Come far durare più a lungo l’abbigliamento tecnico5 min read

L’abbigliamento tecnico da montagna è sempre più tecnologico e all’avanguardia ma ha anche un impatto molto elevato sull’ambiente e noi escursionisti ed alpinisti dobbiamo esserne consapevoli.
L’abbigliamento tecnico da montagna e outdoor generalmente viene prodotto con dei materiali specifici, come ad esempio Polartec, Thermolite, Pertex Quantum, etc. i quali, per far si che le loro funzionalità rimangano inalterate nel tempo, richiedono una determinata manutenzione, soprattutto durante il lavaggio.
In questo articolo, illustreremo come lavare, asciugare e, in generale, trattare i capi tecnici per preservarne le loro funzionalità idrorepellenti ed evitare che una sostituzione troppo frequente possa avere un particolare impatto sotto l’aspetto ambientale.
Abbigliamento tecnico e consumo ecosostenibile
Secondo il WWF occorre prevedere una gestione lungimirante ed ecosostenibile anche nel settore tessile e, pare, tra l’altro, che non sia l’unica organizzazione a sostenere un programma come questo. Infatti, anche il gruppo Leazing, considerato che il consumo tessile mondiale calcolato nell’anno 2015 sia stato di oltre 95 milioni di tonnellate e che tali numeri, negli anni successivi, hanno registrato un maggiore incremento, sostiene che dovranno essere messe in atto delle pratiche atte appunto alla riduzione di tali materiali.
L’impatto che il consumo tessile sta avendo sull’ecosistema è gravemente profondo e nocivo per l’ambiente e di conseguenza per l’uomo e per tutti gli animali con cui condividiamo la Terra; è, quindi, improrogabile l’attivazione di misure finalizzare ad arrestare l’inquinamento delle acque e dell’atmosfera generato dalla costante produzione di rifiuti solidi. I consumatori, dunque, dovranno ridurre il consumo di abiti ed escogitare modalità alternative per la sostituzione dei capi, come la condivisione, il riciclo e lo scambio.
I primi a dover intervenire dovrebbero essere coloro che operano nell’industria del tessile e dell’abbigliamento, ritenuti appunti i settori di maggior impatto ambientale, si pensi al consumo d’acqua, ai prodotti chimici dagli stessi quotidianamente impiegati e a tutte quelle sostanze impiegate lungo la catena di produzione.
Innovazione e trasformazione sono le parole chiave da impiegare a tal fine, implementare nuovi modelli di business e tecnologie innovative potrebbero essere la soluzione al consumo di risorse impattanti negativamente sull’ambiente.
Cos’è il Gore-Tex
Nel panorama delle industrie produttrici di abbigliamento tecnico, spicca la Gore-Tex, piuttosto conosciuta per l’omonimo materiale impiegato per la realizzazione di capi tecnici.
Il Gore-Tex è un tessuto impermeabile e traspirante, brevettato nell’anno 1976, divenuto un must have per gli amanti della montagna. L’impermeabilità e la traspirabilità non sono le uniche caratteristiche che rendono unico questo marchio, infatti, ciò che lo ha fatto spiccare è la sua durata nel tempo. Il Gore-Tex sembra garantire la durata di vita dei capi fino a cinque anni, anche se la stessa dipende molto da come l’utente tratta gli indumenti.
Dunque, se il capo viene tenuto sempre ben pulito, non necessita di lavaggi frequenti con detergenti aggressivi, così come se per l’asciugatura viene escluso l’utilizzo della asciugatrice il grado di idrorepellenza viene garantito a lungo, anche se ogni tanto viene consigliato di provvedere al rinnovo del trattamento idrorepellente (nei negozi specializzati vengono venduti degli spray impermeabilizzanti che preserva lo strato superficiale dell’abbigliamento in Gore-Tex).
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Come si lava l’abbigliamento tecnico
I capi realizzati con materiale tecnico non sono sempre facili da lavare e asciugare, ma con qualche piccola accortezza si potrà allungare la vita degli indumenti tecnici e mantenerli sempre freschi e pronti all’uso, senza dover ricorrere al costante utilizzo di lavanderie industriali.
Il ciclo di vita di un capo di abbigliamento tecnico, oltre ad impattare positivamente sulle nostre tasche, garantisce un minor grado di inquinamento, quindi, in termini di emissioni, il suo utilizzo prolungato nel tempo lo fa rientrare fra gli indumenti ecosostenibili.
Per evitare il danneggiamento dei tessuti, durante il lavaggio, è importante che tutte le cerniere risultino chiuse; mentre in presenza di macchie è assolutamente sconsigliato l’impiego di additivi o prodotti che possano danneggiare irreparabilmente il tessuto. In tale ultimo caso, onde evitare di dover portare il capo presso una lavanderia professionale, potrà utilizzarsi un detergente neutro, indicato anche per i lavaggi in lavatrice.
Solitamente i rivenditori di abbigliamento tecnico suggeriscono a chi compra tali indumenti non solo il detergente ideale, ma anche il prodotto che ripristina il grado di idrorepellenza allo stato originario.
È sconsigliato l’impiego di ammorbidente, ancorché delicato, poiché potrebbe danneggiare il capo, riducendone persino la sua elasticità. La temperatura dell’acqua non dovrà superare i 40 gradi e la centrifuga dovrà essere impostata a bassi giri, 600/800.
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Il trattamento impermeabilizzante
Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo rifiutato quel prodotto che il cassiere cerca di rifilarci al momento del pagamento del nostro indumento tecnico. Quello spray che ci viene indicato come necessario per trattare e per rendere quel capo di abbigliamento maggiormente durevole nel tempo. Ma noi, non ci caschiamo, e nella nostra convinzione, facciamo rientro a casa senza esserci fatti ammaliare. Errore.
Quel prodotto è fondamentale per proteggere e far si che il nostro capo tecnico duri nel tempo. Infatti, lavaggio dopo lavaggio, è impossibile che il nostro indumento mantenga inalterate le sue qualità originarie ed è per questo che è necessario ripristinare lo strato superficiale di impermeabilità con lo spray che non ci ostiniamo a non acquistare.
Il trattamento in questione consiste nell’applicazione di uno polimero sullo strato esterno del capo, attraverso il quale viene ridotta la tensione del materiale e l’acqua, qualora venisse a contatto con l’indumento, scivolerebbe via senza alcuna restrizione.
Se possediamo un capo tecnico da diversi anni possiamo verificare se lo stesso possiede ancora adesso lo stesso grado di idrorepellenza dell’epoca dell’acquisto: la prova consiste nel versare dell’acqua sul tessuto e verificare se la stessa, dall’esterno, giunge all’interno. Se le gocce d’acqua rimangono sulla superficie del tessuto esterno, allora lo strato idrorepellente è ancora funzionale, mentre se permeano al suo interno, sarò necessario ripristinare lo strato idrorepellente con l’applicazione del trattamento spray ai polimeri.
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Classe 1983, fin da bambino ho avuto la passione per la montagna, gli sport all’aria aperta e la natura. Nel 2011 mi sono iscritto al Club Alpino Italiano dove ho seguito diversi corsi fino a diventare Accompagnatore di Escursionismo. Oggi la montagna è una passione viva più che mai oltre che uno stile di vita. La voglia di condividere questa mia passione è il motivo per cui ho deciso nel 2020 di fondare questo Blog per mettere al servizio degli altri tutte le mie conoscenze.




