Gran Paradiso: il 4000 interamente italiano6 min read

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gran paradiso

Il Gran Paradiso è un massiccio montuoso alto 4061 mt di altezza ed è situato, rispetto ad altre catene montuose di alta quota, interamente in Italia, precisamente tra il Piemonte e la Valle d’Aosta. Sorge nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, nato nel lontano 1922: nasce come riserva di caccia dei Savoia, per poi essere ceduto nel 1919 da Vittorio Emanuele II allo Stato, diventando così uno dei parchi italiani più belli, dai paesaggi spettacolari dominati dallo stesso Gran Paradiso e con una ricca fauna, dove spicca lo stambecco, simbolo del parco nazionale.

L’origine del nome del Gran Paradiso

Il nome Gran Paradiso rimanda al francese Grand Paradis, anche se molti rimandano al termine dialettale valdostano Granta Parei: i locali chiamano però il massiccio Mont Iseran.

Una leggenda narra che la terra attorno al massiccio montuoso fosse abitata dagli Uomini di Ferro, dediti all’estrazione di minerali. Un giorno arrivarono inaspettati una tribù straniera, in fuga dalla propria terra natia per le continue vessazioni nemiche. Salaxo, il loro capo, chiese ospitalità agli Uomini di Ferro ma questi, tutt’altro che ostili, gli dissero che in ogni caso doveva avere il permesso del Re degli Stambecchi. Salaxo si mise in marcia verso la sua dimora, dove si ritrovò al cospetto di uno straordinario Stambecco, dalla barbetta chiara e con grandi corna. L’uomo, preso dal timore davanti allo sguardo fiero di quel sovrano così fantastico, si mostrò arrogante affermando la volontà di restare in quella terra. Lo Stambecco allora si voltò e cominciò a salire in cima alla montagna seguito da Salaxo, disposto a tutto pur di dare un futuro al suo popolo.

Quando arrivarono in cima, l’uomo restò stupefatto dal panorama ed esclamò “Questo è il Paradiso”. Il Re degli Stambecchi, soddisfatto, premiò il coraggio dell’uomo e gli disse che poteva restare, a patto di chiamare la montagna sulla quale aveva osato salire con il nome di Gran Paradiso. Da qui nasce la stirpe dei Salassi e l’origine leggendaria del nome di questo massiccio montuoso.

La prima scalata del Gran Paradiso

Il Gran Paradiso è un massiccio montuoso delle Alpi Graie, dalla cui vetta a 4061 mt di altezza di apre una grande cresta che separa letteralmente la Valseverenche dalla Valle di Cogne: lungo questa dorsale si distinguono le cime del Roc, senza contare le altre vette circostanti come la Becca di Monciar, la Tresenta e il Ciaforon. La maggiore presenza di ghiacciai invece si trovano sul versante valdostano e sono il Ghiacciaio del Gran Paradiso, quello della Tribolazione e il Ghiacciaio del Laveciau: il versante piemontese è invece più roccioso e spoglio. La prima scalata del Gran Paradiso è avvenuta molto presto, nel 1860: essendo infatti un massiccio noto sin da tempi antichissimi, sin da subito ha attratto gli alpinisti più appassionati.

Nel 1860 però parte la spedizione vincente composta da Jean Tairraz, Michel Payot, Dundas e Cowel, che decisero di effettuare la scalata dal versante sud-ovest, partendo ovvero dall’Alpe di Moncorvè. La vetta fu conquistata il 4 settembre, abbastanza agilmente e aprendo quella che viene oggi considerata la via alpinistica normale, che parte dal Rifugio Vittorio Emanuele II, situato a 2584 mt di altezza, proprio nella parte più alta del Vallone del Loson (questa struttura è famosa anche per essere una tappa di una dei più celebri raid di scialpinismo delle Alpi, il “Tour del Gran Paradiso”).

stambecco
Lo stambecco, il Re del Gran paradiso

Le altre vie alpinistiche del Gran Paradiso

La via normale di salita al Gran Paradiso, quella fatta dai primi salitori, ha un grado di difficoltà F+ (facile) e l’unico tratto un pò difficile sono gli ultimi 60 metri prima per raggiungere la vetta. Anche se la salita al Gran Paradiso è relativamente semplice e adatta anche ai principianti, è pur sempre un itinerario alpinistico che richiede conoscenze e preparazione fisica e tecnica adatte, oltre che all’attrezzatura adeguata. Non sottovalutare il percorso e affidarsi a persone esperte.

Tra le altre vie alpinistiche che arrivano fino alla cima del Gran Paradiso c’è quella che si ricollega al percorso normale all’altezza della Schiena d’Asino, partendo però dal Rifugio Chabod a 2750 mt di altezza e attraversando il crepaccio del Ghiacciaio del Lavecian. Da questo punto si gode di una delle più belle viste sulla parete nord-occidentale e sull’iconico scivolo gelato. L’altra via normale, maggiormente frequentata, parte invece dal rifugio Vittorio Emmanuele II.

La via classica parte invece dalla parete nord, attraversa il Ghiacciaio del Laveciau per poi aggirare un seracco di ghiaccio e arrivare così in cima. Si prenda ad esempio il ghiacciaio di Levaciau, dove infatti sono presenti non pochi crepacci, anche di grandi dimensioni. Nell’ultimo tratto dell’ascensione poi, per riuscire a toccare la vetta, bisogna superare un tratto che sfiora una pendenza di 45°, peraltro innevato, seguito da una zona rocciosa non semplice.

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I record e le curiosità sul Gran Paradiso

Di fatto la scalata del Gran Paradiso non è particolarmente difficile e c’è stato anche chi ha segnato il record di ascesa più veloce: questo primato spetta a Nadir Maguet che ha raggiunto la vetta del Gran Paradiso nel 2020 in appena 2 ore e 2 minuti, superando il tempo di Ettore Champrétavy e di Valerio Bertoglio segnati negli anni precedenti.
C’è anche chi ha pensato di salire in cima al Gran Paradiso con un asino: è successo nel 1931 e l’iniziativa fu di Joseph Marie Henry, che riuscì a guidare l’animale, chiamato Cagliostro, fino a 4061 mt di altezza.

Poco tempo dopo invece fu la volta di papa Pio XI, ossia Achielle Ratti, a raggiungere il punto più alto del massiccio montuoso trasportando sulle sue spalle niente meno che un bambino. Forse per questo motivo sulla vetta del Gran Paradiso è stata sistemata nel 1954 la statua di una Madonnina, portata in alta quota da un gruppetto di scout provenienti da Biella. Dopo un periodo in cui la statua mancò dalla sua originaria collocazione, è tornata in vetta grazie al parroco di Pont Valsavarencheal e alle Guide Alpine Valdostane che la trasportarono senza mezzi meccanici ma sulle loro stesse spalle.

Come raggiungere il Gran Paradiso

Il Gran Paradiso si trova in Valle d’Aosta, sul territorio italiano nel cuore dell’Europa. Per andare sul Gran Paradiso bisogna quindi raggiungere la località di Cogne, pittoresca cittadina valdostana, raggiungibile in auto oppure con i mezzi pubblici che partono da Aosta. Da Cogne si prosegue alla volta della frazione di Pont di Valsavarenche da dove inizia il percorso.

La scalata avviene normalmente con un trekking di due giorni: la prima giornata è dedicata al raggiungimento del Rifugio Vittorio Emanuele II o del Rifugio Chabod, durante il secondo si raggiunge la vetta e poi si scende a valle. Sebbene la scalata al Gran Paradiso non presenti enormi difficoltà, è comunque da affrontare con attenzione in quanto, oltre ad essere piuttosto lunga, non ci sono impianti di risalita che facilitano in parte il percorso. La salita alla vetta è relativamente facile adatta anche a chi non è espertissimo e viene definita come il battesimo per l’ascensione di un quattromila. Ad ogni modo si tratta pur sempre di un ghiacciaio che presenta i suoi pericoli perciò è vivamente consigliato andare con persone esperte o con le guide locali e ovviamente attrezzati con ramponi, piccozza e abbigliamento tecnico adeguati.

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