Emilio Comici7 min read

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emilio comici

Emilio Comici, famosissimo alpinista triestino, è stato una vera e propria figura di riferimento per l’alpinismo italiano nel periodo compreso tra le due guerre Mondiali. Dotato di incredibile talento, ma anche di un fascino notevole, per molti aspetti è da considerarsi un precursore degli attuali influencers su internet. Assieme a Riccardo Cassin e altri esponenti dell’alpinismo (Raffaele Carlesso, Alvise Andrich) sono stati i personaggi in grado di far fronte agli alpinisti tedeschi che si affacciavano al sesto grado.

La sua vita è stata breve ma particolarmente intensa, con successi incredibili per l’epoca e imprese di cui ancora oggi sentiamo parlare, motivi per i quali è doveroso ricordarlo, specie in occasione del centoventesimo anniversario della sua nascita.

Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere, la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene. Tutto questo perché siamo più vicini al cielo. cit. Emilio Comici

La vita di Emilio Comici

Soprannominato l’esteta del sesto grado, Emilio Comici è diventato famoso e un punto di riferimento non solo per le numerose vie aperte ma per il suo stile inconfondibile, la ricerca della purezza e dell’eleganza e la ricerca della linea estetica ideale di salita. Comici nasce a Trieste il 21 febbraio del 1901 e fin dalla più tenera età si trova a praticare tutta una serie di attività sportiva, appassionandocisi e arrivando ad eccellere in ognuna di queste, affinando il suo amore per le sfide e la sua smania di vittoria.

Tuttavia la passione per la montagna e per tutto ciò che vi gira intorno non è così precoce come si potrebbe pensare, dato che risale al periodo sul finire del primo conflitto Mondiale, con la sua iscrizione ad un’associazione polisportiva denominata XXX Ottobre.

In questa sede Comici si appassiona alla speleologia, dedicandosi all’esplorazione delle grotte del Carso, da autodidatta, con metodi cioè mutuati direttamente dall’esperienza sul campo, insieme ad alcuni compagni di avventure. Anche in questo frangente, compare l’amore di Comici per i record: l’uomo diventa infatti un vero e proprio esperto nella speleologia, arrivando a raggiungere il record mondiale di profondità per la sua epoca.

Una nuova avventura

Ma Emilio Comici è un’anima sempre tormentata e alla ricerca di nuove sfide e così la passione per l’esplorazione delle grotte viene sostituita da quello che diventerà il suo unico grande amore, ovvero l’alpinismo.
Per lui, amante delle sfide e sempre in cerca di nuovi obiettivi, l’alpinismo rappresenta qualcosa di letteralmente travolgente: gli inizi non sono per niente semplici ed Emilio si scontra con numerose difficoltà prima di trovare la sua strada.

Come previsto, però, anche in questo campo riesce presto a brillare: il triestino, dopo aver incassato qualche delusione, ottiene in fretta dei risultati eccellenti, che lo porteranno a dominare la scena nazionale, arrivando ad aprire un numero intorno alle 200 vie sulle Dolomiti. Si tratta di un numero tanto impressionante, quanto impossibile da dimenticare, soprattutto se si pensa che Comici non è stato solo un innovatore, ma anche un amante della perfezione estetica delle scalate.

Gli ultimi anni

Tuttavia gli ultimi anni di vita di Emilio Comici sono avari di soddisfazioni: l’uomo, infatti lascia la sua Trieste nel 1932, decidendo di dedicarsi alla professione di guida alpina. Questa però si rivelerà ben presto come una scelta infelice, visto che lui verrà sempre considerato un forestiero in questo ambiente e faticherà non poco a trovare clienti.

I suoi conterranei, cioè i triestini, diventano praticamente i suoi unici clienti, gli unici che ne accettino la scelta professionale, pur senza che lui riesca mai a trovare un compagno di cordata degno di condividerne le imprese.
Da Cortina, dove stenta a lavorare, si muove verso Misurina, ma anche qui la sua carriera sembra subire uno stop.

La morte

Emilio Comici muore molto giovane: è il 19 ottobre del 1940 quando, durante una scalata ritenuta da tutti semplice e senza apparenti insidie, precipita nel vuoto a causa di un cordino logoro, a cui si era affidato, peccando forse di superficialità. Non è tuttavia la caduta ad ucciderlo, come rivelerà uno dei suoi migliori amici, presente il giorno della disgrazia, bensì una pietra, che staccatasi dal cornicione, lo colpisce alla testa, causandone la morte immediata.

La nascita del mito

Emilio Comici, muore dunque prima di aver compiuto 40 anni, ma per tutta la sua vita e anche oltre, è stato un personaggio carismatico, capace di attrarre la curiosità della gente e di affascinare le donne.
Moltissimi lo ricordano infatti sempre circondato di fanciulle: sembra che persino il giorno della morte Comici si sia spinto al limite delle sue possibilità per impressionare Lina Demetz, che lo accompagnava durante la sua ultima scalata. O forse semplicemente si è trattato di una tragica fatalità, che comunque in un certo senso non ha fatto altro che alimentare la mitologia intorno alla figura di Emilio Comici.

Di certo l’uomo è stato un innovatore, una figura vitale e avventurosa, amante delle sfide e sempre alla ricerca di nuovi traguardi: persino il regime fascista ha colto la portata di questo personaggio, tentando di farne un simbolo politico.

Di Emilio Comici ci resta una quantità di materiale fotografico tale da fare invidia a un VIP del nostro tempo, nel quale l’uomo appare sicuro di sé, fotogenico e orgoglioso delle sue imprese, con una vitalità che traspare anche ora.
Chissà, forse se non si fosse spento troppo presto, avrebbe potuto regalarci e regalarsi altri trionfi, che probabilmente meritava: a noi resta l’incredibile ricordo di questo personaggio ammaliante e coinvolgente, oltre che dotato di un talento indelebile e di una modernità più comune ai nostri tempi che a quelli nei quali ha vissuto.

Principali imprese e salite

Purezza, eleganza e stile hanno contraddistinto le imprese alpinistiche di Emilio Comici. Un talento che ha lasciato il segno ed è diventato esempio per generazioni di alpinisti che sono venuti dopo di lui. Fra le sue numerose salite famosa è stata la ripetizione di una sua via in solitaria e senza l’ausilio della corda sulla sulla Nord della Cima Grande di Lavaredo nel 1937. Durante le sue salite cercava di riprendere l’andamento della “goccia che cade” cercando la via diretta che portava in cima.

Vediamo ora le sue salite principali:

  • 1927 – Via Innominata alla Torre Innominata (con Giordano Bruno Fabjan), 550 m, V
  • 1928 – Via Comici alla Cima di Riofreddo (con Giordano Bruno Fabjan),700 m, V+
  • 1929 – Via Comici-Fabjan al Monte Cimone del Montasio (con Giordano Bruno Fabjan), 550 m, V+
  • 1929 – Via Comici-Fabjan alle Tre Sorelle del Sorapis (con Giordano Bruno Fabjan), 800 m, VI-
  • 1929 – Via Comici-Fabjan al Dito di Dio (con Giordano Bruno Fabjan), 600 m, V
  • 1930 – Via Comici-Salvadori alla Torre del Diavolo (con Mario Salvadori), 120 m, VI
  • 1931 – Via Comici-Benedetti al Monte Civetta (con Giulio Benedetti), 1050 m, VI
  • 1932 – Via Comici-Brunner-Cernuschi sullo Spiz di Lagunaz tramite Torre di Lagunaz e Torre del Boral nelle Pale di San Lucano, 180 m, IV+
  • 1933 – Via Comici-Dimai alla Cima Grande di Lavaredo (con Giovanni e Angelo Dimai), 550 m, VI- e A1
  • 1933 – Via Comici-Cassin allo Zuccone Campelli (con Riccardo Cassin, Mario Dell’Oro, Mary Varale e Mario Spreafico), 140 m, IV- parete ovest
  • 1933 – Spigolo Giallo alla Cima Piccola di Lavaredo (con Mary Varale e Renato Zanutti), 350 m, VI+
  • 1934 – Via Comici alla Punta di Frida (con Giordano Bruno Fabjan, Vittorio Cottafavi e Gianfranco Pompei), 250 m, VI
  • 1934 – Via Comici alla Torre Piccola di Falzarego (con Mary Varale e Sandro Del Torso), 230 m, V
  • 1936 – Via Comici-Mazzorana alla Cima Piccola di Lavaredo (con Piero Mazzorana), 350 m, VII
  • 1936 – Via Comici-Del Torso-Zanutti alla Torre Comici (con Sandro Del Torso e Renato Zanutti), 300 m, V/VI
  • 1936 – Via Comici al Dito di Dio (con Piero Mazzorana e Sandro Del Torso), 600 m, VI
  • 1940 – Via Comici al Salame del Sassolungo  (con Severino Casara), 450 m, VI+

Libri di Emilio Comici

Ecco tre libri di e su Emilio Comici che vi consiglio di leggere:

Lo speciale di Meridiani e Montagne

Il nuovo numero di Meridiani e Montagne dal titolo Emilio Comici e le Alpi Giulie, è recentemente uscito e rappresenta il secondo volume della collana dedicata ai grandi alpinisti italiani. Questo perché indubbiamente Comici merita un posto di spicco nell’empireo degli alpinisti italiani e mondiali, specie ora che ricorre il centoventesimo anno dalla sua nascita. Celebrarne le tante e incredibili imprese, soprattutto considerando che Comici era in gran parte autodidatta, potrebbe essere semplice, ma quello che si cerca di fare in questa monografia è farne conoscere al pubblico non solo le virtù professionali, ma anche le sfumature umane e personali.

Indubbiamente Comici è stato un precursore del moderno alpinismo, sia per quanto riguarda le tecniche utilizzate che le strumentazioni: ha infatti dimostrato come, diversamente dalle opinioni dei suoi coevi, l’utilizzo dei chiodi fosse indispensabile, come si è capito in seguito, con la loro naturale evoluzione negli attuali spit.
Ma non possiamo parlare di Comici senza prescindere dalla sua figura umana e senza rimanere tutti un po’ affascinati da lui.

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