Hervè Barmasse, il “figlio del Cervino”8 min read

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Hervé Barmasse (considerato da molti e anche da me l’erede di Walter Bonatti) può essere considerato a ragione l’archetipo dell’alpinista moderno; egli infatti, nonostante la sua giovane età (è nato il 21 dicembre del 1977 a Valtournenche, vicino ad Aosta), non solo ha all’attivo numerose scalate, ma anche e soprattutto una intensa opera divulgativa su cosa sia la montagna, come approcciarsi ad essa e, in particolar modo, come poterle portare il dovuto rispetto.

hervè barmasse

Per me la montagna non è un luogo di sfida ma di confronto. Un posto magnifico dove ho la fortuna di riscoprire la reale dimensione dell’uomo al cospetto della natura; dove capisci che sei ospite di questo mondo e non padrone. Preserviamo questa grande ricchezza e il suo sapore selvaggio per le generazioni future. (cit. Hervè Barmasse).

Chi è Hervé Barmasse

Hervé Barmasse non poteva fa altro che l’alpinista; figlio di Marco, Hervè è la quarta generazione di Barmasse che lavora a stretto contatto con le montagne come guida alpina, anche se questa passione l’ha apprezzata dopo un fatto che gli ha cambiato la vita. Alpinista professionista, esploratore e grande divulgatore per Hervè Barmasse è importante comunicare la montagna alle persone, la sua etica e la sua poesia per farla conoscere e rispettare ed amare.

Sin da bambino, infatti, il suo vero interesse era lo sci alpino ed era diventato una vera e propria promessa della squadra italiana quando, all’età di 15 anni, durante una gara di supergigante, un incidente molto grave in gara lo costringe a smettere; ci mette un anno a rimettersi in sesto con la riabilitazione e al termine di essa il padre lo porta con sé sul Monte Cervino a scalare la sua prima montagna ed è un vero e proprio colpo di fulmine. L’amore per gli sport alpini però non lo abbandona in quanto diventa prima maestro di sci a 19 anni e l’anno successivo di snowboard; ma è la montagna che ormai lo affascina e dal 2000 è una guida alpina del Cervino e 7 anni dopo diventa istruttore nazionale.

Hervè Barmasse e il suo rapporto col Monte Cervino

Sul monte Cervino Hervè Barmasse ha aperto numerose vie ed è salito in vetta numerose volte, sia come guida alpina portando dei clienti sia per attività personale. Come spesso afferma il Cervino per lui è un amico e un fratello, è la montagna di casa. Il 13 marzo 2014 Hervé Barmasse, ha compiuto in solitaria il primo concatenamento invernale delle quattro creste del Cervino (Hörnli, Furgen, Zmutt e Leone) in sole 16 ore; una prima volta assoluta e un’impresa da record. Ricorda un pò la solitaria e direttissima invernale del 1965 di Walter Bonatti a conclusione della sua carriera.

Nel 2010 compie un’altra straordinaria impresa sul Cervino aprendo una nuova via sul versante Sud assieme al padre. Si tratta di una via che il papà aveva tentato di farla nel 1983 senza riuscirci e che altri hanno provato a farla ma invano. Fu così che a Hervè ha deciso di provare a farla assieme al padre. La cordata padre-figlio è riuscita e i due hanno completato la via regalando una gioia immensa al padre e dando una lezione di vita.

Le imprese e le prime volte

Il vero debutto come alpinista Barmasse lo bagna con la Gran Becca (monte Cervino) e con un incidente di percorso; rimane infatti bloccato, insieme all’amico Patrick Poletto, appeso lungo a parete dormendo legato e costretto ad attendere l’alba. Quell’avventura, cercata come allenamento per il corso guide, gli fa capire quanto possa essere piccolo in confronto alla montagna che merita il dovuto rispetto.

L’anno successivo (siamo nel 2001) si trova sul Monte Rosa e più precisamente sul Breithorn occidentale sulla Parete Ovest insieme al padre Marco segna una nuova linea di misto lunga circa 400 metri; non esiste solo il Cervino e la montagna riesce a creare delle atmosfere magiche da cui si possono trarre esperienze di vita incredibili.

Ma è nel 2002 che effettua la sua prima solitaria sul Casarotto Grassi ed è l’anno successivo che, causa anche delle eccezionali condizioni climatiche, riesce a creare una via nuova sul Petit Lumignon, una sottile striscia di ghiaccio che si crea improvvisamente dopo particolari bufere eccezionalmente fredde ma altrettanto velocemente si scioglie dopo pochissimi giorni. Sempre nel 2003 affronta il Pizzo Badile, posto di imprese leggendarie come quella di Hermann Buhl, mentre l’anno successivo si trova in Pakistan e, nel 50° dell’impresa italiana, apre due nuove vie.

Nel 2005 va prima sulle Grandes Murailles poi in Pakistan effettuò la sua prima esperienza da effettivo arrampicatore solitario in alta quota toccando una cima inviolata di 5999 metri al Chogolisa Glacier e, successivamente, scalò in solitaria la cosiddetta ‘’cresta nascosta’’.

Il 2006 lo passa prima in Patagonia sul Cerro San Lorenzo (al posto del Piergiorgio che ritenterà con successo l’anno successivo) mentre il 2007 lo dedica al Cervino con la prima solitaria della Parete Sud e quella dello Spigolo dei Fiori.

La salita al Nanga Parbat

L’ultima impresa alpinistica del 2021-2022 ha visto l’alpinista valdostano assieme ai compagni di cordata David Gottler, Mikey Arnold e Qudrat Alì, tentare di salire la temibile parete Rupal sul Nanga Parbat. Un’impresa ardua mai tentata prima. Purtroppo notizia di questi giorni, Hervè Barmasse e compagni sono stati costretti a rinunciare a causa del continuo maltempo e condizioni meteo sfavorevoli e per non rischiare inutilmente hanno deciso di abbandonare la spedizione e tornare a casa. 

Hervé Barmasse comunicatore 2.0

Come detto precedentemente, Hervé Barmasse può essere considerato un vero e proprio professionista della montagna a 360 gradi in quanto, oltre ad essere un alpinista e un arrampicatore, è maestro nei due sport maggiormente popolari (sci e snowboard) ma soprattutto è un grande e valido comunicatore di tutto quello che è la montagna stessa.

Al contrario di molti suoi colleghi che scalano per passione o per contratti con gli sponsor, il suo affrontare la cima lo porta sempre a scoprire un nuovo essere e un nuovo rapportarsi con la natura montana che poi lo condivide con il resto delle persone, diventando quindi un alpinista 2.0 che mescola la tradizione all’innovazione tecnologica intesa non solo come sviluppo di materiali ma come sfruttamento di tutti i canali mediatici. Hervé infatti ha al suo attivo molteplici lavori nelle diverse arti comunicative, da quella cinematografica o fotografica, a quella letteraria o televisiva.

Ogni scalata, ogni accompagnamento come guida alpina può essere spunto per foto particolari e questo Hervé lo impara molto presto e lo appassiona; in questo modo diventa un fotografo con un discreto successo che gli consente di ottenere molteplici pubblicazioni per i più famosi periodici del settore come ad esempio: Alp, Desnivel, Meridiani Montagne, Campo Base, Gory, Alpin e Alpinist.

Film e documentari di Hervè Barmasse

Nell’ambito della cinematografia ha prodotto e diretto due film (”Linea Continua” nel 2010, un docufilm dove racconta l’esperienza che ha vissuto della via aperta sul Cervino col padre Marco Barmasse, e il film ”Non così lontano” nel 2012). IL 2015 è un anno aureo in quanto non solo ha continuato su questo filone producendo in proprio il documentario ”Cervino, la montagna del mondo’’ (con la regia di Nicolò Bongiorno).

Collabora inoltre alla realizzazione del documentario della Rai ‘’Il Cervino. La montagna perfetta’’ di Marco Melega e Matteo Di Calisto, e ha partecipato attivamente alla realizzazione del documentario austriaco “Matterhorn – Vom Mythos zur Marke” prodotto dalla Servus TV.

Libri scritti da Hervè Barmasse

Hervè Barmasse  oltre a essere un grande alpinista e comunicatore è anche un bravo scrittore. Nel 2017 debutta anche nella classica carta stampata come autore pubblicando il libro ‘’La montagna dentro’’ (Laterza Editore trasformato anche in audio libro e tradotto in diverse lingue) cosa che ha ripetuto nel 2021 con ‘’CERVINO, la montagna leggendaria’’ (edito da Mondadori Electa).

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La montagna dentro
  • Editore: Laterza
  • Autore: Hervé Barmasse
  • Collana: Economica Laterza

La carriera televisiva e i social media

Per quanto riguarda invece i classici media, Hervé Barmasse è molto attivo in televisione nell’annata 2016/2017 (e di fatto viene conosciuto dal grande pubblico) grazie alla sua collaborazione e alle sue apparizioni fissi nella trasmissione ”Kilimangiaro’’ su Rai 3 mentre precedentemente nella stagione 2004/2005 aveva condotto un programma regionale valdostano (”Qui Montagne’’) sempre su Rai 3. Recentemente è diventato anche conduttore su Radio Deejay per occuparsi di tematiche legate alla montagna.

Anche nell’ambito dei social media Hervè Barmasse è molto presente in quanto attraverso essi riesce a comunicare tutta la sua passione e tutto il suo amore per la montagna, facendo un vero e proprio lavoro culturale in quanto mostra (e dimostra) come essa possa essere praticabile da tutti se viene rispettata e, soprattutto, ascoltata, elargendo consigli e rispondendo a tutte le domande dei suoi followers.

Qualcosa di quando ero bambino è rimasto, perché come le mie figlie, alzo ancora lo sguardo al cielo e sogno. Loro cercano le stelle e la luna. Io mi accontento di una montagna. cit. Hervè Bsrmasse.

Premi e riconoscimenti

Ecco alcuni premi e riconoscimenti che Barmasse ha ricevuto:

  • Best Athlete
  • Premio Sport e Civiltà
  • Adventure Awards
  • Premio Luigi Leoni
  • Premio Paolo Consiglio2010 – per la salita di Venere Peak (Cina).
  • Premio Monzino
  • Premio Sat2010 per l’alpinismo.
  • Premio Paolo Consiglio 2008 per la salita del Bekka Brakai Chhok (6940 m).
  • Riconoscimento speciale della giuria al premio Cassin
  • Premio Saint Vincent Grolla d’Oro
  • Premio Paolo Consiglio 2006 – per la salita del Cerro San Lorenzo.
  • Premio Paolo Consiglio 2005 – Up Project.

Considerazioni su Hervè Barmasse

Hervè Barmasse oltre che essere una grande alpinista, umile ma allo stesso tempo capace di imprese epiche, è anche un grande divulgatore dei sani principi del vivere la montagna. Per Hervè è importante comunicare la montagna e farla conoscere a tutti, dal principiante alla persona esperta.

Sponsorizzato dalla North Face gira il mondo facendo conferenze ma anche pubblicando i suoi libri. Inoltre come abbiamo visto utilizza anche la TV e i media e ovviamente anche i social media per parlare a tutte le generazioni di alpinisti e non solo. Il Cervino e il Monte Bianco sono casa sua ma si è spinto anche in Patagonia e sulla catena dell’Hymalaya affrontando il Nanga Parbat.  Hervè Barmasse viene considerato l’erede di Walter Bonatti non soo per il suo attaccamento al Cervino ma anche per le sue imprese: al contrario di suoi colleghi famosi non ricerca necessariamente “il gesto” per superare il limite ma riesce sempre a trovare nella sua attività un senso poetico e di amore per la montagna.

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