Il futuro della montagna all’insegna di uno sviluppo sostenibile5 min read

Il futuro della montagna all’insegna di uno sviluppo sostenibile5 min read

Bisogna assolutamente guardare a nuove vie di sviluppo necessarie per vedere la montagna in un’ottica futura salvaguardando la biodiversità, il territorio locale, l’ambiente e il paesaggio montano con i popoli e le tradizioni locali.

biodiversità

Biodiversità, transizione ecologica, turismo di massa e sistema boschi e foreste sono le tematiche da affrontare e ripensare per una montagna che guarda al futuro.

Montagna e sostenibilità ambientale

Uno sviluppo ecosostenibile ed etico deve assecondare il futuro della montagna. Tale concetto dovrebbe rientrare a pieno titolo all’interno di programmi scolastici o di tipo informativo in modo da far capire alle persone l’essenzialità di dover raggiungere obiettivi finalizzati a proteggere l’ambiente, la natura e le popolazioni che la abitano. Si stima che circa il 12-15 % degli abitanti del pianeta vive in aree montane (o direttamente sulle montagne) e da esse traggono le risorse necessarie per potersi sostenere con cibo, acqua, energia, biodiversità e lavoro.

La Comunità Europea, ma anche lo Stato Italiano, ha fissato nella cosiddetta Agenda 2030 dei percorsi di sviluppo sostenibile con l’obiettivo di poter migliorare e preservare i sistemi naturali e biologici dei boschi, dei monti e di chi li popola. Per poterli intraprendere è necessario che gli interessi dei singoli possano trasformarsi in traguardi condivisi in modo da agire tutti nella medesima direzione, con l’intento di cambiare la cultura generale delle persone. Per un miliardo di persone le montagna identifica la principale fonte di approvvigionamento risorse.

Opportunità di sviluppo locale: il ruolo delle bioeconomie

La montagna non va vista solo come un elemento dal quale attingere. Proteggere i monti e le risorse che da essi scaturiscono è doveroso ed è compito di tutti. Ci sono delle attività che si sviluppano tipicamente in zone montane e che riguardano il legname, il sottobosco, le falde acquifere, il territorio, la pastorizia, l’agricoltura, l’allevamento, il caseario e tanti altri settori affini. Risulta innegabile come la montagna in sè possa rappresentare, per molti, un’opportunità.

Ci sono aree geografiche (ad esempio la Val d’Aosta, la Valtellina e il Trentino Alto Adige), in cui sono gli stessi imprenditori locali che hanno a cuore la manutenzione e la cura delle loro aree di lavoro, avendo comprovata esperienza nel gestire tutto ciò che rappresenta una naturale risorsa, effettiva o potenziale.

Il futuro della montagna all’insegna di uno sviluppo sostenibile diventa quindi possibile non solo grazie ad un cambiamento culturale radicale, ma anche per merito di un approccio mirato che sia a sostegno di attività legate alle zone montane. Alcune realtà promuovono corsi specifici il cui obiettivo interessa l’applicazione delle principali metodologie della bioeconomia, ossia di un modo per poter fare business nel pieno rispetto di chi fornisce le risorse e del loro ecosistema (in questo caso i monti).

L’incoraggiamento dell’economia circolare, il recupero di determinati materiali destinati ad essere considerati rifiuto, le politiche ambientali correlate a determinati territori, favoriscono uno sviluppo positivo e propositivo che porta ad avere alternative valide ed efficienti ai tradizionali metodi di lavoro.

Da un lato ci sono quindi nuovi metodi operativi, dall’altro vi sono principi bio economici che spingono verso l’impiego di risorse rinnovabili, green e in grado di portare avanti processi produttivi capaci di dare valore aggiunto ai prodotti e all’ambiente.

Tutto ciò risulta fondamentale in un periodo in cui l’esistenza della montagna è spesso minacciata da disastri naturali, cambiamenti climatici e mutamenti geologici che allontanano le popolazioni dalle loro terre natie: la bioeconomia potrebbe fornire risposte valide alle difficoltà alle quali le montagna vanno incontro. In tale ottica i boschi identificano nuove opportunità e non certo una minaccia.

il futuro della montagna

Attività antropiche (costruzioni e infrastrutture), deforestazione, agricoltura, industria, rete viaria e trasporti rischiano di minacciare la biodiversità ed è importante difenderla per la salvezza dell’uomo.

La montagna e lo sviluppo ecosostenibile

Le montagne continueranno a rappresentare delle risorse solo se verranno protette dall’uomo e dalle sue intraprese.
Chi abita in montagna trova in essa una fonte di sostentamento che non sempre è inesauribile. Il monte viene sfruttato da chi su di esso vive per potersi approvvigionare e per poter lavorare: si abbattono gli alberi per ricavare il legname, si raccoglie il sottobosco per poter mangiare o commercializzare prodotti specifici, si costruiscono strade per rendere la montagna un luogo turistico. Di per sè la montagna racconta un ambiente non facile in cui vivere e chi ci abita deve obbligatoriamente cercare di destreggiarsi al meglio per poter ricavare quanto più possibile.

Questo sarà possibile anche in futuro a patto che si prevedano processi ecosostenibili. Essi dovranno essere non solo efficaci, ma anche (e soprattutto) efficienti. Purtroppo c’è chi oggi prende senza pensare al domani, ovvero chi punta tutto sull’efficacia trascurando l’efficienza: ciò significherebbe ottenere molto adesso ma nulla in futuro, esaurendo in questo modo importanti risorse. La bioeconomia premia invece una mentalità differente, riuscendo a conciliare efficacia ad efficienza.

E’ importante attuare un cambio di rotta serio. Il turismo di massa è nocivo alla montagna. Diffondere la cultura dello sviluppo sostenibile non è più un hobby ma una necessità e il CAI si sta facendo promotore con la sua storia e le sue attività.

La montagna e il cambiamento climatico

Se è vero che circa un miliardo di persone popola le zone di montagna è altrettanto veritiero che poche di queste vivono in luoghi prosperi. In pratica, non tutte le montagne riservano risorse ampiamente sfruttabili come fanno le Alpi, gli Appennini e poche altre catene montuose. Ci sono aree in cui vivere in montagna significa essere condannati ad una vita povera in regime di sottosviluppo e non si parla solo dei rilievi africani o asiatici, ma anche in Sudamerica la situazione non è certo tra le più prospere. Questi territori vanno rilanciati, riqualificati e promossi allo sviluppo ecosostenibile. La montagna va posta al centro di qualsiasi ragionamento sui cambiamenti climatici poiché questo può influire negativamente sulla vita di molte persone che in montagna ci abitano, causando loro insicurezza alimentare e regressione economica.

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