Cosa fare se si viene punti da una vespa in montagna8 min read

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E’ importante conoscere la differenza tra vespe e api e saper cosa fare nel caso si venga punti durante i trekking e le escursioni in montagna.

Le punture degli imenotteri

Gli imenotteri, tra i quali rientrano anche le vespe, sono insetti le cui punture generano un’infiammazione localizzata. Queste, pur essendo innocue per la salute, possono risultare piuttosto dolorose e fastidiose. Inoltre, i soggetti allergici sono esposti a shock anafilattico che può causare anche la morte.

Non solo, a differenza delle api che perdono il pungiglione, le vespe possono pungere ripetutamente lo stesso individuo nell’arco di pochi secondi. Proprio per questa ragione è necessario sapere cosa fare se si viene punti da una vespa in montagna, come riconoscere la puntura e come agire in maniera efficace.

Gli imenotteri vengono suddivisi in due sottocategorie:

  • Sinfiti: a questa categoria appartengono le specie che hanno un addome unito al torace, senza strozzatura;
  • Apocriti: le specie che hanno il torace separato dall’addome.

Nello specifico però le vespe come le api sono degli imenotteri che appartengono alla famiglia degli Aculeati, ossia gli insetti che sono muniti di un apparato per pungere (aculeo) utilizzato per difendersi dagli altri imenotteri. Tra gli insetti imenotteri Aculeati ci sono quattro specie, alcune innocue mentre altre velenose, che spesso vengono confuse fra di loro. Nello specifico abbiamo:

  • Api
  • bombi
  • Vespe
  • Calabroni

Per api, bombi e vespe, a pungere ed essere pericolose sono le femmine (sia operaie che regine) mentre i maschi, detti fuchi, sono innocui in quanto privi di apparato pungente. Essi hanno la funzione di proteggere l’alveare e in alcuni casi cercare cibo.

Specie di Aculeati

Gli insetti imenotteri che appartengono alla famiglia degli Aculeati si dividono in altre sottofamiglie fra cui la famiglia dei Vespidae. tra esse ci sono delle specie innocue e altre pericolose anche se in genere pungono solamente se in pericolo o minacciate.

Tra le varietà più comuni di vespe possiamo avere:

  • Vespa comune
  • Vespa della sabbia
  • Vespa cartonaia
  • Vespa killer delle cicale
  • Vespa vasaio.

Tra le varietà di Apide invece ci sono:

  • Api mellifere
  • Api selvatiche
  • Bombi
  • Ape legnaiola
  • Calabrone
  • Vespa velutina.

Quali sono i sintomi dopo la puntura di un vespa

I sintomi che seguono le punture degli imenotteri dipendono dall’iniezione del veleno nella pelle. Questo fenomeno può causare effetti blandi e localizzati, ma anche reazioni gravi che possono coinvolgere tutto l’organismo, nel caso dei soggetti allergici. Nello specifico, dopo la puntura della vespa il veleno si diffonde nei tessuti e, per via dell’istamina presente, i soggetti allergici possono presentare anche reazioni, anche gravi, che possono portare allo shock anafilattico.

In linea generale, i sintomi più comuni che si possono riscontrare sono:

  • dolore;
  • gonfiore;
  • rossore;
  • calore;
  • moderato sanguinamento;
  • eritema;
  • prurito.

Nello specifico, è possibile notare una macchia rossa, anche di grandi dimensioni, con un punto bianco centrale, sede della puntura. In questo caso il rossore può regredire spontaneamente entro 48 ore. Contestualmente alla puntura si avvertirà un dolore acuto e, per questa ragione, è necessario agire tempestivamente specialmente nel caso di soggetti allergici dove è possibile che si sviluppi uno shock anafilattico grave, che può condurre alla morte.

ape
Ape, insetto impollinatore

In un soggetto adulto in buona salute, i sintomi hanno una durata complessiva che varia da poche ore fino a qualche giorno. Non solo, le tempistiche possono variare sensibilmente in base alla quantità di veleno depositato dal pungiglione della vespa nella pelle. Nei soggetti allergici, i sintomi possono protrarsi fino a 7 giorni.

Eventuali complicazioni nei soggetti non allergici

In linea generale, la puntura di vespa non conduce ad alcuna complicazione, fatto salvo il caso in cui il soggetto punto non presenti pregresse patologie o allergie. Non solo, raramente la puntura si trasforma in qualcosa di più grave, tuttavia, in quei casi, sarà il medico a consigliare una terapia antibiotica o una pomata da applicare localmente.

Quando le punture sono più di una la situazione potrebbe essere più grave con disturbi come:

  • vomito;
  • abbassamento della pressione sanguigna;
  • diarrea;
  • dispnea;
  • affaticamento;
  • insufficienza renale;
  • edema generalizzato.

I rischi nei soggetti allergici

Nel caso in cui il soggetto punto dalla vespa fosse allergico, la situazione potrebbe essere più grave, sviluppando problematiche quali:

  • gonfiore diffuso;
  • gonfiore delle vie respiratorie;
  • dilatazione dei vasi sanguigni;
  • aumento della pressione sanguigna;
  • tachicardia;
  • nausea;
  • dolore addominale;
  • prurito diffuso;
  • difficoltà respiratorie gravi;
  • shock anafilattico;
  • morte.

Considerata la gravità dei sintomi è necessario sapere come agire in maniera tempestiva ed efficace. In questi casi, intervenire contestualmente alla comparsa dei primi sintomi può salvare la vita e scongiurare eventi drammatici.

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Cosa fare e come intervenire

In linea generale le vespe non perdono il pungiglione, tuttavia in caso di puntura è sempre bene analizzare la zona e verificare che non sia presente alcunché. Nel caso in cui invece fosse presente il pungiglione allora è necessario affrettarsi a rimuoverlo. Per effettuare tale operazione è consigliabile utilizzare le unghie o un pezzo di plastica rigida come ad esempio le carte di credito. È sconsigliabile l’uso delle pinzette poiché queste potrebbero favorire l’inoculazione di altro veleno.

Dopo essersi assicurati dell’assenza del pungiglione o dopo averlo rimosso è possibile procedere con la terapia locale. È consigliabile comunicare lavando la zona con acqua per rimuovere eventuali residui di veleno. Successivamente potrà essere utile un impacco di ghiaccio per circa 30 minuti o un’ora. Se la puntura ha coinvolto un arto allora il suggerimento è quello di tenerli il più possibile sollevati per attenuare il gonfiore.

Se il dolore dovesse essere eccessivo è buona norma consultare il medico il quale potrà prescrivere antinfiammatori o antidolorifici. In alcuni casi potrebbero inoltre essere prescritti antistaminici o creme antiallergiche mentre nei casi più critici, sono generalmente suggerite terapie cortisoniche. Se nello zaino si ha del Gentalyn Beta è possibile utilizzarlo per avere del sollievo tuttavia essendo questo un prodotto antibiotico a base di cortisone può essere acquistato solo dietro prescrizione medica.

Differenza tra ape e vespa

Anche se sono molto simili tra loro in realtà api e vespe hanno caratteristiche che le differenziano e che ora andremo a scoprire. Nel linguaggio comune infatti capita di identificare nel modo errato l’uno e l’altro insetto o addirittura pensare che siano la stessa cosa. Già visivamente api e vespe sono molto diverse: le vespe hanno un addome peduncolato e affusolato e il loro corpo presenta strisce nere e gialle senza peluria, le api invece hanno le zampe più allungate e hanno la peluria sul corpo (soprattutto sul torace) che è caratterizzato da tre anelli gialli.

Anche la forma del corpo è leggermente diversa, mentre le vespe presentano un corpo più snello e liscio, le api sono più robuste e pelose. Per quanto riguarda le abitudini alimentari le api, si nutrono di nettare, polline e sostanze zuccherine, mentre le vespe sono onnivore e mangiano sia di sostanze zuccherine ma anche insetti o alimenti prodotti dall’uomo.

Infine le api pungono solo se minacciate e dopo aver punto, perdono il pungiglione e muoiono, mentre le vespe sono più aggressive e se vengono stuzzicate possono attaccare ripetutamente.

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Cosa fare se si è allergici?

Nel caso in cui, a causa dell’allergia, si temesse uno shock anafilattico è necessario chiamare immediatamente i numeri di emergenza. Se un compagno di trekking dovesse essere allergico e dovesse sentirsi male dopo una puntura di vespa è quindi necessario mantenere la calma e procedere con ordine. In prima battuta la regola è sempre quella di evitare il fai da te e chiamare i soccorsi. Nell’attesa si possono effettuare le manovre suggerite dall’operatore o, se presente, lasciare che un compagno più esperto effettui la rianimazione cardiopolmonare.

I soggetti allergici dovrebbero portare sempre con se l’adrenalina con l’autoiniettatore, questo scongiura il peggioramento e lo shock anafilattico. L’iniezione di adrenalina deve inoltre essere ripetuta a intervalli regolari di 5 o 15 minuti al fine di ridurre la vasodilatazione.

Purtroppo potrebbe accadere che i soggetti allergici non ne siano consapevoli, pertanto nei casi in cui si dovesse notare un eccessivo malessere dopo la puntura di vespa in montagna è opportuno fermarsi, avvisare i compagni di escursione e attivarsi al fine di consentire ai soccorritori di raggiungere il posto in cui ci si trova e evitare spiacevoli conseguenze.

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Conclusioni

In questo articolo abbiamo fatto chiarezza sulle varie specie e capito la differenza tra api, vespe, bombi e calabroni. Può capitare durante le escursioni in montagna o sui colli, come in città nei parchi cittadini di essere punti d auna vespa o da un’ape. La cosa importante da fare quindi è intervenire tempestivamente per limitare i danni e il dolore.

Generalmente gli insetti imenotteri pungono quando si sentono minacciati e in pericolo perciò la regola base è non andare a disturbarli. Di solito ad essere colpite sono le parti esposte come braccia, mani e gambe e se non si è allergici il gonfiore/dolore sparisce dopo due tre giorni.

Riassumendo quindi, nel caso si venga punti da un’ape o una vespa, le cose da fare sono:

  • cercare di rimuovere il pungiglione con cautela con la pinzetta;
  • aspirare il veleno con un apposito strumento reperibile in farmacia;
  • strofinare una cipolla appena tagliata oppure dell’aglio sul punto in cui si è stati punti;
  • strofinare la puntura con miele o zucchero inumidito;
  • applicare una pomata contro le punture di insetti;
  • raffreddare il punto gonfio con del ghiaccio.

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