Messner Mountain Museum: la montagna diventa museo

Messner Mountain Museum: la montagna diventa museo

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Difficile parlare della montagna senza che il pensiero vada a uno dei personaggi che ha dedicato ad essa tutta la sua vita e la sua passione: Reinhold Messner. Si devono a lui non solo imprese spettacolari, ma anche la realizzazione di un circuito di musei interamente dedicato al rapporto fra montagna e uomo, sviluppato grazie alle sue innumerevoli esperienze collezionate conquistando le vette più alte e inaccessibili del mondo.

Messner il fondatore del Messner Mountain Museum

Fin dalla più tenera età Reinhold Messner ha stretto un legame forte e indissolubile con le sue montagne. Nato a Bressanone nel 1944, infatti, a soli 5 anni ha cominciato a scalare pareti rocciose e, dopo una breve parantesi come insegnante, ha iniziato a viaggiare per il mondo alla ricerca di nuove vette, deserti e sfide da superare. Tutta la sua vita e le sue avventure le ha raccontante nelle decine di libri che ha pubblicato e spesso è stato il primo ad aprire nuove vie per tutti gli scalatori che sono arrivati dopo di lui.

Non c’è continente che non abbia attraversato con il solo intento di stabilire un rapporto sempre più stretto fra uomo e natura, ricercando paesaggi incontaminati e sconfinati per superare nuovi limiti con la sola forza della sua volontà. Nel 1978, infatti, fu il primo uomo a scalare l’Everest senza ricorrere all’ossigeno, prima con il suo compagno Peter Hebeler, poi nel 1980 in solitaria. Senza aiuti né supporti tecnologici ha attraversato la Groenlandia, l’Antartide e il Deserto del Gobi. È stato sempre un fervido sostenitore dell’arrampicata con i soli mezzi essenziali, per non invadere con la propria presenza un ambiente naturale che ha sempre profondamente rispettato.

A partire dagli anni Novanta inizia a farsi strada il progetto di aprire un museo interamente dedicato alla montagna, che raccolga tutte le sue esperienze da lasciare in eredità agli amanti della natura e dei paesaggi incontaminati e selvaggi. Ad oggi sono presenti ben 6 musei che formano un vero e proprio circuito, con spazi pensati e realizzati per ospitare specifici temi in grado di raccontare le avventure più estreme vissute da Reinhold Messner.

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Reinold Messner fondatore del MMM

Cos’è il Messner Mountain Museum (MMM)

Il Messner Mountain Museum, conosciuto anche come MMM, è un circuito di sei musei dedicati a temi differenti, ma accomunati dall’amore di Reinhold Messner per la montagna e per le immense risorse che essa può regalare a chi sa rispettarla. Un modo diverso di concepire un’esposizione permanente perché si tratta di un vero e proprio percorso interdisciplinare che accompagna il visitatore e lo proietta in una dimensione nuova, dove non esiste alcuna divisione fra uomo e montagna, perché entrambi si integrano e si completano a vicenda.

Il fulcro è rappresentato da Castel Firmiano, non lontano da Bolzano, un luogo antico e ricco di storia che Messner ha recuperato lasciandone inalterata la memoria e l’architettura. Ogni museo del circuito ospita mostre permanenti ed esposizioni temporanee, oltre alla possibilità di poter affittare gli spazi per eventi e congressi. È possibile, poi, acquistare un biglietto cumulativo che consente di visitare i sei musei nell’arco di un anno.

Il complesso museale della montagna

L’ambizioso progetto voluto intensamente da Reinold Messner era quello di dedicare un complesso museale di sei musei dedicati a specifiche tematiche della montagna. Un segnale per il presente e per il futuro, quasi fosse un’eredità che ha voluto lasciare quando lui non ci sarà più. E’ stato notevole il lavoro di archivio ed esposizione di cimeli, reperti storici, documentazioni, filmati, quadri, libri, film, etc. sulla montagna. Oggetti e reperti utilizzati da lui stesso durante le sue imprese alpinistiche estreme oppure oggetti recuperati da amici alpinisti che hanno fatto la storia. In alcuni musei ha recuperato anche reperti delle popolazioni locali che conservava quando rientrava dai suoi viaggi.

Juval

Il primo museo aperto al pubblico nel 1995 è il MMM Juval; si trova in Val Venosta, in una posizione magnifica, su uno sperone di roccia che svetta verso il cielo. È dedicato al mito della montagna e alla sua dimensione spirituale, con un’ampia raccolta di fotografie delle montagne più belle e imponenti del mondo. Vi si trovano, inoltre, sculture e opere d’arte provenienti dal Nepal, dall’India e dall’Africa e tutti gli attrezzi usati da Messner durante le sue spedizioni. È anche il luogo dove il grande scalatore ha deciso di dedicarsi alla coltivazione biologica e alla viticoltura, con un maso dove vengono allevati animali tipici della montagna.

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Dolomites

Il secondo museo ad essere inaugurato è stato il Dolomites, nel 2002; nato dalla ristrutturazione di una fortificazione di importanza fondamentale per le truppe italiane contro quelle austriache, è diventato un vero e proprio “museo tra le nuvole”. Si trova sul Monte Rite a 2181 m, proprio nel cuore delle Dolomiti e, come suggerisce anche il nome, è dedicato interamente a queste montagne, dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Magnifico il panorama che si può godere dalle sue vetrate, che si unisce al valore naturalistico delle raccolte in esso conservate e che riguardano rocce e fossili che raccontano la genesi delle Dolomiti.

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Firmian

Il Firmian può essere considerato il museo nevralgico di tutto il circuito ed è realizzato all’interno delle mura di Castel Firmiano vicino a Bolzano. Gli spazi dentro le antiche mura del castello sono ora fruibili grazie all’opera dell’architetto Wherner Tsholl che ha saputo usare l’acciaio rispettando la precedente struttura. Nel castello vi è un piccolo spazio museale dedicato alla storia contemporanea e al rapporto tra l’uomo e la montagna, mentre gli altri spazi sono fruibili in caso di mostre o conferenze.

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Ortless

Il museo MMM Ortles, aperto nel 2004, si sviluppa in una struttura sotterranea ed è dedicato interamente al ghiaccio e al rapporto che da sempre l’uomo ha avuto con esso; vi si trovano attrezzi da arrampicata, dipinti e foto dell’Ortles oltre a miti e le leggende sullo Yeti e sul leone delle nevi. Annesso al museo c’è un ristorante con specialità himalayane e locali.

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Ripa

Il Museo Ripa si trova nel castello di Brunico e racconta la storia dei popoli della montagna fin dai tempi più antichi; è un percorso che si sviluppa attraverso lo spirito di adattamento, la cultura, l’arte e le tradizioni delle genti che Messner ha conosciuto durante i suoi viaggi, dall’Africa all’Oceania.

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Corones

L’ultimo museo che va a concludere i Messner Montain Museum è il Corones che è costruito sull’omonima piana nell’ideale punto di incontro delle culture ladina, italiana e tedesca. Il museo è scavato nella roccia in modo da non essere di impatto sull’ambiente, ed è stato pensato dal famoso studio di architettura Zaha Hadid che ha saputo fondere in maniera perfetta il moderno con la natura. Oltre alla vista mozzafiato che si gode da questa posizione, è possibile fare un viaggio virtuale attraverso la storia dell’alpinismo con materiali raccolti da Messner nel corso dei suoi viaggi.

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