Quali sono i possibili pericoli legati al meteo in montagna

Quali sono i possibili pericoli legati al meteo in montagna
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Nelle nostre escursioni e arrampicate in montagna il fattore meteo è di fondamentale importanza perchè potrebbe stravolgere la nostra giornata e causarci degli spiacevoli inconvenienti. Vediamo ora una guida chiara sul corretto comportamento per prevenire incidenti causati dal tempo per chi frequenta l’ambiente montano nel periodo estivo.

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Il meteo potrebbe essere causa di incidenti non solo alle persone meno esperte ma anche a chi si ritiene esperto e molte volte sottovaluta l’effettivo pericolo.

Perchè è importante conoscere il meteo

Sembra abbastanza ovvio ma conoscere che tempo farà il giorno in cui decidiamo di andare in montagna è molto importante perchè riusciamo a prevenire ed evitare una delle cause principali di incidenti in montagna. Oggi, a differenza di 10-15 anni fa, disponiamo di moltissime informazioni, anche su app e telefonino, webcam, bollettini meteorologici molto precisi che sappiamo esattamente che tempo farà con un grado di incertezza molto basso. Visto che abbiamo la tecnologia dalla nostra parte è bene sfruttarla al meglio per evitare imprevisti.

Potrebbe benissimo capitare che il tempo, soprattutto in alta montagna, cambi improvvisamente da un momento all’altro, e quindi se siamo ben informati e abbiamo preparato bene lo zaino non dobbiamo temere nulla. Per esempio anche in estate e anche se è previsto bel tempo, è consigliabile avere sempre nello zaino un guscio impermeabile anti-vento, proprio perchè il tempo potrebbe cambiare: i bollettini meteorologici infatti emanano dei bollettini fatti da dei software (quelli meno  precisi) o da personale qualificato con rilievi ma essendo previsioni non sono certezze.

I 5 pericoli connessi al meteo

Per andare in montagna è sempre preferibile andare con il bel tempo in modo da goderci appieno la giornata di sole. Se non leggo attentamente i bollettini meteorologici potrei incappare in un temporale o in altri fattori che potrebbero metterci in seria difficoltà se non siamo preparati mentalmente e con l’attrezzatura e l’abbigliamento adatto. In questo contesto stiamo parlando principalmente di escursioni e passeggiate, ovvio che chi arrampica, fa vie ferrate o altra attività alpinistica deve essere sicuro al 100% delle condizioni meteo per non rischiare (in certi casi) la vita o l’intervento del soccorso alpino.

Vediamo ora quali sono i 5 pericoli connessi al meteo:

1 – Visibilità ridotta e nebbia

Uno dei pericoli principali legati al fenomeno della nebbia è proprio la scarsa visibilità e la perdita dell’orientamento. Non c’è niente di peggio che essere in montagna e non avere la concezione di dove siamo e dove stiamo andando.

Gli elementi che compromettono la visibilità in montagna sono:

  • la nebbia
  • le nuvole basse
  • le nevicate con vento

La formazione di nebbia, foschia e nubi basse è causata dal’inversione termica nei bassi strati in condizione di bel tempo. Oltre a farci perdere l’orientamento ci porta a una diminuzione della percezione dei pericoli oggettivi.

2 – Precipitazioni e freddo estivo

Le precipitazioni in montagna (pioggia e neve) sono spesso associate a un calo delle temperature con conseguente ipotermia da raffreddamento oppure effetti indiretti in caso di terreno bagnato o ghiacciato. L’abbassamento della temperatura a causa del minor irraggiamento o di una avvezione di aria fredda viene aggravato in caso di vento (effetto wind chill). In questi casi è fondamentale avere nello zaino una giacca impermeabile o un pile e anche un paio di guanti e un berretto (pesano poco e possono essere utili anche in estate).

3 – Temporali e fulmini

I temporali associati ai fulmini sono un’altra grande causa di morti e incidenti. Non è escluso che con il temporale possa esserci anche una grandinata dovuta al passaggio di un fronte freddo o alla forte convezione diurna (temporali estivi di calore). Gli effetti di un temporale sono:

  • ipotermia da raffreddamento
  • rischio di folgorazione
  • terreno scivoloso
  • grandine

4 – Vento ed effetto wind-chill

Anche il vento, quando è costante e intenso, può provocare serie difficoltà all’escursionista o all’alpinista. In commercio esistono delle giacche e degli indumenti anti vento in grado di mantenere sostanzialmente il calore corporeo che altrimenti viene portato via dal vento. L’effetto wind-chill è il potere raffreddante del vento e quindi la sua capacità di togliere calore al corpo umano, e quindi ci fa percepire molto più freddo di quello che è in realtà.

Il consiglio che mi sento di darti oltre ad acquistare una giacca antivento, è quello di prendere un gilet softshell come che oltre a tenere caldo, traspira e protegge il busto (dove si trovano gli organi vitali) dal vento e dal freddo. Il gilet è ottimo da utilizzare sia in estate che in inverno con le ciaspole e io lo metto sempre nello zaino.

Altri fenomeni legati al vento sono il Foehn (massa d’aria umida) e le raffiche temporalesche. In ogni caso osservando il movimento e la velocità con cui si spostano le nuvole è un buon indicatore della direzione prevalente del vento in alta quota.

5 – Radiazione solare e indice di calore

In montagna in condizioni di tempo bello e soleggiato potremmo avere elevate temperature con elevati tassi di umidità che potrebbero indurci ad un’eccessiva sudorazione con perdita di energie fisiche. Nello zaino, soprattutto per chi soffre il caldo e suda molto, è bene avere delle soluzioni saline da integrare e almeno 2 L di acqua. Altra cosa molto importante è usare sempre occhiali da sole con grado di protezione 3 e possibilmente utilizzare un copricapo e la crema solare.

Cosa fare in caso di temporali

Se ci dovessimo malauguratamente trovare nel bel mezzo di un temporale estivo cerchiamo di seguire questi utili accorgimenti per evitare incidenti:

  • allontanarsi velocemente da ogni rialzo del terreno, da cime e creste esposte e da punte o oggetti metallici di qualsiasi genere (ad esempio croci di vetta, antenne, pali, etc.);
  • se siamo dentro un bosco evitiamo di ripararci sotto un albero isolato, ala massimo cerchiamo un gruppo di alberi e scegliamo quello più basso;
  • allontanarsi dai corsi d’acqua o laghi e dalle pareti verticali;
  • allontanarsi da qualsiasi conduttore metallico (ramponi, picozza, chiodi, attrezzatura da arrampicata e da ferrata), se siamo in parete prevedere a priori la possibilità di una via di fuga per uscire dalla ferrata);
  • evitare di usare il cellulare e metterlo in modalità aereo;
  • assumere una posizione accucciata con la testa tra le ginocchia e i piedi uniti, senza stendersi a terra;
  • se possibile ripararsi in un anfratto o in una grotta, entrando il più possibile dentro la grotta, senza stare all’ingresso e senza toccare la roccia.
  • se nelle vicinanze trovate un bivacco o meglio ancora un rifugio entrate.

A volte i temporali possono essere più violenti di quanto previsto oppure arrivare in anticipo o in ritardo rispetto all’ora presunta dalla previsione meteorologica.

Gli strumenti di prevenzione: l’auto previsione e il bollettino meteorologico

Come dice il detto “prevenire è meglio che curare” in questo caso è proprio vero: più noi riusciamo a prevedere che tempo farà e più noi saremo sicuri e tranquilli che tutto andrà bene. Al contrario lasciamo la nostra uscita in montagna in balia del destino e della casualità.

La principale fonte di informazione per conosce il meteo è sicuramente internet. Qui ci sono diverso portali attendibili (per esempio per il Veneto il sito www.arpa.veneto.it mentre per il Friuli Venezia Giulia il sito www.meteo.fvg.it) che danno generalmente tre tipologie di informazioni:

  • modelli e mappe di previsione metereologica
  • previsioni meteo di vario tipo
  • informazioni e dati di vario tipo

I bollettini emessi dai vari enti territoriali e regionali danno informazioni sulla situazione generale del tempo e la sua evoluzione futura. Il consiglio è quello di leggere anche quello che c’è scritto (e non guardare solo le figure) e cominciare a guardarlo almeno da metà settimana per vedere l’evoluzione del tempo, fino a poche ore prima di partire. In certi casi, se per esempio decidiamo di stare via due giorni e dormire in rifugio, è conveniente anche telefonare al gestore del rifugio per chiedere informazioni, vedere la webcam ce ce l’ha, oppure contattare la sezione CAI del posto o le guide locali. Insomma ogni leggerezza con il meteo potrebbe costarci cara, quindi non si scherza.

Oltre a consultare il bollettino meteo (non le app del telefonino ma siti seri e certificati) è bene fare anche una auto previsione sul luogo, osservando le nuvole e la loro conformazione nell’arco della giornata. Spesso danno dei segni premonitori che sono in grado di indicare la probabile evoluzione da li a poche ore del tempo, osservando lo sviluppo dei cumuli diurni, la rotazione del vento e la variazione di pressione.

Uso dell’altimetro

La variazione di pressione è un indicatore della variazione del tempo: un aumento di pressione indica bel tempo, al contrario un abbassamento di pressione significa brutto tempo. Uno strumento molto utile per chi va in montagna sono gli orologi da polso che oltre a indicare l’ora hanno anche altre funzioni fra cui la regolazione dell’altimetro (che indica la quota dove siamo) e la pressione atmosferica. Le due marche principali sono Suunto e Garmin che propongono modelli di tutte le fasce di prezzo con più o meno funzioni. Le funzioni base sono il tempo, l’altimetro e il barometro.

Il principio di funzionamento è basato sull’andamento verticale della pressione: immaginando di avere una colonna sopra la nostra testa più ci alziamo di quota e più la pressione diminuisce, quindi al calo della pressione corrisponde un aumento dell’altitudine. Perciò se per esempio siamo fermi (stiamo mangiando un panino in pausa pranzo) e vediamo che la quota sull’orologio da polso sta aumentando significa possibile peggioramento del tempo. Se simultaneamente osserviamo anche le nuvole potremmo avere conferma della velocità con cui arriverà il cattivo tempo.

Per usare correttamente l’altimetro bisogna tararlo frequentemente quando siamo in prossimità di punti di altitudine nota (rifugi, cime, forcelle, e dove troviamo un cartello con indicata una quota); questi orologi infatti, più o meno costosi in base al modello e alla marca scelti, sono abbastanza precisi ma possono stararsi facilmente.

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Andrea Dianin

Andrea Dianin

Mi chiamo Andrea, sono un architetto e da sempre, fin da ragazzino ho avuto la passione per la montagna. Inizialmente montagna per me significava sciare e fare una passeggiata ogni tanto, oggi è una passione viva più che mai oltre che uno stile di vita. Dieci anni fa ho deciso di iscrivermi al CAI di Padova dove ho seguito diversi corsi (Escursionismo e Alpinismo) e sto facendo un percorso per diventare Accompagnatore di Escursionismo. Frequento la montagna durante tutto l'anno, sia in estate che in inverno, facendo attività personale e all'interno del CAI.

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