Progressione su neve e ghiaccio: uso corretto di piccozza e ramponi7 min read

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progressione su neve e ghiaccio

Anche durante la stagione estiva chi pratica l’escursionismo ad alta quota può incontrare ghiacciai e nevai che vanno affrontati con la dovuta attrezzatura come piccozza e ramponi per progredire in sicurezza.

Introduzione

La montagna è bella ed affascinante ma la sua frequentazione comporta dei rischi e dei pericoli che bisogna sapere affrontare e prevenire. In particolar modo in questa breve guida voglio parlare della progressione su neve e ghiaccio e sull’utilizzo corretto di piccozza e ramponi da ghiaccio.

Anche se sembra strano, anche in estate, quando si percorrono sentieri e vie ferrate in quota nelle zone a nord e in ombra possono esserci neve e ghiaccio, soprattutto se durante l’inverno ha fatto freddo e ha nevicato molto. Di conseguenza chi vuole fare questo genere di percorsi deve essere consapevole dei potenziali pericoli e utilizzare correttamente l’attrezzatura idonea.

Quindi oltre al kit da ferrata, è bene avere con se una corda da arrampicata, una piccozza e dei ramponi. Senza entrare nelle tecniche specifiche dell’alpinismo sul ghiaccio e tenendo a mente il concetto di sicurezza, vediamo brevemente come si dovrebbe procedere e come si utilizzano le attrezzature indispensabili sulla montagna ghiacciata o innevata.

Progressione sulla neve

Sia in salita che in discesa, nella progressione sulla neve è fondamentale la continua ricerca dell’equilibrio e quindi nella migliore posizione dei piedi. Per fare questo diventano indispensabili l’utilizzo dei bastoncini telescopici o pieghevoli che si possono utilizzare quando servono e riporre nello zaino quando non servono.

La progressione sulla neve non è sempre uguale e cambia in funzione del tipo di neve che si incontra. Quando si cammina su neve molle, si dovrebbe procedere il “modulo a croce” cercando di appoggiare tutta la pianta del piede per distribuire il peso del corpo in maniera più uniforme possibile. Quando si fa il passo bisogna avere cautela e perciò prima si procede all’assestamento del terreno senza caricare il peso e successivamente si appoggia il piede con tutto il peso del corpo con pressione progressiva.

Quando invece si è in presenza di neve alta si deve seguire la traccia con la linea di massima pendenza per evitare di determinare il distacco di valanghe.

Infine sulla neve crostosa e ghiacciata, su pendenze lievi, bisogna tenere i piedi il più distanziati possibile e ripartire il peso su tutta la pianta del piede cercando di non rompere la superficie nevosa. In questa situazione, chi non si sentisse sicuro è meglio se utilizza i ramponcini che devono sempre stare nello zaino.

Utilizzo della piccozza

La piccozza è uno strumento alpinistico che serve appunto per affrontare percorsi che richiedono tale strumento per procedere in sicurezza. Essa è formata nella parte superiore dalla paletta e dalla becca, nella parte centrale dal manico e nella parte finale dal puntale. In commercio ci sono moltissimi modelli e per capire qual’è la piccozza migliore ti consiglio di leggere questo articolo.

piccozza schema

Una cosa importante, quando non si usa la piccozza e la si tiene legata nelle apposite asole dello zaino, è opportuno mettere le protezioni in gomma, una integrale su paletta e becca e una sul puntale per evitare di ferirci o ferire qualcuno. Quando si usa la piccozza, l’impugnatura deve essere sempre preceduta dall’inserimento del polso nel lacciolo di fettuccia scorrevole nella parte superiore del manico per evitare di perderla. La piccozza si rivela essere in certi contesti un importante mezzo di assicurazione per progredire e non possiamo permetterci di perderla.

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Progressione su neve con piccozza e senza ramponi

Per la progressione su pendenze fino a 30° – 35° si procede diagonalmente, cambiando frequentemente direzione (a zig zag), fianco al pendio, con i piedi che seguono due linee parallele. La piccozza impugnata sulla testa (con il palmo della mano appoggiato tra la paletta e la becca)  becca in avanti, viene utilizzata in appoggio verticale e tenuta con la mano a monte. Anche qui se si trova neve morbida bisogna appoggiare il più possibile tutta la pianta del piede  per evitare o meglio ridurre di affondare e mantenere così l’equilibrio.

Su neve dura invece si utilizzano bordo e la punta degli scarponi facendo un movimento simile ad una normale camminata su pendio medio ripido. La salita procede sempre in diagonale con il “modulo a croce” muovendo un arto alla volta. Per pendii con pendenze superiori a 40° – 45° si procede frontalmente lungo la linea di massima pendenza, con il passo incrociato sempre in diagonale e tenendo la piccozza un pò più a monte. E’ consigliato cambiare spesso la direzione di marcia per alternare lo sforzo delle gambe e per mantenere la direzione di marcia prevista.

Come avviene la discesa

La discesa lungo i pendii nevosi avviene di solito seguendo la linea di massima pendenza, in uno dei seguenti modi:

  • Discesa faccia a valle: su pendii più dolci e con buone condizioni di neve, si può scendere scivolando o “sciando”. In questo caso si impugna la piccozza sul manico vicino al puntale con una mano infilata nel lacciolo e con l’altra mano sopra la testa dell’attrezzo, tenendo la becca rivolta verso basso e verso monte. La piccozza viene tenuta pressochè orizzontale fianco al corpo, in modo da essere utilizzata nel caso della manovra dell’autoarresto in caso di scivolata. Se le condizioni no permettono questo tipo di discesa, si procede a passi ritmati, dando colpi decisi con il tacco dello scarpone per ricavare una traccia sufficientemente sicura.
  • Discesa faccia a monte: si effettua su pendii molto più ripidi ripetendo al contrario i movimenti appena descritti per la salita frontale.

uso piccozza e progressione su ghiaccio

Progressione su ghiaccio con piccozza e ramponi

Con i ramponi da ghiaccio si cammina con i piedi leggermente distanziati (10 – 15 cm) per evitare d’inciampare e si esegue il passo con un unico passo deciso. Su neve molle si deve fare particolare attenzione ai pericolosi zoccoli di neve che si possono formare sotto i ramponi, soprattutto in discesa. Essi si eliminano  con un colpo del manico della piccozza sullo scarpone, anche se i recenti modelli di ramponi sono dotati di antizoccolo. 

Nella salita con i ramponi si usano due tipi di tecnica: quella delle “punte a piatto” e quella delle “punte avanti”. La prima si usa su pendenze moderate e la seconda su pendenze forti.

Nella tecnica “punte a piatto” tutte le punte devono appoggiare completamente sul pendio seguendo l’andamento. E’ importante che tutte le punte si infilzino nel terreno per avere la migliore stabilità e aderenza. E’ una tecnica di progressione antiinstintiva che richiede una notevole mobilità articolare delle caviglie e molta pratica. Nella tecnica “punte avanti” le punte frontali dei ramponi devono mordere simultaneamente il ghiaccio, tenendo i talloni lievemente più bassi delle punte e le ginocchia abbastanza flesse, consentendo agli arti inferiori di assumere una posizione elastica e non rigida. I ramponi devono essere ben piantati con un unico colpo ben assestato e caricare progressivamente il piede, per saggiare la tenuta.

Manovra di autoarresto

La manovra di autoarresto è una manovra di base fondamentale anche per chi pratica itinerari di tipo escursionistico. Come abbiamo detto all’inizio è possibile trovarsi anche in estate in situazioni in cui siano presenti neve e ghiaccio con pendenze importanti. La manovra dell’autoarresto serve appunto a fermare l’alpinista o escursionista in caso di scivolamento. L’autoarresto è la tecnica per fermarsi in caso di caduta su un pendio di neve o ghiaccio, e rappresenta l’unico modo per fermarsi qualora si proceda slegati.

In questo caso la piccozza va impugnata con una mano sopra la testa e l’altra subito sopra il puntale e va portata in posizione obliqua dinanzi al petto premendo contro la spalla la mano che impugna l’attrezzo sulla testa. Questo serve per esercitare la massima pressione possibile contro il pendio con la becca  quindi frenare la scivolata nel modo più efficiente.

Nel caso di caduta con i ramponi  ai piedi è necessario sollevarli il più possibile dal pendio, piegando le ginocchia, per evitare il ribaltamento nel caso si piantassero sul ghiaccio o sulla neve. Nel caso si scivoli sulla schiena o a testa in giù bisogna immediatamente riassumere la posizione indicata prima, utilizzando la becca della piccozza per fare perno e girarsi.

Conclusioni

Abbiamo visto brevemente quali sono le principali tecniche di salita e discesa da fare quando si incontrano brevi o lunghi tratti di neve e ghiaccio. In tale situazione e con pendenze anche modeste il rischio di cadere e scivolar eè altissimo perciò bisogna prestare la massima attenzione e saper utilizzare correttamente piccozza e ramponi.

La manovra dell’autoarresto è una delle manovre salvavita che ogni frequentatore della montagna dovrebbe conoscere e soprattutto provare, in luoghi magari con poca pendenza per imparare il funzionamento e sapere come fare la manovra in caso di necessità.

LEGGI ANCHE: Come abbinare ramponi e scarponi da montagna

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