Sicurezza in ambiente innevato: utilizzo di ARTVA, Pala e Sonda8 min read

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sicurezza in ambiente innevato artva pala e sonda

Ai sensi del D.Lgs 18 febbraio 2021 n.40, dal 1°Gennaio 2022 è obbligatoria la dotazione del kit di autosoccorso per tutte le attività in ambito innevato.

Cos’è il kit APS e come funziona

La ricerca della sicurezza nella frequentazione della montagna innevata passa anche attraverso la conoscenza ed il corretto utilizzo degli strumenti che la tecnologia offre. Il kit di sicurezza APS è composto da tre elementi: l’ARTVA (Apparecchio Ricerca Travolti in Valanga), Pala e Sonda da valanga. Questi tre elementi utilizzati assieme sono la dotazione di sicurezza minima e chi frequenta la montagna innevata deve avere con se e sapere utilizzare correttamente per la sicurezza propria e dei propri compagni di escursione.

L’ARTVA quindi è un apparecchio elettronico che facilita il ritrovamento dei travolti in valanga, aumentando la probabilità di sopravvivenza in caso di travolgimento. Al di là dell’obbligo in se, avere con se e saper utilizzare questi strumenti diventa fondamentale per garantire la sopravvivenza. Come puoi leggere su questo mio articolo, la montagna non è “assassina” ma sicuramente è può essere un ambiente pericoloso. Conoscerla a fondo e utilizzare attrezzatura tecnica e abbigliamento adeguati ed essere preparati abbassa moltissimo il rischio. Ricorda che il rischio zero non esiste, quello che si può fare è abbassarlo il più possibile.

Kit per il soccorso in caso di valanghe con zoom e set
  • Comoda borsa e mano.
  • Massima Massima, larghezza area di ricerca (im M): 40/< 40
  • Comando a microprocessore.

Il terreno da valanghe e la misura dell’inclinazione

Al di la di quello che dice la Nuove Norme sulla sicurezza nelle discipline sportive invernali e delle sanzioni quello che conta è garantire la sicurezza di chi percorre un ambiente innevato con gli sci o le ciaspole. Il pericolo maggiore sono le valanghe che ogni anno fanno decine e decine di morti che si potrebbero evitare con la prevenzione, la conoscenza e saper fare l’autosoccorso in valanga.

Una delle chiavi di prevenzione è il riconoscimento del terreno valanghivo nel corso di un’escursione in quanto consente una corretta scelta dell’itinerario e l’eventuale adozione di misure supplementari volte a gestire correttamente e a ridurre l’esposizione al rischio nelle situazioni più critiche. Uno dei fattori principali per valutare il terreno valanghivo e la sua pericolosità è l’inclinazione del pendio; più l’inclinazione è maggiore e più ci saranno probabilità di distacchi.

Anche se la maggior parte dei distacchi di valanghe a lastroni avvengono su terreni con inclinazioni comprese fra i 30°e i 45°, il limite inferiore di sicurezza, per le nevi alpine, è fissato a 27°. E’ questa la soglia di sicurezza per gli escursionisti che si accingono a percorrere sentieri con le ciaspole. Sul terreno la misura dell’inclinazione può essere eseguita, con un inclinometro o con una delle tante App sviluppate per gli smartphone, oppure con i bastoncini da sci. Ovviamente uno strumento indispensabile è l’attenta lettura dei bollettini nivo-meteo che danno il grado di pericolo e i vari versanti interessati.

LEGGI ANCHE: Classificazione valanghe e scala del pericolo

Autosoccorso in valanga

Il kit APS (ARTVA, Pala e Sonda) consente quindi di effettuare l’autosoccorso in valanga, fondamentale per salvare vite umane. A volte per errori di valutazione oppure per avvenimenti improvvisi si possono staccare delle valanghe e travolgere chi sta sotto. La prevenzione e la valutazione del rischio e l’esperienza permette di ridurre il rischio drasticamente, ma purtroppo non si potrà mai azzerare del tutto; più si è bravi a monte e più si riuscirà ad abbassare il rischio.

Come dicevo il kit APS, se correttamente utilizzato, permette di trovare e salvare il malcapitato prima che arrivino i soccorsi. Come si può vedere da questo grafico che indica l’analisi della curva di sopravvivenza, si nota che entro i primi 18 minuti dal seppellimento le probabilità di ritrovare persone in vita sono del 93 %, mentre tra i 18 e i 35 minuti dal seppellimento si osserva un forte calo delle probabilità di sopravvivenza che passano dal 93 % al 30 % circa.

curva di sopravvivenza

Con la parola autosoccorso si intende tutta una sequenza di procedure, finalizzate alla ricerca e al disseppellimento dei travolti. L’utilizzo del kit di sicurezza APS costituito da ARTVA, pala e sonda leggera da valanga, da parte di tutti i componenti della escursione rappresenta la maggior garanzia di successo nell’intervento di soccorso, in grado di operare tempestivamente sul luogo dell’incidente. I soccorsi organizzati tramite elicottero equipaggiato con unità cinofila e ricercatore RECCO richiede più di mezz’ora dal momenti della chiamata col cellulare, salvo casi particolari.

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Concetto di rischio e pericolo

Per pericolo di valanghe si intende la possibilità che si verifichi, in una determinata area o regione, un evento valanghivo, in grado di provocare, potenzialmente, danni materiali o alle persone. Il fatto che sussista o meno un rischio, così come le sue eventuali proporzioni, dipende dalle condizioni locali e dal comportamento umano ovvero dal grado di esposizione, volontaria od involontaria, a tale pericolo e del tenore di danno che ne può derivare. Nei bollettini si parla sempre di pericolo per descrivere la situazione in modo oggettivo.

Oltre alla lettura del bollettino nivo-meteo, alla scala del pericolo, all’inclinazione del pendio e al tipo di manto nevoso per ridurre il rischio è importante anche saper andare sui sentieri giusti, ovvero i sentieri che sono alla nostra portata e a quella dei nostri compagni di escursione. In genere i sentieri principali sono individuati con delle sigle che indicano il gradi di difficoltà del percorso. Per maggiori informazioni leggi questo articolo.

scala pericolo valanghe

Impiego del kit di sicurezza APS

La ricerca con ARTVa, per poter essere eseguita correttamente e con la più alta probabilità di successo, richiede di avere in dotazione:

  1. ARTVA (Apparecchio Ricerca Travolti in Valanga), possibilmente di ultima generazione di tipo digitale; per persone che conoscono il proprio apparecchio e si esercitano impiegano per la ricerca e l’individuazione del punto con la sonda dai 4 ai 7 minuti;
  2. Sonda da valanga robusta, facile da montare, possibilmente centimetrata e di lunghezza superiore a 200 cm utile per individuare velocemente la persona sepolta; le statistiche indicano che la profondità media è di circa 1 metro;
  3. Pala da neve in alluminio, robusta e sufficientemente ampia e con manico allungabile. Per realizzare uno scavo senza metodo di 1 m 3 di neve sono necessari da 10 a 15 minuti; con strategie di scavo si può ridurre tale tempo. Senza la pala e con uso delle sole mani guantate sono necessari almeno 75 minuti.

Ovviamente non è sufficiente dotarsi del kit di sicurezza e basta, ma è necessario conoscere le modalità di ricerca del proprio apparecchio, esercitarsi con regolarità e saper applicare un metodo di scavo efficace. Eseguire la ricerca e l’autosoccorso non è assolutamente semplice e la cosa si complica ulteriormente per la situazione che si crea, l’adrenalina, lo spavento e il caos. Per questo è importante conoscere il proprio strumento, esercitarsi a lungo in modo da essere preparati in caso di intervento e avere i nervi saldi senza farsi prendere da panico.

Fasi operative

L’ARTVA va indossato sopra la maglia termica o comunque sopra il primo strato in  modo che sia protetto e tenuto lontano dal cellulare. La sonda e la pala vanno tenute a portata di mano in modo da essere tirate fuori tempestivamente. Nello specifico la sonda deve sempre essere utilizzata esclusivamente con i guanti e mai a mani nude.

Le operazioni da eseguire sono:

  1. chiamare immediatamente il soccorso alpino;
  2. effettuare la ricerca vista e udito;
  3. commutare l’artva in ricerca ed effettuare la ricerca veloce per agganciare il segnale;
  4. una volta trovato il segnale seguire le indicazioni sul display per avvicinarsi al travolto;
  5. una volta vicini proseguire con la ricerva fine facendo una croce con l’artva molto vicino al terreno;
  6. una volta individuato il punto, si prende la sonda la si apre e si infilza nel terreno in vari punti formando una spirale distanziati 5-10 cm uno dall’altro in modo da sondare e individuare esattamente il soggetto;
  7. a questo punto si prende la pala e si inizia a scavare cercando di liberare le vie aeree, in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

VEDI ANCHE:  Come fare l’autosoccorso in valanga

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L’importanza della prevenzione e la Regola 3×3

Alla luce di quanto abbiamo visto occorre tenere presente che, nonostante la ricerca con il Kit APS da parte di una persona ben addestrata, possa essere molto rapida, il tasso di mortalità al momento dell’incidente resta sempre significativo: su 100 persone travolte da una valanga, purtroppo 7 di esse risultano già decedute a causa di traumi riportati durante il travolgimento. La regola fondamentale quindi è sempre quella di prevenire ed evitare l’evento valanghivo adottando tutte le misure precauzionali, ovvero pianificando la gita e adottando, durante l’escursione, un atteggiamento attento e prudente.

Le misure di precauzione si basano sull’attuazione di tre fasi fondamentali:

  1. a livello regionale (a casa), pianificazione accurata dell’escursione;
  2. a livello locale (sul luogo), valutazione dettagliata della situazione valanghiva, scelta dell’itinerario adeguato e adozione di un comportamento appropriato sul terreno;
  3. sul singolo pendio, valutazione della stabilità del manto nevoso e messa in atto di provvedimenti speciali di minimizzazione del rischio, con lo scopo di ridurre il sovraccarico oppure di evitare la zona sospetta od ancora di ridurre il numero di possibili travolti.

Per ciascuna fase, vengono considerati inoltre tre criteri di valutazione: a) la situazione nivo-meteorologica; b) le particolarità del terreno; c) le caratteristiche e il comportamento dei partecipanti.

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