Divorzio Alpino: perché abbandonare il proprio partner in montagna è sbagliato7 min read

Il “divorzio alpino” o alpine divorce non è un vero divorzio legale. È un’espressione informale e piuttosto recente che si usa soprattutto sui social e nei media per descrivere una situazione estrema in cui una persona abbandona il partner durante un’escursione in montagna o in un luogo isolato, di fatto “chiudendo” la relazione in modo brutale e potenzialmente pericoloso.
Cos’è davvero l’alpine divorce
Il nome deriva da un racconto dell’Ottocento ambientato nelle Alpi, in cui un marito cerca di sbarazzarsi della moglie durante una scalata: da lì il termine è rimasto come metafora di una separazione crudele e improvvisa. Oggi la frase è tornata di moda sui social (TikTok, X, ecc.) per descrivere comportamenti considerati tossici o irresponsabili, oppure storie vere o racconti virali di partner lasciati soli in montagna. Quindi non è un termine giuridico, ma uno slang che indica una rottura di coppia fatta in modo estremo e pericoloso.
In pratica il fenomeno avviene quando due persone sono insieme (spesso una coppia) e vanno in montagna o in un luogo remoto e una delle due lascia l’altra indietro deliberatamente o senza preoccuparsi della sua sicurezza. Questo gesto viene interpretato come una rottura della relazione, da cui il termine “divorzio” ma in realtà è qualcosa di molto grave perchè in montagna vige la regola base per cui non si lascia mai nessuno indietro e tantomeno lo si abbandona soprattutto se a farlo dei due è il più esperto.
Personalmente in questi anni che frequento la montagna mi è capitato di vedere moltissime situazioni in cui una persona veniva abbandonata e lasciata a se stessa da amici o dal proprio partner e magari sono dovuto intervenire per portarla fuori dai guai. In montagna esiste l’obbligo civile e morale di non abbandonare mai nesusno.
Oggi come viene usato
Oggi il termine “divorzio alpino” viene usato spesso in senso figurato o ironico, non solo per casi reali in montagna.
Uso metaforico
Sui social e nel linguaggio colloquiale indica:
- una rottura improvvisa e senza spiegazioni
- qualcuno che “sparisce” da una relazione, lasciando l’altra persona sola
- un modo di chiudere i rapporti considerato freddo, vigliacco o irresponsabile
Ad esempio:
- una persona che smette di rispondere ai messaggi e blocca il partner (simile al ghosting)
- qualcuno che interrompe una relazione durante una vacanza o in un momento delicato
Differenza dal ghosting
- Ghosting: sparire senza più comunicare
- Divorzio alpino: sparire o lasciare l’altro in una situazione difficile o simbolicamente “isolata”
Perché il termine piace sui social
Funziona bene perché è:
- evocativo (richiama immagini forti di montagna e pericolo)
- breve e ironico
- utile per raccontare storie di relazioni finite male in modo più teatrale o drammatico.
Casi realmente accaduti
Ci sono stati alcuni episodi reali che hanno contribuito a rendere popolare l’espressione “divorzio alpino”, soprattutto perché sembrano usciti da un film ma sono davvero accadut
1. Il caso più citato: escursionista lasciata sola sulle Alpi
In uno dei casi più discussi, una donna fu lasciata dal compagno durante un’escursione in montagna dopo una lite. L’uomo proseguì da solo, mentre lei rimase su un sentiero difficile e dovette chiedere aiuto ai soccorsi alpini.
Questo episodio fece molto discutere perché:
- non era solo una rottura sentimentale
- ma anche una situazione potenzialmente pericolosa per la sicurezza della persona abbandonata.
2. Il racconto ottocentesco che ha dato origine al termine
L’espressione nasce in realtà da una leggenda o racconto dell’Ottocento ambientato sulle Alpi: un marito porta la moglie in montagna con l’intenzione di liberarsi di lei simulando un incidente. Anche se non sempre si tratta di un fatto storico verificato, la storia è diventata una metafora potente di separazione crudele e premeditata.
3. Casi moderni simili, anche fuori dalle Alpi
Oggi si parla di “divorzio alpino” anche per episodi avvenuti:
- su sentieri escursionistici
- durante trekking o viaggi in luoghi isolati
- in cui una persona lascia il partner senza mezzi o indicazioni per tornare
Questi episodi fanno notizia perché combinano:
- conflitto di coppia
- rischio reale per l’incolumità
- e un comportamento percepito come estremamente irresponsabile.
Quali sono le conseguenze
Al di la che uno a prescindere non dovrebbe mai compiere un gesto simile, in quanto vi è un obbligo civile e morale dal momento che in montagna si può anche morire soprattutto se non si è adeguatamente preparati, se una persona abbandona il partner in montagna o in un luogo isolato, la questione può diventare legale, non solo morale. In Italia, infatti, entrano in gioco diverse norme del codice penale.
1. Abbandono di persona incapace
Se la persona lasciata:
- è ferita
- è in difficoltà evidente
- oppure non è in grado di orientarsi o tornare in sicurezza
si può configurare il reato di abbandono di persona incapace (art. 591 c.p.).
Questo vale anche se non è minorenne o disabile, ma si trova in una situazione di pericolo oggettivo (ad esempio su un sentiero tecnico o in alta quota).
2. Omissione di soccorso
Anche se non c’è un rapporto di coppia, lasciare qualcuno in una situazione pericolosa senza aiutarlo può integrare:
omissione di soccorso (art. 593 c.p.)
Questo succede quando:
- una persona è in pericolo
- e chi potrebbe aiutarla se ne va senza avvisare i soccorsi
3. Se la persona si fa male o muore
La situazione diventa molto più grave:
- lesioni colpose se subisce danni fisici
- nei casi estremi, persino omicidio colposo, se l’abbandono contribuisce alla morte
4. Perché in montagna è più serio
In ambiente alpino o isolato:
- il rischio di ipotermia, cadute o smarrimento è alto
- i soccorsi possono impiegare ore ad arrivare
Per questo i tribunali considerano l’abbandono in questi contesti più grave rispetto a una lite in città o in un luogo sicuro. In sintesi: il cosiddetto “divorzio alpino” può sembrare solo un modo brutale di lasciare qualcuno, ma se mette l’altra persona in pericolo reale, può diventare un reato con conseguenze penali serie.
Casi concreti
Vediamo ora alcuni esempi concreti (reali o da sentenze) per capire come i giudici valutano situazioni simili al cosiddetto “divorzio alpino
1. Cassazione: basta anche un pericolo solo potenziale
La Corte di Cassazione ha chiarito che il reato di abbandono di persona incapace si configura anche quando:
- la persona non è effettivamente ferita
- ma viene lasciata in una situazione che può diventare pericolosa per la sua incolumità
In altre parole, non serve che accada un incidente: è sufficiente aver creato un rischio concreto.
Questo è importante perché in montagna:
- il pericolo è considerato intrinseco (meteo, cadute, smarrimento)
- quindi l’abbandono è quasi sempre valutato come rischioso.
2. Caso europeo recente: condanna per aver lasciato la partner in quota
Nel 2026 un tribunale austriaco ha condannato un alpinista per omicidio colposo dopo aver lasciato la fidanzata in difficoltà durante una scalata sul Großglockner:
- la donna soffriva di ipotermia e stanchezza
- lui proseguì lasciandola sola mentre cercava aiuto
- non utilizzò attrezzature di emergenza disponibili
Il giudice ha stabilito che:
- essendo il più esperto, aveva una responsabilità maggiore
- l’abbandono ha contribuito alla morte della compagna.
Questo caso ha fatto molto discutere perché crea un precedente: chi accompagna qualcuno meno esperto può avere un obbligo di protezione.
3. Omissione di soccorso: obbligo minimo è chiamare aiuto
In Italia, anche senza un rapporto affettivo, la legge impone almeno di:
- prestare assistenza
- oppure avvisare immediatamente i soccorsi
Se si abbandona qualcuno senza fare nemmeno questo, si può configurare l’omissione di soccorso (art. 593 c.p.).
La giurisprudenza considera sufficiente, in molti casi, anche solo la mancata chiamata ai soccorsi per far scattare la responsabilità penale.
C’è da dire però che non sempre lasciare qualcuno indietro è punibile. Ad esempio se la persona è autonoma, in sicurezza e informata oppure se si separano di comune accordo su un percorso facile. In questi casi manca l’elemento fondamentale: il pericolo concreto per l’incolumità. Le sentenze di fatto mostrano un principio chiaro ovvero uno che in montagna esiste una sorta di dovere reciproco di assistenza e due che più uno dei due è esperto o responsabile, più aumenta la sua responsabilità legale.
Conclusione
Il fenomeno del divorzio alpino o “alpine divorce” è un trend che sta spopolando sempre di più (purtroppo) e forse è legato anche al modo di vivere la società in maniera sempre più frenetica e menefreghista. Anche se apparentemente sembra un fenomeno isolato o innocuo in realtà è molto grave, anche perchè generalmente è l’uomo “esperto” ad abbandonare durante un’escursione o un trekking la compagna poco esperta o alle prime armi. Quando si va in montagna accompagnati da qualcun altro è bene fidarsi ma è altrettanto importante essere consapevoli di quello che si va a fare in modo da non incorrere in spiacevoli inconveneinti.
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Classe 1983, fin da bambino ho avuto la passione per la montagna, gli sport all’aria aperta e la natura. Nel 2011 mi sono iscritto al Club Alpino Italiano dove ho seguito diversi corsi fino a diventare Accompagnatore di Escursionismo. Oggi la montagna è una passione viva più che mai oltre che uno stile di vita. La voglia di condividere questa mia passione è il motivo per cui ho deciso nel 2020 di fondare questo Blog per mettere al servizio degli altri tutte le mie conoscenze.





