Puntura di zecca: cosa fare e non fare

Puntura di zecca: cosa fare e non fare
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Camminare in montagna in mezzo alla natura e all’aria aperta è una cosa meravigliosa che riempie il cuore di gioia, e ci fa star bene ricaricando le energie per affrontare la settimana lavorativa. Ma in alcuni periodi dell’anno (primavera e estate) e soprattutto in alcune zone dobbiamo stare molto attenti a un animaletto molto piccolo ma che può dare conseguenze spiacevoli se non trattate adeguatamente e tempestivamente.

zecche escursione

Camminando sull’erba alta e nei boschi potremmo incappare in una zecca e in quel caso dobbiamo intervenire subito per toglierla per non avere conseguenze anche gravi.

Cosa sono le zecche

La zecca (Ixodes ricinus) è una specie di acaro (famiglia degli aracnidi) dalle dimensioni microscopiche che ama gli ambienti umidi e solitamente si trova sui fili d’erba più alti di 10 cm. In montagna mentre facciamo passeggiate ed escursioni nei boschi o lungo sentieri o aree con erba alta e bagnata c’è un’elevata probabilità di prendersi una o più zecche. Per trovare le zecche però non serve andare per forza in montagna perchè possiamo trovarla ovunque anche nel giardino di casa ma solitamente nel giardino di casa tagliamo l’erba e viene curato pe cui è più difficile trovarla. Purtroppo però possono prenderla i nostri amici a quattro zampe, cani e gatti.

La zecche vivono fino a 1200 m di quota hanno bisogno di un’umidità elevata per sopravvivere. La loro dimensione varia da 1 mm (quando sono giovani) e possono arrivare fino a 2 mm in età adulta. Dimensioni davvero piccole e per questo sono difficili da individuare quando si attaccano alla nostra pelle. Una volta che si attaccano (possono rimanere attaccate anche per dieci giorni se non rimosse) si nutrono del nostro sangue diventando sempre più grandi.

Come arrivano le zecche?

Come accennato precedentemente le zecche stanno libere e beate sui fili d’erba e appena passiamo e tocchiamo il filo d’erba possono attaccarsi sul nostro corpo. Le zecche possono essere trasportate da animali selvatici come gli uccelli e i mammiferi, ma anche dagli animali domestici. Gli uccelli in particolare sono i maggiori trasportatori di zecche. E’ molto importante infatti non solo curare il giardino di casa ma far controllare gli animali domestici nel caso li avessimo.

zecca

Come prevenire il morso da zecca

Come consiglio nel mio articolo come andare in montagna in sicurezza, è fondamentale utilizzare sempre un pantalone tecnico lungo e chiari e con calzini alti fino alle ginocchia. Il punto più critico per prendere le zecche sono proprio le gambe fino all’altezza del ginocchio, quindi un pantalone lungo fa si che al massimo si attaccano sul pantalone e non sulla nostra gamba, e pantalone chiaro perchè in questo modo riusciamo a notarle meglio essendo nere.

Un’altra cosa da fare è utilizzare spray antizecche e prodotti repellenti appositi che vanno sprazzati su pantaloni e sugli scarponi prima e durante l’escursione. E’ risaputo poi che in lacune zone (tipo le Dolomiti Friulane e il Friuli in genere) e in alcuni periodi dell’anno (autunno e primavera) sono più presenti; quindi se decidiamo di andare in queste zone facciamo molta attenzione.

spray antizecche

Ovviamente cerchiamo sempre di camminare nei sentieri tracciati ed evitiamo (almeno che non abbiamo altra scelta) di camminare sull’erba alta dove non è passato nessuno e tanto meno sdraiarci sull’erba per fare una pausa pranzo o ristoro. Se troviamo un sasso sediamoci li oppure stiamo in piedi. Nel kit di pronto soccorso che dobbiamo tenere sempre nello zaino mettiamo anche una pinzetta per estrarre le zecche che potrebbe essere utile.

pinzetta zecche

Infine una volta terminata l’escursione dobbiamo sempre controllarci accuratamente gambe e braccia e quando siamo a casa, prima di farsi la doccia, dobbiamo farci controllare da un’altra persona che farà un doppio controllo e guarda anche la schiena. Le zecche sono difficili da individuare soprattutto se uno ha molti nei sulla pelle.

Le zone in cui è più probabile trovarle sono:

  • braccia
  • gambe
  • sotto le ascelle
  • inguine

Cosa fare se si viene punti

Quando veniamo punti da una zecca e si attacca sul nostro corpo non ce ne accorgiamo. Per questo terminata l’escursione e poi a casa è doveroso controllarci e farsi controllare da qualcuno. In caso che individuiamo una o più zecche dobbiamo estrarle subito con una pinzetta per zecche.

Nel fare questa operazione però bisogna stare attenti, una volta afferrata la zecca con la pinza, a non fare una torsione: il rischio è che togliamo una parte mentre il rostro rimane dentro creando un piccolo granuloma da corpo estraneo. Una volt appoggiata la pinzetta (possono essere quelle classiche con punta sottile oppure fatte a tenaglietta con apposita clip) bisogna stringere il rostro (il pungiglione che sta cementato sotto pelle) afferrandolo il più vicino possibile alla cute e tirare delicatamente sempre e solo verso l’alto. Nel dubbio è bene andare al pronto soccorso e farcela togliere.

Cosa fare subito dopo l’estrazione

Una volta che siamo riusciti ad estrarre correttamente la zecca con la pinzetta bisogna disinfettare bene la zona e segnare sul calendario la data della puntura. In aggiunta è bene segnare con un pennarello la zona della pelle colpita dal morso di zecca e tenerla monitorata per 30-40 giorni.

Se per caso nel mese successivo alla puntura dovreste prendere delle infezioni oppure vi sale la febbre dovete avvisare immediatamente il medico e dirgli che avete preso una zecca, che l’avete rimossa e che la state monitorando. In questo modo il medico è a conoscenza della cosa ed eventualmente deciderà di procedere o meno con la terapia antibiotica. La fase di monitoraggio che dura circa un mese o poco più serve per scongiurare l’eventuale comparsa dell’eritema migrante sintomo il morbo di Lyme.

eritema migrante
Eritema migrante provocato da una zecca

Cos’è il morbo di Lyme

Il morbo di Lyme è una malattia molto pericolosa che potrebbe causare danni seri al nostro organismo e sistema cerebrale, provocando danni seri anche al sistema cardiovascolare. Attualmente per il morbo di Lyme non esiste un vaccino ma solo un trattamento antibiotico, che invece esiste per la  Tbe o meningoencefalite da zecche.

Il morbo di Lyme si può sviluppare in tre fasi:

  1. Fase precoce localizzata: nel 99% dei casi si manifesta l’eritema migrante entro 30-40 giorni dalla puntura (la durata della fase di monitoraggio)
  2. Fase precoce disseminata: in assenza di terapie specifiche può avvenire una diffusione attraverso il sangue e una sintomatologia entro un anno dall’infezione. Si possono riscontrare dolori reumatici improvvisi, mono articolari che si possono anche spostare in più zone (migranti), mialgie, pericardite, disturbi della conduzione cardiaca e artriti.
  3. Fase tardiva: si sviluppa a distanza di mesi o anni e si sviluppa con un quadro clinico simile all’artrite cronica, del sistema nervoso centrale e periferico di tipo sensitivo e motorio, della cute e dell’apparato cardiovascolare.

Capite bene quanto sia importante fare prevenzione, e curarsi in maniera corretta e in tempi brevi. Purtroppo questo piccolo animaletto potrebbe rovinarci le nostre belle escursioni in montagna e quindi la questione delle zecche non è affatto da sottovalutare.

Ricordo anche che la zecca per essere pericolosa per l’uomo deve essere infetta (deve cioè aver succhiato il sangue di un animale infetto) e per fortuna solo l’1% delle zecche è infetto. Questo però non deve farci abbassare la guardia.

Cosa non dobbiamo fare per estrarre una zecca

Prima abbiamo visto come estrarre una zecca correttamente con la pinzetta apposita, la fase di controllo e monitoraggio. Ora vediamo cosa non bisogna fare per estrarre una zecca:

  • Non estrarre in modo brusco e veloce e non usare aghi arroventati, brace di sigaretta, dita o altri oggetti che non siano la pinzetta apposita che si trova in farmacia oppure in vendita online su Amazon.
  • Non usare sostanze come petrolio, benzina, acetone, etc.
  • Non usare pinzette piatte da sopracciglia che potrebbero schiacciare la zecca
  • Non assumere antibiotici dopo la puntura se non sono prescritti dal medico.

Ti consiglio di guardare questo video fatto da un mountain biker ma che è adatto anche per noi escursionisti.

Cosa può succedere se estraiamo male la zecca?

Devi sapere che se trovi una zecca, per non avere conseguenze, devi estrarla entro 48-72 ore massimo. Se estratta correttamente come abbiamo visto e in questi tempi non succederà niente. L’unica cosa che potrebbe succedere in questo caso è al massimo un pò di arrossamento cutaneo per qualche giorno o leggere forme allergiche ma niente di più. In questo caso possiamo applicare delle creme idratanti o delle pomate che utilizziamo anche per smorzare la puntura di zanzara.

Diversamente più tempo passa e peggio è, perchè la zecca tende a ingrandirsi sempre di più. Può stare attaccata anche per dieci giorni. Se togliamo la zecca nel modo errato c’è un’alta probabilità che la zecca liberi nel sangue alcuni patogeni. Una zecca “stressata” tende a rigurgitare il contenuto del suo intestino che può ospitare patogeni ed entrare così nel nostro circolo ematico. 

Conclusioni

Quando andiamo in montagna dobbiamo essere sempre consapevoli di tutti i possibili rischi e pericoli che ci possono essere e le zecche sono uno di questi. Ora con questo articolo sulle zecche non volevo di certo traumatizzarti ma solo farti un pò di chiarezza sul mondo delle zecche troppo spesso sottovalutato. Anche in questo caso l’arma vincente risulta essere la prevenzione e adottare le cure giuste.

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Andrea Dianin

Andrea Dianin

Mi chiamo Andrea, sono un architetto e da sempre, fin da ragazzino ho avuto la passione per la montagna. Inizialmente montagna per me significava sciare e fare una passeggiata ogni tanto, oggi è una passione viva più che mai oltre che uno stile di vita. Dieci anni fa ho deciso di iscrivermi al CAI di Padova dove ho seguito diversi corsi (Escursionismo e Alpinismo) e sto facendo un percorso per diventare Accompagnatore di Escursionismo. Frequento la montagna durante tutto l'anno, sia in estate che in inverno, facendo attività personale e all'interno del CAI.

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