Sindrome da sospensione inerte: cos’è e come gestirla5 min read

La sindrome da sospensione inerte, meglio conosciuta come sindrome da sospensione dell’imbrago o sindrome da imbracatura (in inglese, suspension trauma o harness hang syndrome) altro non è potenzialmente pericolosa, se non addirittura mortale nel caso alla sospensione per molto tempo a causa di una caduta o un incidente in via ferrata/arrampicata si rimane si rimane appesi privi di coscienza. I fattori determinanti per un esito negativo sono il passare del tempo e la perdita di coscienza. Vediamo meglio di cosa si tratta e come gestire la sindrome da sospensione.
Cos’è la sindrome da sospensione inerte
La sindrome da sospensione è una situazione molto pericolosa che si verifica quando l’alpinista scivola e rimane appeso all’imbracatura senza possibilità di muoversi e per molto tempo. I fenomeni che avvengono con la sospensione inerte possono provocare la perdita di coscienza e addirittura alla morte in pochi minuti.
Conoscere questo fenomeno è molto importante per chi arrampica, percorre vie ferrate o sentieri attrezzati per cercare di evitarlo e nel caso agire tempestivamente. Si rende necessaria quindi una una rapida gestione dell’evento da parte dei presenti, anche prima dell’arrivo dei soccorsi in modo da salvare la vita al malcapitato.
Oltre a chi frequenta la montagna con l’alpinismo e l’arrampicata libera, la sindrome da sospensione inerte può interessare chiunque indossi un’imbracatura come ad esempio nel mondo del lavoro chi fa tree climbing, lavori in quota o su fune, oppure chi pratica la speleologia o il canyoning.
Occorre dire che ad oggi non esiste una vera e propria procedura di intervento e gestione di questo tipo di emergenza anche se ci sono alcune raccomandazioni dettate dagli studi fin’ora condotti.
Cosa succede al corpo
L’organo principe del nostro corpo non è il cuore, ma bensì il cervello, la centrale operativa che da comandi a ogni cosa. Se viene a mancare l’ossigeno al cervello e si va in uno stato di incoscienza si possono avere danni irreparabili e permanenti se non addirittura la morte.
Con la sindrome da sospensione nel momento della caduta il corpo assume delle posizioni tali per cui per effetto della gravità il sangue tenderà a ristagnare prevalentemente nella parte inferiore del corpo, lasciando “a secco” il cervello. In carenza di sangue e ossigeno il cervello ci mette in guardi con svenimenti o perdita di coscienza e se siamo “seduti” sull’imbracatura è un grosso problema. Le due posizioni principali che si possono assumere quando si cade da una parete sono:
- Semi-verticale in caso di sospensione sugli anelli anticaduta (quelli alti sulle imbracature complete)
- Orizzontale inarcata in caso di sospensione ventrale.


Nel caso della prima posizione il nostro cervello tende a portarci in una posizione orizzontale per facilitare il flusso di sangue al cervello, ma l’imbracatura lo impedisce, con il risultato finale che il sangue si accumula negli arti inferiori a discapito di cervello e cuore, mentre con la seconda posizione l’iperestensione del capo e l’inarcamento della schiena rende lo scenario ancora più grave. In entrambi i casi, per meccanismi fisiologici non del tutto chiari, si può incorrere prima nella sincope (svenimento) e poi nella morte nel giro di pochissimi minuti.
Parlando di minuti, per effettuare un soccorso salvando la vita alla persona si hanno circa 7 minuti per sospensione sull’anello sternale, 11 minuti sull’anello dorsale e tempi inferiori ai due precedenti per sospensione inerte sull’anello ventrale.
Cosa fare per evitarla
Come abbiamo visto la sindrome da sospensione inerte è molto pericolosa e fatale. Di sicuro è importante essere consapevoli che quando si arrampica o si progredisce su una via ferrata o sentiero attrezzato in caso di caduta si potrebbe verificare questo inconveniente.
Le vie ferrate, soprattutto quelle in ambiente, lunghe con molto avvicinamento sono potenzialmente pericolose da questo punto di vista perchè solitamente si va via con zaini pesanti. Un ottimo suggerimento è quello di utilizzare l’imbracatura completa, ovvero parte bassa e parte alta in modo da evitare il ribaltamento e rimanere a testa in giù o in posizione orizzontale.
Un altro accorgimento è quello di provare bene gli imbraghi prima dell’acquisto magari appendendosi in negozio per diversi minuti; l’imbrago deve essere comodo, della taglia giusta possibilmente con dei fascioni belli larghi e soprattutto deve essere messo correttamente. Il cinturone deve stare sopra o all’altezza delle anche e stringere i cosciali lasciando passare lo spessore di una mano.
Altri consigli che facilitano la corretta gestione sono:
- non andare mai via da soli,
- conoscere le manovre di autosoccorso e di soccorso,
- saper riconoscere segni precursori ed interrompere l’attività,
- avere una buona condizione psico-fisica.
Come gestire la sindrome da sospensione inerte
Con la caduta e la sindrome da sospensione vi è una compressione dei cosciali dove passano le arterie. La cosa da fare il più rapidamente possibile è quella di calare in un luogo sicuro su cengia o sbalzo roccioso il malcapitato cercando di allentare l’imbracatura e metterlo in una posizione sdraiata. E’ assolutamente importante togliere l’infortunato da quella posizione quanto prima possibile e chiamare il Soccorso Alpino. Se non è possibile calare il soggetto infortunato allora bisogna raggiungerlo in sicurezza e metterlo nella posizione semi-seduta alzandogli le ginocchia o le gambe e sollevare torace e testa e poi chiamare i Soccorsi.
In caso si verifichi la sindrome da sospensione inerte, dopo aver chiamato il soccorso, occorre mantenere ginocchia e busto sollevato di 30° e tenerlo sollevato e di seguire le indicazioni che seguono dal soccorso.
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Classe 1983, fin da bambino ho avuto la passione per la montagna, gli sport all’aria aperta e la natura. Nel 2011 mi sono iscritto al Club Alpino Italiano dove ho seguito diversi corsi fino a diventare Accompagnatore di Escursionismo. Oggi la montagna è una passione viva più che mai oltre che uno stile di vita. La voglia di condividere questa mia passione è il motivo per cui ho deciso nel 2020 di fondare questo Blog per mettere al servizio degli altri tutte le mie conoscenze.





