obbligo dinnanzi al Santuario dell’Annapurna. Così è chiamato il bacino glaciale incastonato tra le vette. Lo sguardo non può che abbassarsi davanti a quei giganti che toccano il cielo con i loro 7.000 metri di altezza sopra il livello del mare.

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Si riparte verso la discesa: a cosa fare attenzione

Scendere, dicevamo, non è meno impegnativo del salire. Ecco perché è fondamentale procedere a tappe. Si scende quindi fino all’oasi naturale di Jhinu Danda Hot Spring. Immancabile un bagno rinvigorente e rilassante nel fiume Modi Khola e nelle sue vasche naturali. Da Nayapul poi, ultima meta della discesa, si può prendere un mezzo per tornare a Pokhara, da cui tutto ha avuto inizio.

Il rientro a Kathmandu potrà quindi avvenire con un autobus, e da qui ci si potrà prendere del tempo tutto per sè per salutare lo splendido paesaggio del Nepal, con la consapevolezza di un arricchimento che resterà per sempre non solo dentro gli occhi ma anche nel cuore.

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Andrea Dianin

Andrea Dianin

Classe 1983, fin da bambino ho avuto la passione per la montagna, gli sport all'aria aperta e la natura. Nel 2011 mi sono iscritto al C.A.I. dove ho seguito diversi corsi (Escursionismo e Alpinismo). Oggi la montagna è una passione viva più che mai oltre che uno stile di vita. Architetto per professione e Blogger per passione nel 2020 ho fondato questo sito per trasmettere le mie conoscenze e la mia passione agli altri in modo da essere da stimolo e ispirazione per altri appassionati.

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