Cos’è la biodiversità e il suo rapporto con la montagna5 min read

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biodiversità

La difficoltà di adattamento ai rapidi cambiamenti climatici è una delle principali insidie per la Biodiversità.

Il grande pubblico è abituato a sentire parlare di biodiversità a proposito sia dell’ecosistema marino che di quello terrestre ma difficilmente questo concetto viene applicato alla montagna. Eppure il rapporto fra la biodiversità e l’ecosistema montano non solo è strettissimo ma è anche estremamente importante e purtroppo negli ultimi anni è stato messo seriamente a rischio. Ecco, allora, in che cosa consiste esattamente la biodiversità, perché va tutelata e come si esplica tale concetto con quello della montagna.

Che cos’è la biodiversità?

La prima volta che è stato utilizzato il termine biodiversità era l’anno 1988 e questa parola fu creata da Edward O. Wilson, un entomologo americano, che desiderava trovare una definizione che comprendesse la ricchezza dei milioni di forme di vita che popola la Terra, inglobando piante, esseri viventi, micro-organismi e geni. Nel corso del tempo, però, il termine biodiversità si è evoluto e ha iniziato a rappresentare anche la distribuzione e l’interazione delle diverse forme di vita in un determinato ambiente.

Non è un segreto, infatti, che le diverse forme di vita convivono, interagiscono e quasi sempre si influenzano in un determinato spazio e nell’arco di un tempo stabilito, spesso in modo positivo per adeguarsi alle diverse condizioni dell’habitat, alcune volte anche in modo negativo. Questa ricchezza, però, è considerata da sempre un patrimonio inestimabile e come tale deve essere tutelato e protetto.

Perché si parla di biodiversità e montagna?

Di solito si parla di biodiversità in modo generale oppure nello specifico riferito soprattutto all’ecosistema marino, in realtà è un concetto che si applica alla perfezione anche a quello montano.

Anzi, le montagne – e in particolare quelle italiane con il Trentino Alto Adige in primis – è un importantissimo hotspots, ossia un punto con un’ampia e alta concentrazione non solo di varietà ma anche di generi di esseri viventi. Tale diversità e ampiezza è legata soprattutto alla presenza di numerose altitudini che creano condizioni di vita differenti, adatte a specie molto diverse fra loro.

A differenza, poi, di tutti gli altri habitat, la montagna presenta anche una numerosa concentrazione di specie endemiche che si sono formate, e poi anche conservate, in relazione ad un lungo periodo di isolamento che le montagne hanno vissuto per le glaciazioni.

Perché la biodiversità è a rischio in montagna?

Purtroppo, però, come gli studiosi ripetono ormai da molti anni, la biodiversità montana è messa seriamente a rischio a causa dell’intervento dell’uomo ma anche di altri fattori che influenzano in modo negativo: secondo recenti studi, proprio la biodiversità montana è una di quelle più a rischio rispetto a tutte le altre.

I fattori che minacciano la sua sussistenza sono innanzitutto legati all’azione dell’uomo che, attraverso il disboscamento in modo massivo e la cementificazione, distrugge intere aree di biodiversità. Inoltre l’inquinamento atmosferico, diretto responsabile del cambiamento climatico e dell’innalzamento delle temperature, è un altro fattore pericoloso che sta mettendo a rischio di sopravvivenza molte specie vegetali e animali che hanno fra i monti il loro habitat naturale.

Per capire la gravità della situazione, basti pensare che l’87% circa di tutte le specie di mammiferi ma anche di uccelli e anfibi vive proprio in montagna e sempre dai monti si ricava l’acqua potabile e si raccolgono molte piante impiegate nella medicina moderna.

Come si può preservare la biodiversità in montagna?

Vista l’importanza della biodiversità montana, è facilmente immaginabile come si debba fare il possibile per riuscire a preservala nella sua interezza, visto che si tratta di un fattore di interesse non solo per l’ecosistema tutto ma anche per la sopravvivenza dell’essere umano.

Ovviamente occorre invertire la rotta di marcia rispetto alla tendenza, che si è consolidata negli ultimi anni, di sfruttare al massimo l’ambiente senza pensare ad un’attività di rimboscamento oppure alla tutela di determinate aree da preservare come centri di biodiversità. Proprio in quest’ottica da qualche anno, nella data dell’11 dicembre, è stata istituita la Giornata Internazionale della Montagna durante la quale si affronta pure il tema della biodiversità.

Ad esempio, un consiglio molto importante – come sottolinea Klaus Bliem, che è uno scienziato responsabile del Dipartimento Natura & Ambiente dell’AVS, occorre lasciare che gli animali di montagna riposino in inverno, così da recuperare le energie per la primavera, quindi è importante non disturbarli, evitando le escursioni nelle zone a più alta concentrazione di animali selvatici.

Perché è importante il monitoraggio della biodiversità?

Un altro fattore che può contribuire a preservare la biodiversità montana è un costante e attento monitoraggio delle sue condizioni. Per troppo tempo la montagna è stata abbandonata a se stessa e alle mani di chi ha voluto sfruttare le sue risorse, ora è giunto il momento di effettuare una raccolta dati sistematica per capire il punto di partenza e valutare l’andamento nel corso degli anni. In questa ottica si deve interpretare il progetto “Monitoraggio della Biodiversità Alto Adige”, partito già nell’anno 2019, che vuole controllare più da vicino lo stato di salute nel tempo della biodiversità alpina.

La sesta estinzione di massa

Recentemente è stato pubblicato dal WWF il Living Planet Report (LPR) 2022, il rapporto biennale sullo stato di salute del pianeta. Il rapporto è uscito dopo un anno disastroso dal punto di vista climatico, di grande caldo, di siccità e alluvioni rovinose, di guerra e di crisi energetica e il risultato è abbastanza preoccupante. Se il documento fa emergere una quantità di dati che delineano anche i possibili passi verso la costruzione di una società “nature-positive” ed elenca dei possibili vantaggi sul fronte delle emissioni climalteranti, non si può dire lo stesso sul piano della Biodiversità, tanto da parlare addirittura di sesta estinzione.

L’aumento spropositato della popolazione mondiale degli ultimi duecento anni (siamo passati da poco più di 1 miliardo di persone nell’800 agli 8 miliardi attuali) ha diminuito e ridotto e postato all’estinzione migliaia e migliaia di specie animali e vegetali.

Gli animali selvatici sono diminuiti nel numero e nella varietà di pari passo con gli effetti dell’aumento della pressione antropica dell’uomo, a cui si aggiungono le conseguenze della rapidità dei cambiamenti climatici.

Il fenomeno si sta amplificando sempre di più e secondo gli esperti appunto si parla di sesta estinzione di massa, evento di portata planetaria correlato all’Antropocene. Un’estinzione di massa è stata sicuramente causata dall’impatto di un enorme meteorite, le altre quattro si suppone che siano state provocate dall’innalzamento dei valori di anidride carbonica, proprio come sta avvenendo ai giorni nostri.

VEDI ANCHE: Il futuro della montagna all’insegna di uno sviluppo sostenibile

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