“Eisstadt” la Città di Ghiaccio in Marmolada3 min read

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Durante la Prima Guerra Mondiale le Dolomiti sono state teatro di scontri e di combattimenti. La Marmolada, la Regina delle Dolomiti, con il suo immenso ghiacciaio ospitava la città di ghiaccio, dove i soldati trovavano riparo.

Cos’è “Eisstadt” la Città di Ghiaccio in Marmolada

Quando si parla di Eisstadt si intende la  Città di Ghiaccio, un sistema di tunnel e gallerie che i soldati delle truppe alpine autro-ungariche avevano scavato con le loro mani all’interno del ghiacciaio della Marmolada. Si tratta di ben 12 kilometri di tunnel che ospitavano collegamenti ma anche dormitori, cucine, infermerie, sale radio, una cappella, mense per mangiare, etc. Insomma era una vera e propria città scavata nel ventre della Marmolada con il suo ghiacciaio che all’epoca superava i 50 metri di spessore. Una cosa impressionante se si pensa alla situazione attuale, dove le stime più positive, ipotizzano la scomparsa definitiva del ghiacciaio entro 20-30 anni. Nessuno prima d’ora aveva mai tentato o pensato di realizzare un’opera del genere. Per la prima volta i soldati sperimentarono tecniche di scavo, con diversi tipi di esplosivi per scavare queste gallerie.

Sotto lo spessore del ghiaccio le temperature erano vicine allo zero termico (esternamente le temperature potevano arrivare fino a -20° -30°), inoltre erano protetti da attacchi ed erano in una posizione dominante. La città di ghiaccio era una vera opera d’arte e di ingegneria e oggi con lo scioglimento del ghiaccio riaffiorano resti di oggetti e soldati conservati per decenni dal ghiaccio.

Perchè fu costruita la Città di Ghiaccio?

L’idea di realizzare questa immensa opera e scavare dei tunnel sotto il ghiacciaio della Marmolada avvenne nel Maggio del 1916 ad opera del Ten. Leo Handl, mentre la realizzazione vera e propria iniziò qualche mese dopo durante l’estate. La Marmolada durante la Grande Guerra si trovava in una posizione strategica dove da una parte c’erano i soldati austriaci che occupavano Forcella Vu, sulla sommità del ghiacciaio, collegata con il Fortilizio imperiale a quota 3153 m, dall’altra i soldati italiano a Punta Serauta, divenuta un fortilizio di trincee, camminamenti e postazioni. Le truppe austro-ungariche erano facilmente attaccabili dai soldati italiani che dalla loro postazione riuscivano ad attaccare e impedire i rifornimenti.

I soldati austriaci erano costretti a passare in superficie per portare viveri e munizioni in forcella ma se non ci pensavano bufere e valanghe erano i soldati italiani che attaccandoli impedivano loro di raggiungere la forcella e li costringevano a fare dietro front. Da qui l’idea geniale dell’ingegnere austriaco e Tenente Leo Handl di scavare un corridoio sotto la calotta di ghiaccio. Ben presto l’idea si rivelò efficace e nel giro di 10 mesi furono realizzate 12 km di gallerie in grado di ospitare fino a 200 soldati protetti e sicuri dagli attacchi nemici, dal freddo e dalle valanghe.

La Città di Ghiaccio oggi

La Marmolada, la Regina delle Dolomiti, ancora oggi fa vedere le sue ferite provocate dagli scontri avvenuti durante la Prima Guerra Mondiale. Col finire della Guerra le gallerie furono abbandonate e non fu fatta più manutenzione. Questo portò nel giro di pochi anni a trasformare e distruggere il complesso di gallerie realizzato dagli austro-ungarici perdendo molte testimonianze. Il ghiaccio infatti è “vivo” e non sta mai fermo e porta con se tutto quello che trova. In più nel corso degli ultimi anni il ghiacciaio ha subito una enorme diminuzione, non solo in termini di superficie ma anche di spessore.

Oggi infatti non sarebbe più possibile realizzare Eisstadt, la città di ghiaccio perchè il ghiaccio sta scomparendo. Lo stesso scioglimento però fa affiorare e porta in superficie numerosi reperti e oggetti preziosi per la storia e i musei di guerra, conservati nel Museo della Marmolada, il più alto d’Europa, situato a quasi 3.000 metri di altitudine.

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