Toni Gianese, l’alpinista cieco3 min read

Toni Gianese, l’alpinista cieco3 min read

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Targa commemorativa palestra Rocca Pendice Colli Euganei a Padova intitolata a Toni Gianese

Chi era Toni Gianese

Toni Gianese, nato a Padova nel 1928, è stato un grande alpinista padovano, diventato nel 1951 istruttore nazionale della Scuola di Alpinismo della sezione CAI di Padova all’epoca  intitolata a Emilio Comici e successivamente a Franco Piovan. Ha cominciato la sua attività alpinistica all’interno del CAI Padova nel 1945 collaborando sempre attivamente con la Scuola e facendo moltissima attività personale. Per chi frequenta i Colli Euganei e le vie di roccia a Rocca Pendice, troverà una targa in memoria di questo grande alpinista punto di riferimento per la Scuola padovana. La lapide in pietra con scritto “palestra Toni Gianese” si trova appunto sulla palestra di roccia di Rocca Pendice, situata sotto la struttura rocciosa del “nasetto”. Questa targa è tata messa a ricordo durante l’inaugurazione del 45° Corso Roccia nel 1982.

La storia di Toni Gianese

Toni Gianese è stato un precursore, perchè riusciva ad arrampicare e camminare in montagna nonostante fosse non vedente. Purtroppo all’età di 29 anni fu colpito da una malattia agli occhi che nel giro di tre anni lo fece diventare completamente cieco. La rabbia e lo sconforto furono enormi tanto che per un periodo non volle più saperne di andare in montagna. Ma poi grazie alla sua grande forza di volontà, all’amore della moglie Luciana e all’affetto degli amici della Scuola di Alpinismo e delle persone a lui care dopo quattro anni di sconforto e abbattimento, riprese ad andare in montagna. Camminando con un bastone e mettendo una mano sullo zaino di chi lo precedeva Toni a ripreso non solo a camminare ma addirittura ad arrampicare in montagna.

In questo senso è stato un precursore. Oggi la disabilità non è più un “problema” e sono moltissime le persone che praticano sport e attività fisica con vari handicap, ma una volta negli anni ’60 non era così semplice. E’ sempre rimasto all’interno della Scuola proponendosi sempre in maniera attiva e solidale. Morì il 19 Luglio 1979 per un banale incidente al Rifugio Boccalatte alle Grandes Jorasses sul Monte Bianco.

“Lassù avrei certamente ritrovato negli amici il dono del loro altruismo, del loro aiuto, della loro amicizia, cosa questa che Dio solo sa quanto mi rendano felice”. cit. Tono Gianese

Le sue imprese alpinistiche

Nonostante la sua cecità che lo colpì molto giovane a causa di una malattia Toni Gianese, grazie anche all’aiuto dei suoi amici e compagni di cordata, riuscì a collezionare una serie di imprese alpinistiche di tutto rispetto. Dopo i terribili quattro anni di frustrazione, Toni ritrovò fiducia in se stesso e una forza interiore che lo portò a fare diverse ascensioni e a conquistare diverse cime dell’arco alpino e non solo. Nel 1964 la salita al Cimon della Pala, dove ebbe inizio la sua “seconda” carriera alpinistica, fu insignito del premio alla spiritualità alpina “Stella del Cardo”.

Fra le numerose ascensioni di Toni Gianese possiamo citare le seguenti:

  • Escursione a San marino di Castrozza, Passo Bettega, 1964
  • Cimon della Pala per lo spigolo Nord-Est, Luglio 1964
  • Cervino, Agosto 1971
  • Traversata sci-alpinistica del gruppo delle Pale, Marzo 1972
  • Monte Bianco, Agosto 1972
  • Sassolungo, Settembre 1973
  • Sass d’Ortiga, estate del 1974
  • Spedizione sulla Cordillera Blanca, Perù Luglio-Agosto 1975
  • Cima Pradidali, 1976
  • Monte Rosa, 1976.

Gli insegnamenti di Toni Gianese

Anche se non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Toni Gianese (non ero ancora nato quando lui è morto) ho potuto scoprire un uomo e un alpinista con grandi meriti e valori. Anch’io sono passato tantissime volte sotto le numerate di Rocca Pendice vedendo quella targa con scritto il nome di Toni Gianese, ma senza mai chiedermi chi fosse. Nonostante le avversità che avrebbero scoraggiato chiunque, Toni Gianese è riuscito a tirarsi su e a ritrovare la gioia e la felicità di andare in montagna con gli amici. L’amicizia era un valore fondamentale per lui come anche la forza di volontà.

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Libri

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