Gran Sasso d’Italia, la montagna più alta degli Appennini7 min read

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Il Gran Sasso d’Italia è certamente una delle montagne più conosciute fra quelle che fanno parte della dorsale appenninica italiana. Da sempre attira l’interesse degli appassionati di montagna e non solo. Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo spettacolare gigante delle alture.

gran sasso d'italia

Il Gran Sasso d’Italia si trova nel cuore degli Appennini e con i suoi 3000 metri è la vetta più alta e iconica della dorsale appenninica, oltre ad essere una montagna meravigliosa.

Indicazioni geografiche sul Gran Sasso d’Italia

Il Gran Sasso d’Italia si trova all’interno di quello che è conosciuto come il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e raggiunge un’altezza massima di poco meno di 3000 metri. In tutta la sua estensione, il Gran Sasso ha un’estensione di 50 km di lunghezza e 15 di larghezza e nel suo interno sono ospitate diverse alture che sono suddivise in due zone distinte che sono il Corno Grande e quello Piccolo.

Una delle zone più interessanti e che attira visite di esperti e studiosi è certamente quella che si trova sul versante settentrionale del Corno Grande dove si trova l’imponente Ghiacciaio del Calderone, l’unico che si trova negli Appennini e il secondo che si trova in posizione più meridionale rispetto all’Europa. Il Gran Sasso era già conosciuto ai tempi degli antichi romani con il nome di Fiscellus Mons che vuol dire monte ombelico, proprio per la sua posizione centrale.

La storia della montagna e la prima salita

Il nome Gran Sasso compare per la prima volta in un trattato realizzato da Francesco Zucchi da Montereale mentre l’odierna dicitura risale al XVIII secolo. Secondo studi effettuati nel settore, il Gran Sasso sarebbe abitato fin dalla preistoria, visto che durante alcune campagne di scavo sono stati ritrovati resti dell’uomo di Neanderthal ma anche di molte specie di animali fra cui lupi, cervi, iene, buoi, caprioli e cavalli. La prima risalita del Gran Sasso, invece, è datata 19 agosto 1573 e fu realizzata ad opera di Francesco De Marchi che concluse l’impresa in 5 ore all’età di 69 anni, dopo oltre 30 di preparazione. Il versante orientale, invece, fu affrontato da Orazio Delfico solo due secoli dopo, il 30 luglio del 1794, e fu l’occasione anche per effettuare la prima misurazione dell’altura.

Quali sono le principali vie alpinistiche

Per raggiungere il Corno Grande del Gran Sasso sono possibili diverse vie. La più famosa di queste è quella che viene conosciuta con il nome di via normale e prevede la partenza da Campo Imperatore per risalire il versante nord-occidentale: non è complesso ma richiede comunque competenze e attrezzatura da alpinista medio. Ci sono, poi, altre strade che presentano livelli di difficoltà differenti ma che sono tutte riservate ad un pubblico di scalatori professionali. Si va da quella più semplice sul versante nord che parte dal rifugio Franchetti a quella difficilissima sul versante orientale che è nota con il nome de Il Paretone e presenta un dislivello di circa 2000 metri a picco sul vallone dei colli del teramano, la via che sale lungo la Cresta Ovest (valutata con grado F – facile) e infine la Direttissima, una via alpinistica facile aperta nei primi anni del ‘900.

Alcune salite storiche e altri eventi importanti

Nel corso dei secoli sono numerose le personalità che hanno tentato la scalata al Gran Sasso, a volte con successo e altre no, in alcuni casi segnando un’impresa eccezionale che è passata alla storia. È questo il caso dei figli di Quintino Sella, al secolo Corradino e Gaudenzio, che salirono nel 1880: l’eccezionalità della loro scalata è nel fatto che è avvenuta in inverno, diventando i primi ad arrivare sulla vetta del Corno Grande nel mese di gennaio. Nel 1934, invece, fanno l’impresa Antonio Panza e Bruno Marsili, che risalgono per la prima volta nella storia la difficile parete nord del Monte Camicia. Ma il Gran Sasso è stato pure teatro di eventi storici molto importanti: ad esempio nel 1943, dopo l’8 settembre, Mussolini viene fatto prigioniero e rinchiuso nell’albergo che si trova a Campo Imperatore ed è proprio qui che viene liberato dalle truppe tedesche per dare vita alla Repubblica di Salò.

Il Gran Sasso e lo studio sui cambiamenti climatici

I cambiamenti cimatici sono un tema importantissimo che negli ultimi anni sta diventando ed è diventato di estrema attualità. I ghiacciai alpini si stanno ritirando sempre di più e questa è solo una delle varie conseguenze che potrebbero essere disastrose fra pochissimi anni. Per questo bisogna cercare di invertire la rotta e cambiare abitudini e atteggiamenti nei confronti del pianeta e per fare questo bisogna studiare e fare ricerca. Sono proprio i ghiacciai alpini una fonte essenziale per capire gli sviluppi e cercare di attuare delle azioni riparatrici. L’anno scorso, nel 2021 è stato effettuato un monitoraggio sul Ghiacciaio del Calderone sul Gran Sasso ad opera della Carovana dei Ghiacciai con lo scopo di studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’ecosistema alpino e non solo.

LEGGI ANCHE: Cambiamenti climatici e gli effetti sull’ecosistema alpino

Gran Sasso d’Italia: le curiosità principali

Il fascino esercitato dal Gran Sasso è tale che ci sono diverse curiosità che lo riguardano e che nessuno potrebbe mai immaginare. Ad esempio, proprio la zona di Campo Imperatore, prima citata a proposito di Mussolini, è stata spesso il set di pellicole cinematografiche soprattutto di stile western per le sue caratteristiche specifiche che, in primavera, lo rendono del tutto simile alle praterie americane dei pionieri. Pochi sanno, poi, che all’interno della sua roccia, a 1400 metri di profondità, c’è un grande laboratorio sotterraneo, il secondo più grande dopo il CERN di Ginevra, all’interno del quale vengono condotti esperimenti sia sui nutrini che su altre micro particelle: la sede è stata scelta per motivi di sicurezza.

Come raggiungere il Gran Sasso d’Italia

Raggiungere il Gran Sasso è molto semplice e si possono prendere in considerazione due strade differenti: il primo punto di accesso è quello di Campo Imperatore mentre il secondo parte da Prati di Tivo. Per chi proviene da Sud l’autostrada da prendere è l’A24 con uscita ad Assergi se si desidera raggiungere Campo Imperatore mentre si deve fare riferimento a quella di San Gabriele-Colledara se invece si vuole partire da Prati di Tivo. In inverno è possibile raggiungere la quota esclusivamente con il servizio di funivia mentre nella stagione più calda si può percorrere lo stesso tratto anche con la propria auto, se si ha un po’ di dimestichezza con la guida in montagna.

LEGGI ANCHE: Trekking del Gran Sasso d’Italia

Il Gran Sasso d’Italia nella letteratura di viaggio

Il Gran Sasso d’Italia esercita un fascino talmente grande che è stato spesso protagonista di una letteratura dedicata alla montagna. Fra le guide autorevoli più recenti, ad esempio, c’è “Il Gran Sasso e le altre cime“, realizzata da Luigi Tassi nel 2019 e pubblicata da Versante Sud. Chi ama nomi più autorevoli nell’ambito del turismo, apprezzerà certamente una guida del 2000 realizzata dal Club Alpino Italiano in collaborazione con la Società Editrice Ricerche dal titolo “Gran Sasso/Parco Nazionale Gran Sasso-Laga: le più belle escursioni“.

Dedicata sempre alle escursioni e alle passeggiate di trekking è anche il volume “Guida ai Sentieri. Assergi” scritto da Stefano Ardito e pubblicato nel 2006 dalle Edizioni Gransassolagapark. Infine chi desidera scoprire la storia del Gran Sasso d’Italia e comprendere come sia nato il gigante montuoso, potrà trovare molto interessante “Il gigante di pietra. La storia geologica del Gran Sasso d’Italia” pubblicato nel 2002 da CARSA Editore.

Altri libri sul Gran Sasso

Ecco una serie di altri libri per scoprire la bellezza di questa montagna nel cuore degli Appennini:

  • Abruzzo e Molise – Viaggio attraverso le regioni italiane, Fininternet, 2002
  • La Montagna Incantata. 204 itinerari di scialpinismo nell’Appennino Centrale, Luca Mazzoleni, Porzi Editoriali, 2004
  • A piedi sul Gran Sasso, Subiaco Stefano Ardito, Iter Edizioni, 2008
  • Guida dell’Alta Via scialpinistica dell’Appennino Centrale, Luca Mazzoleni, Porzi Editoriali, 2010
  • Atlante storico del Gran Sasso d’Italia, di Silvio Di Eleonora, Fausto Eugeni, Lina Ranalli, Ricerche&Redazioni, 2012
  • Il Gran Sasso e le altre cime, Luigi Tassi, Versante Sud, 2019.

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