Permafrost: cos’è, dove si trova e perchè è importante5 min read

Permafrost: cos’è, dove si trova e perchè è importante5 min read
Condividi su:

permafrost

Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di riscaldamento globale e di come l’innalzamento delle temperature contribuisca al drammatico scioglimento dei ghiacciai e ad altri stringenti problemi ambientali. La preoccupazione costante per i cambiamenti climatici ha evidenziato come sia fondamentale monitorare non soltanto i ghiacciai ma anche il permafrost, lo strato di terreno ghiacciato perenne che si trova ad alcuni metri di profondità. In questo articolo vi spiegheremo nel dettaglio cos’è il permafrost, dove si trova e quali sono i problemi connessi al suo progressivo scioglimento.

Che cos’è il permafrost

Il termine permafrost è stato introdotto per la prima volta nel 1943 dal paleontologo S. W. Muller per indicare uno strato permanente di suolo gelato che si trova a una profondità di qualche metro. In italiano, si è soliti chiamare questo strato permagelo ed è possibile trovarlo in diverse aree del mondo, solitamente in alta quota.

Il permafrost non è soltanto il suolo ghiacciato che si trova in Siberia o in Groenlandia, ma può essere localizzato anche in regioni montane dove si è analizzata la presenza di uno strato gelato permanente da almeno due anni. Come tutti i terreni, il permafrost può essere presente su più livelli, ad esempio in Siberia è presente a una profondità superiore ai 1500 metri, mentre in alti punti del globo è invece localizzato nello strato superficiale. Quando si parla dello scioglimento del permagelo a causa del riscaldamento globale, ci si riferisce allo strato più superficiale, che viene definito “mollisol”.

Se ci si riferisce al permafrost, non bisogna immaginare un suolo composto esclusivamente di ghiaccio, anzi possono essere presenti rocce, sabbia, terreno e anche vegetazione, deve soltanto essere caratterizzato da una temperatura costante inferiore ai zero gradi Celsius, quindi è possibile trovarlo anche in alcuni strati delle montagne più alte dell’Italia. Un altro parametro che può essere importante per capire quanto sia progressivo lo scioglimento del permafrost riguarda la misurazione dello spessore, che può essere di pochi centimetri ma arrivare anche a tre metri.

Per convenzione si è soliti identificare il permagelo su tre livelli:

  1. Mollisol
  2. Permafrost
  3. Yedoma

Il primo è quello superficiale che può congelarsi o scongelarsi in base alle variazioni delle temperature, il secondo invece è perennemente gelato e il terzo è il terreno che si trova a profondità elevate e si è formato durante l’ultima glaciazione.

Dove si trova il permafrost

Come abbiamo sottolineato in precedenza, il permafrost si può trovare in diverse aree del mondo, dove sono presenti terreni ad alta quota e una temperatura costante (per due anni) inferiore allo zero. Secondo alcune ricerche il permagelo occupa circa un quinto del continente ed è soprattutto localizzato nelle aree più fredde come la Siberia, la Groenlandia, l’Alaska e il Canada settentrionale. Nelle regioni del Nord Europa, della Cina e della Russia vi è una buona presenza di permafrost, mentre in Italia se ne trova solo ad altezze superiori ai 2.100 metri. Se non vi è uno strato perenne, ma solo alcune porzioni di permagelo si parla invece di “permafrost sporadico”, che può scomparire negli anni.

Perché è importante monitorare il permafrost

Il monitoraggio costante da parte degli scienziati del permafrost e soprattutto del mollisol è necessario per comprendere come possa modificare la morfologia del terreno e provocare alcuni fenomeni particolarmente preoccupanti come frane, valanghe, emissioni di metano e inondazioni. Quando il permafrost, a causa dell’innalzamento delle temperature, si inizia a scaldare, il mollisol diventa più spesso e profondo e di conseguenza il sottosuolo diventa più instabile, quasi molle e questo fenomeno può provocare diversi problemi.

LEGGI ANCHE: Classificazione valanghe e scale del pericolo

Se il permafrost diventa meno rigido e stabile, si può avere un aumento delle frane, delle valanghe e delle inondazioni, ma può impattare anche sulla stabilità degli edifici e delle strade, provocando nel lungo periodo pericoli per la popolazione che vive a ridosso delle montagne.

Durante l’estate, si sono già verificati dei casi in cui il permafrost scaldandosi e scongelandosi ha provocato frane, che hanno provocato incidenti e morti, per questo è opportuno eseguire monitoraggi continui che prevengano tali disastri ambientali.

La fusione del permafrost

I problemi più preoccupanti connessi al progressivo scioglimento del permafrost riguardano le emissioni di metano: se il permagelo si fonde ai livelli più profondi del sottosuolo, possono sprigionarsi grandi quantità di metano rimaste intrappolate per millenni. Nelle aree della siberia e dell’Alaska dove si trova uno strato di permafrost posizionato a grandi profondità, è presente una grande concentrazione di materiale organico, che a seguito della fusione può deteriorarsi ed emettere metano, provocando un immediato innalzamento del riscaldamento globale.

Oltre a sprigionare gas serra e a provocare un brusco e repentino cambiamento del clima mondiale, con la fusione del permafrost possono diffondersi anche virus, batteri o sostanze inquinanti che sono state conservate e sigillate per millenni negli strati più profondi del permagelo. La diffusione di agenti patogeni sconosciuti è sicuramente uno scenario terribile che non si verificherà nei prossimi anni, ma non si può sicuramente nascondere il problema ed è necessario intervenire subito per prevenirlo.

Con la fusione del permagelo si verifica anche una moltiplicazione dei fenomeni di termocarsismo: il paesaggio si modifica e si creano grandi depressioni, laghi e bacini paludosi. Sempre secondo alcuni scientifici, una fusione del permafrost non provocherà soltanto i fenomeni appena descritti, ma inciderà anche sui mari: le acque del permafrost potrebbero abbassare la temperatura degli oceani e ridurne la salinità, di conseguenza potrebbero variare le correnti e modificare la morfologia di alcuni territori.

Conclusioni

Conoscere le caratteristiche del permafrost è quindi fondamentale per capire e prevenire alcuni fenomeni naturali, ma è anche il termometro per analizzare come il riscaldamento globale possa davvero avere un impatto catastrofico sul nostro pianeta. Se nelle aree dove si trova un’alta concentrazione di permagelo, avviene un progressivo e veloce scioglimento, le popolazioni che abitano in questi luoghi dovranno migrare per non essere colpiti da inondazioni, frane e altri fenomeni naturali improvvisi e pericolosi.

LEGGI ANCHE: Cambiamenti climatici e gli effetti sull’ecosistema alpino

Sai già dove andare?

Booking.com

E' ora di tornare a VIAGGIARE!!! Organizza la tua prossima VACANZA 

LINK UTILI:

Itinerari - 🥾 Trekking - 📚 Libri - 🎞 Film - 🔎 Carte topografiche - 🛒 SHOP ONLINE

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Acquista adesso i tuoi articoli da montagna preferitiCLICCA QUI