Mal di montagna: sintomi, cause e rimedi

Mal di montagna: sintomi, cause e rimedi
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Il mal di montagna è un male provocato dall’alta quota in montagna e se non si interviene  tempestivamente potrebbe causare l’embolia polmonare o l’embolia cerebrale con rischio di morire. Vediamo quali sono le cause e i possibili rimedi per evitare e curare il mal di montagna.

alpinista alta quota mal di montagna

Cos’è il mal di montagna

Il mal di montagna è un fenomeno che si verifica all’alpinista che va in alta quota. Il fenomeno del mal di montagna solitamente si verifica sopra i 3000 metri di quota e se non si interviene subito può portare all’embolia polmonare o cerebrale e quindi alla morte. Il mal di montagna quindi è molto pericoloso e non bisogna mai sottovalutare la situazione.

Quando compaiono i primi sintomi bisogna subito agire con farmaci e medicinali ma la cosa da fare immediatamente è quella di scendere e perdere quota il più rapidamente possibile. Il mal di montagna in genere colpisce il 50% delle persone a 4500 metri e il 20% delle persone a 3500 metri.

Perchè si verifica il mal di montagna

Il mal di montagna si verifica principalmente per la mancanza di ossigeno. L’ossigeno è fondamentale per la sopravvivenza del nostro organismo e deve giungere a tutte le cellule del nostro corpo. La riduzione di ossigeno con l’alzarsi della quota obbliga l’organismo ad attivare una serie di operazioni di compensazione. Se non viene fatta un’adeguata acclimatazione il nostro corpo potrebbe andare in sofferenza.

Il fenomeno del mal di montagna infatti è tipico dell’alta quota e degli alpinisti che scalano gli 8000, cioè le montagne che superano gli 8000 metri di quota. Ma il mal di montagna può verificarsi già sopra i 3000/3500 metri di quota. Infatti per scalare montagne così alte la maggior parte degli alpinisti utilizzano le bombole di ossigeno.

Quali sono i sintomi del mal di montagna

I sintomi del mal di montagna possono essere di due tipi:

Sintomi lievi: inappetenza, nausea, mal di testa, senso di testa vuota o vertigini, stanchezza eccessiva, insonnia. Tutti questi sintomi seppur lievi non sono comunque da sottovalutare e spesso sono campanelli d’allarme. In genere sono di intensità variabile e possono regredire con il riposo o con l’assunzione di farmaci e analgesici.

Sintomi gravi: il manifestarsi di questi sintomi indica una situazione di grave pericolo per la vita della persona. Le forme gravi che si possono verificare in queste situazioni sono due:

  • Edema polmonare: dovuto al passaggio di acqua negli alveoli polmonari, una parte di polmoni che dovrebbero contenere aria, e si manifesta con notevoli difficoltà respiratorie anche a riposo e con un respiro rumoroso.
  • Edema cerebrale: questo sintomo è dovuto a un rigonfiamento dell’encefalo e si manifesta con un forte mal di testa resistente agli analgesici, vomito, difficoltà a camminare fino al coma.

L’importanza dell’acclimatamento

Il nostro organismo per lavorare bene e operare tutte le sue funzioni vitali ha bisogno di ossigeno. L’alta quota (già a partire dai 3500 metri in su) è un ambiente ostile per l’essere umano che deve correre ai ripari. In genere, nel gergo alpinistico, sopra i 6000 metri di quota, viene definita non a caso la “zona della morte”; a quelle quote il rischio di morire infatti è elevatissimo per varie questioni, compresa la mancanza di ossigeno.

Perciò sia che siamo alpinisti professionisti che fanno una determinata attività alpinistica o alpinisti esperti ma non professionisti, se superiamo determinate quote dobbiamo valutare seriamente il rischio di incombere nel mal di montagna. Una volta individuati i sintomi bisogna correre ai ripari, ma la cosa importante da fare è la prevenzione.

Per evitare il mal di montagna bisogna acclimatarsi, ovvero abituare il nostro corpo in maniera progressiva e graduale alla quota senza creare alti scompensi in breve tempo. Come dicevamo prima l’organismo attua in maniera naturale meccanismi di adattamento e di compenso alla nuova situazione (questioni di sopravvivenza) ma ha bisogno di tempo. Per evitare il mal di montagna quindi è fondamentale l’acclimatamento.

Come si fa l’acclimatamento

Per acclimatarsi ad alte quote la cosa fondamentale è salire gradualmente e scendere al punto di partenza. Ripetere tale operazione per più volte nell’arco di una settimana o più tempo dormendo anche a quote più alte per poi scendere di nuovo. Chi deve salire un 8000 parte dal campo base per poi raggiungere i vari campi (sali e scendi) fino ad arrivare all’ultimo campo e tentare la cima.

Nel caso di un escursionista esperto che vuole superare i 3500 metri e raggiungere magari i 4000 metri deve fare un acclimatamento. Anche qui l’ideale è arrivare sul luogo, dormire una notte, e poi salire in modo lento e graduale senza fare strappi. Fondamentale spezzare la salita in due/tre giorni.

Cosa si deve e non si deve fare

Le cose che non si devono fare se si vuole evitare il mal di montagna sono:

  • partire dalla pianura, compiere dislivelli importanti in funivia e dormire a quote elevate;
  • non assumere sonniferi;
  • non bere alcool.

Al contrario per evitare il mal di montagna  è fondamentale:

  • fare l’acclimatamento, in modo che il corpo si abitui all’alta quota;
  • salire lentamente senza affaticarsi troppo e coprirsi bene;
  • bere molti liquidi;
  • fare l’avvicinamento a piedi senza utilizzare funivie e spezzare il giro in più giorni;
  • se necessario assumere farmaci e analgesici (sempre con la prescrizione del medico);
  • scendere di quota il prima possibile e il più rapidamente possibile;
  • bere molto e stare a riposo.

Conclusioni

Il mal di montagna, spesso sottovalutato, è molto pericoloso perchè può facilmente portare alla morte della persona. Non colpisce solamente chi scala un 8000 ma anche l’alpinista che affronta un’escursione o una scalata sulle nostre Alpi e Dolomiti. Ricorda che un buon allenamento è fondamentale per andare in montagna ma non previene il mal di montagna.

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Andrea Dianin

Andrea Dianin

Mi chiamo Andrea, sono un architetto e da sempre, fin da ragazzino ho avuto la passione per la montagna. Inizialmente montagna per me significava sciare e fare una passeggiata ogni tanto, oggi è una passione viva più che mai oltre che uno stile di vita. Dieci anni fa ho deciso di iscrivermi al CAI di Padova dove ho seguito diversi corsi (Escursionismo e Alpinismo) e sto facendo un percorso per diventare Accompagnatore di Escursionismo. Frequento la montagna durante tutto l'anno, sia in estate che in inverno, facendo attività personale e all'interno del CAI.

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