Cenni di Topografia e Orientamento

Cenni di Topografia e Orientamento

LINK UTILI:

✈ Itinerari - 🥾 Trekking - 📚 Libri - 🎞 Film - 🔎 Carte topografiche - 🛒 SHOP ONLINE

E' ora di tornare a VIAGGIARE!!! Organizza la tua prossima VACANZA (Clicca qui) 😎

cartografia e orientamento
Cartografia e orientamento

Quando andiamo a fare le nostre escursioni in montagna o qualsiasi altra attività in qualsiasi tipo di terreno o stagione (estiva o invernale) è fondamentale avere a mente i concetti base di topografia e orientamento, saper leggere una cartina topografica e usare la bussola; insomma sapersi orientare e nel caso dobbiamo chiamare il Soccorso Alpino saper dare la nostra posizione.

Topografia e Orientamento

Orientamento significa saper ricercare l’est, cioè del punto cardinale dove sorge il Sole. Per estensione del concetto, per orientamento si intende la tecnica secondo la quale si è in grado di riconoscere la propria posizione sul territorio, quindi di sapere esattamente dove siamo (con le considerazioni del caso: quanta strada ho fatto? Sono sulla strada giusta? Quanto manca per arrivare alla macchina? Sono giusto con i tempi? etc.), e quindi decidere ogni spostamento successivo in rapporto ad essa. Questa tecnica ha origini antichissime: l’uomo primitivo infatti inizialmente era nomade e per sopravvivere doveva trovare riparo e saper cacciare, spostandosi continuamente.

Oggi queste tecniche non sono più necessarie nelle città in quanto ormai facciamo uso di ausili come cellulare e navigatori o comunque utilizzando insegne e cartelli di ogni tipo. Anche in montagna potrebbe non servire perchè ormai il 90% dei sentieri presentano segnavia con numero dei sentieri e tempi di percorrenza oppure si tende a partecipare a gite organizzate dove c’è un “conduttore” che pensa tutto a lui e talvolta non sappiamo nemmeno dove siamo.

Tuttavia se andiamo via per conto nostro può capitare di perdere la traccia o sbagliare sentiero e si è inesperti ci si perde. Sbagliare traccia o sentiero infatti può succedere a tutti, ma la differenza tra chi padroneggia le tecniche di orientamento e chi no è che il primo è in grado di capire dov’è, di quant’è l’errore e come riparare all’errore, il secondo va in crisi di panico e non sa cosa fare. Altre situazioni che possono succedere sono quelle in cui cala la nebbia e diminuisce la visibilità oppure camminando sulla neve con le ciaspole talvolta la neve copre i segnavia, o ancora se invece di camminare in aree frequentate delle Dolomiti (per esempio in Trentino) ci avventuriamo in posto poco frequentati e con scarse indicazioni.

Come fare per orientarsi

Alla luce di quello che abbiamo detto finora le cose da fare sono preparare bene un’escursione a casa e fare tutta una serie di valutazioni senza lasciare nulla al caso. In particolare dovremmo essere degli osservatori attenti, fissare riferimenti sulle carte, prima di perderci. Senza bussola e nella nebbia potremmo girare in cerchio per ore convinti di andare dritti fino ad esaurire le forze e le energie. Ecco che allora è bene conoscere e imparare ad usare gli strumenti tecnici utili all’orientamento: cartine topografiche, bussole, orologi da polso con barometro e altimetro. 

Orientarsi significa soprattutto:

  • Preparare con cura a tavolino l’escursione;
  • Trovare la strada da percorrere;
  • Saper leggere una carta e capire le difficoltà che si incontreranno lungo il percorso.

Solo l’esperienza effettiva sul campo e una buona pratica consentono di affinare questa tecnica.

come orientarsi in montagna
Come orientarsi in montagna, esercitazione di orientamento

Cosa significa Topografia

La topografia è la scienza che studia gli strumenti ed i metodi operativi necessari per ottenere una rappresentazione grafica, più o meno particolareggiata, di una parte della superficie terrestre. La forma della terra può essere approssimata a diverse figure, tra cui le principali sono: Elissoide e Geoide. La topografia quindi fornisce strumenti per scegliere e studiare un itinerario e per dirigersi sul terreno secondo l’itinerario scelto.

Domande frequenti (FAQ)

Di seguito alcune domande frequenti:

Cos’è la distanza planimetrica?

La distanza planimetrica tra due punti A e B della superficie fisica della Terra, si intende la linea di minima lunghezza, delle proiezioni dei due punti sopra una superficie di riferimento.

Come si calcola la distanza reale?

Visto che la distanza planimetrica (misurata sulla carta) non tiene conto del profilo altimetrico, per calcolare la distanza reale bisogna applicare il teorema di Pitagora: la distanza reale è l’ipotenusa del triangolo rettangolo i cui cateti sono distanza planimetrica e altitudine.

Come si calcola la pendenza?

La pendenza (ovvero l’inclinazione) di un tratto di terreno compreso tra i due punti A e B è il rapporto tra il dislivello tra i due punti e la distanza planimetrica tra di essi.

P(%) = Dislivello/Distanza X 100

Cos’è una carta topografica

Una carta topografica è una rappresentazione grafica bidimensionale di una parte della superficie terrestre su un piano. La rappresentazione viene fatta come se il terreno fosse visto dall’alto (vista zenitale), riducendolo in modo adeguato rispetto alla realtà. Fra le sue caratteristiche principali abbiamo:

  • Approssimazione: vengono approssimati gli errori visto che la Terra è sferica;
  • Riduzione: viene applicata una scala di riduzione;
  • Simbolismo: uso di colori e segni convenzionali.

Concetto di Scala

La carta topografica abbiamo visto essere una rappresentazione ridotta di una parte della superficie terrestre. La riduzione come si può immaginare non è fatta a caso, ma secondo determinati valori che vengono espressi dalla scala della carta. La scala è il rapporto tra il valore delle distanze misurato sulla carta e quelle misurate sul terreno. Essa può essere espressa numericamente (per esempio la scala per le carte topografiche comunemente utilizzate per l’escursionismo è 1:25.000) e graficamente con un segmento diviso in parti ognuna delle quali esprime un valore lineare che corrisponde a un determinato calore reale sulla superficie terrestre.

Simbolismo della carta

Le carte topografiche hanno segni, simboli e colori che devono essere interpretati correttamente. Sono segno convenzionali, scelti in modo che la rappresentazione grafica sia il più possibile corrispondente alla realtà.

I simboli si suddividono in quattro gruppi fondamentali:

  1. Le opere dell’uomo;
  2. L’idrografia;
  3. La vegetazione;
  4. I rilievi.

Curve di livello

I rilievi in genere sono rappresentati sulle carte topografiche con uso si sfumature, tratteggi e colori per facilitarne la comprensione, ma soprattutto con l’utilizzo delle curve di livello o isoipse. In pratica si tratta di linee immaginarie che uniscono i punti situati ad una stessa quota.

L’equidistanza fra curve di livello è da intendersi non come la distanza in piano ma la differenza di quota fra due isoipse contigue: indica quindi il dislivello tra curva e curva (non la loro distanza). Questa distanza è pari a un millesimo del denominatore della carta; quindi se la carta è in scala 1:25.000 l’equidistanza è pari a 25 metri.

cartine topografiche tabacco
Carte topografiche Tabacco

Concetti di base per sapersi orientare

Orientarsi significa individuare dei punti di riferimento che permettono di stabilire l’ubicazione di un luogo o una giusta direzione di marcia o di rotta. In sostanza significa rispondere a queste domande:

  • Dove sono?
  • Dove si trova il posto in cui voglio andare?
  • In che direzione mi devo muovere per raggiungere la meta desiderata?

Gli strumenti che ci consentono di orientarci sono sostanzialmente quattro:

  1. Cartina topografica: serve per leggere il territorio, le curve di livello e quindi lunghezze e dislivelli;
  2. Bussola: strumento indispensabile per l’orientamento, il suo ago magnetico indica sempre il nord magnetico;
  3. Altimetro: indica la quota alla quale ci si trova e segnala eventuali variazioni di pressione atmosferica;
  4. Buon senso.

👉 LEGGI ANCHE: Garmin o Suunto? Come scegliere l’orologio da polso multifunzione

uso dell'altimetro per orientarsi in montagna
Uso dell’altimetro per orientarsi in montagna

Cosa significa Azimut e Azimut reciproco

L’Azimut (dall’arabo “direzione”) è l’angolo, espresso in gradi e misurato in senso orario, formato dalla direzione osservatore-punto e la direzione osservatore-Nord. L’azimut assieme alla distanza concorrono a determinare le coordinate topografiche, che servono a determinare la posizione di un punto sul piano orizzontale. Se mi trovo su un punto A e voglio andare al punto B sulla carta traccio due semirette : la prima dal punto A verso nord e la seconda dal punto A verso il punto B; l’angolo che esce fuori è il mio azimut.

Se voglio tornare indietro dal punto B verso in punto A devo conoscere l’azimut reciproco, un elemento fondamentale in orientamento, alla base di molte tecniche di orienteering. Per conoscere l’azimut reciproco si utilizza un metodo molto semplice:

  • se l’azimut da A a B è > a 180°, il reciproco si calcola sottraendo 180 al valore dell’azimut;
  • se l’azimut da A a B è < a 180°, il reciproco si calcola sommando 180 al valore dell’azimut.

Cos’è lo Schizzo di Rotta

Lo schizzo di rotta è uno schema, preparato a tavolino, ottenuto spezzando l’itinerario in tratti omogenei, e riportando tutte le informazioni in una tabella di facile e veloce consultazione. Questa tabella (per comodità e praticità può essere fatta in formato Excel) va messa nello zaino assieme alla cartina topografica e alla bussola durante l’escursione, per essere utilizzata in caso di necessità. La regola è che più l’itinerario è spezzato è più preciso sono anche se bisogna avere un pò di buon senso nel non esagerare con il numero di tratti e tantomeno per trovare i vari punti in cui spezzare l’itinerario. In genere si scelgono elementi fisici (se presenti) presenti lungo il percorso: casere, malghe, bivi, teleferiche, cippi, etc.

In ogni caso per ogni tratto bisognerebbe ricavare le seguenti informazioni:

  • Punto di partenza e punto di arrivo con relativa quota;
  • Azimut tra punto di partenza e quello di arrivo;
  • Dislivello;
  • Pendenza;
  • Distanza;
  • Tempo previsto;
  • Azimut reciproco.

A cosa serve la bussola

La bussola è quello strumento che grazie al suo ago magnetico ci permette di calcolare l’azimut e individuare la direzione dove dobbiamo andare, senza perdere l’orientamento. la bussola quindi è importante per:

  • orientare la carta topografica;
  • trovare la direzione di marci;
  • seguire la direzione di marcia;
  • ritornare al punto di partenza;
  • controllare strada facendo la direzione di marcia,
  • superare un ostacolo.

La bussola da escursionismo deve essere semplice, leggera e robusta: è consigliata una bussola da orienteering, in plastica trasparente, economica e duttile ai nostri scopi. Meglio ancora sarebbero le bussole dotate di specchio o con feritoia di mira. Le parti che compongono una bussola sono:

  • Freccia del nord
  • Ago magnetico
  • Frecci di direzione
  • Linee meridiane
  • Ghiera girevole con scala goniometrica
  • Righelli ai lati con scale 1:25.000 e 1:50.000.

bussola escursionismo

La bussola va utilizzata lontana da cellulari o da qualsiasi altro campo elettromagnetico e da oggetti e materiali ferrosi perchè l’ago funziona come una calamita e potrebbe esserci il fenomeno della deviazione magnetica e darci valori errati di azimut.

Suunto A-10 Nh Bussola, Bianco, Taglia Unica
  • Lineare e semplice
  • Veloce e facile da usare
  • Struttura robusta

Tecniche di orientamento

Vediamo di seguito le principali tecniche di orientamento utilizzate dagli escursionisti:

Dalla carta al terreno

In questo caso non serve orientare la carta. Per utilizzare questa tecnica bisogna:

  • Disporre la bussola con il bordo lungo il percorso da seguire e con la freccia di direzione rivolta verso la nostra destinazione;
  • Ruotare la ghiera girevole fino ad allineare la freccia del Nord con il Nord della carta;
  • Prendere in mano la bussola e ruotarla fino a che l’ago magnetico non si sormonta con la freccia del Nord. La freccia della direzione ci darà la nostra direzione di marcia.

Dal terreno alla carta

Anche per eseguire questa tecnica non occorre orientare la carta topografica. E’ sufficiente:

  • Portare la bussola all’altezza degli occhi e mirare con la freccia di direzione il punto da identificare;
  • Quando si è stabilizzato l’ago, ruotiamo la ghiera fino a far coincidere la freccia del Nord con l’ago;
  • Appoggiamo la bussola sulla carta, con l’angolo inferiore sul punto in cui siamo, quindi ruotiamo la bussola fino ad allineare la freccia del nord con il nord della carta. La freccia di direzione ci indicherà il punto mirato.

Capire dove siamo noti due punti

Nel caso non sappiamo dove siamo ma vediamo due punti noti e riconoscibili anche sulla carta (due montagne, oppure due casere, etc.) si procede in questo modo:

  • si calcolano gli azimut reciproci dei 2 riferimenti noti. Se possibile cerco di scegliere i due punti in modo che formino un angolo più ampio possibile;
  • si va a tracciare il loro allineamento sulla carta;
  • La loro intersezione indica la posizione dove ci troviamo. In questo caso più punti noti trovo e più precisa sarà la mia collocazione.

Capire dove siamo noto un punto e la quota

Se analogamente al caso di prima non so dove sono ma riesco a individuare un punto noto e so a che quota siamo (grazie all’altimetro) posso procedere in questo modo:

  • Calcolo l’azimut reciproco del punto noto;
  • Traccio il suo allineamento sulla carta, passante per il punto rilevato;
  • Leggo la carta per indentificare la quota letta sull’altimetro.

La mia posizione si trova nel punto di intersezione tra la retta tracciata sulla carta e la curva di livello individuata.

orienteering montagna

Conclusioni

Abbiamo visto quanto complessa e ostica può essere questa materia che però in determinati casi è indispensabile per tirarci fuori dai guai. Perdere l’orientamento non è mai una sensazione piacevole, soprattutto se siamo in gruppo con altre persone, perciò è sempre bene evitare questa situazione. Ovviamente la cosa fondamentale è studiare e apprendere la teoria leggendo libri e manuali, poi il resto si affina solamente con la pratica e l’esperienza. Va anche detto che se si pianifica bene a casa l’escursione studiando il percorso e preparando lo schizzo di rotta, non dovrebbe esserci bisogno di bussola anche se è sempre bene tenerla nello zaino assieme alla cartina topografica della zona e all’altimetro.

I Manuali del Club Alpino Italiano. Cartografia e Orientamento

Editore: CAI
Collana: Mnauali del Club Alpino Italiano
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 1 ottobre2008

€ 19,00
€ 20,00 (- 5%)

tramundi vacanze

LINK UTILI:

✈ Itinerari - 🥾 Trekking - 📚 Libri - 🎞 Film - 🔎 Carte topografiche - 🛒 SHOP ONLINE

CONDIVIDI SU:
Andrea Dianin

Andrea Dianin

Classe 1983, fin da bambino ho avuto la passione per la montagna, gli sport all'aria aperta e la natura. Nel 2011 mi sono iscritto al C.A.I. dove ho seguito diversi corsi (Escursionismo e Alpinismo). Oggi la montagna è una passione viva più che mai oltre che uno stile di vita. Architetto per professione e Blogger per passione nel 2020 ho fondato questo sito per trasmettere le mie conoscenze e la mia passione agli altri in modo da essere da stimolo e ispirazione per altri appassionati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo negozio online di sport di montagnaSCONTI FINO AL 40%