Come effettuare una chiamata di soccorso

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Frequentare la montagna praticando attività escursionistica o alpinistica è molto bello e rilassante però a volte possono succedere degli imprevisti. Preparando bene l’escursione a casa e avendo un buon allenamento e preparazione tecnica e fisica gli incidenti si possono evitare. In casi estremi però può capitare di dover effettuare una chiamata di soccorso per aiutare chi è in pericolo e difficoltà.

chiamata soccorso alpino e speleologico

Il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico

Con l’inizio della pratica alpinistica fin dalle sue origini emerse la necessità di sviluppare un’adeguata tecnica di soccorso per portare in salvo chi si metteva in pericolo. Per fare questo però è necessaria un’organizzazione ben organizzata, preparata ed equipaggiata con mezzi e attrezzature varie. Purtroppo però per molti anni, seppur ci fosse uno spirito volontario di soccorrere le persone in difficoltà, le tecniche di soccorso erano rudimentali e poco organizzate.

Fu il salvataggio sulla parete nord dell’Eiger a metà degli anni ’50 a dare la svolta e mettere in evidenza a livello nazionale e internazionale la necessità di formare un corpo ben addestrato di soccorso. Fu così che nel 1954 nasce il C.N.S.A (Corpo Nazionale del Soccorso Alpino) ovvero un corpo che fa parte integrante del CAI (Club Alpino Italiano) su base volontaristica ma formato da guide alpine, portatori o alpinisti non professionisti ma di provata esperienza. Nel 1992 con la legge nazionale L.225/1992 nasce il C.N.S.A.S (Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico) accorpando in un’unica struttura il soccorso alpino e speleologico e rivolgendosi non solamente ai soci CAI ma a tutti i frequentatori della montagna che abbiano bisogno di aiuto.

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Cosa fare in caso di incidente

Come anticipato all’inizio se si frequenta la montagna con la giusta consapevolezza e preparazione tecnica e fisica certamente possiamo evitare più del 90% delle possibilità di farsi male o di trovarsi in situazioni di pericolo. Lo stesso vale per noi stessi e per le persone che sono con noi. A volte però, in situazioni estreme, capita di dover chiamare il soccorso alpino non solo per noi o uno del nostro gruppo, ma per esempio per prestare soccorso a degli escursionisti o alpinisti che abbiamo visto essere in difficoltà. Anche in montagna infatti vige la regola del buon senso che se qualcuno è in difficoltà e chiede aiuto non dobbiamo voltargli le spalle e far finta di niente ma dobbiamo attivarci per prestare soccorso. La cosa da fare quindi è chiamare il soccorso alpino, ma è importante sapere come fare.

👉 LEGGI ANCHE: Come funziona il primo soccorso in montagna

Ecco alcune indicazioni sulle operazioni da svolgere:

  • Valutare quali sono le condizioni fisiche e mentali dell’infortunato o degli infortunati e capire cosa si è fatto;
  • Esaminare le condizioni tecnico-ambientali: valutare e capire se la persona coinvolta è in pericolo di vita e la gravità dell’accaduto. Nel caso sia in una posizione pericolosa valutare di spostare la persona in luogo sicuro attendendo i soccorsi. Per fare questo però bisogna avere ben chiare le operazioni da fare per evitare di arrecare ulteriori traumi al malcapitato;
  • Comporre il numero 118 o 112 col cellulare o recarsi presso uno dei posti di chiamata del Soccorso Alpino (rifugi, bar, stazioni, etc.)
  • Comunicare tutte le notizie utili secondo lo schema di chiamata.

Queste operazioni vanno fatte abbastanza rapidamente e con mente lucida e sangue freddo. Sarebbe opportuno che chi effettua la chiamata di pronto soccorso non sia coinvolto emotivamente con il malcapitato. Inoltre come vedremo tra poco, quando si effettua la chiamata ci risponderà un’operatore che ci rivolgerà una serie di domande a cui dobbiamo rispondere: più dettagliati e precisi siamo e più efficace e tempestivo sarà il soccorso.

Numero di chiamata del Soccorso Alpino sulle Alpi e Dolomiti

La direttiva europea 91/396/CEE ha introdotto il Numero Unico Europeo di Emergenza 112 (abbreviato NUE 112) attivo in tutti gli stati europei. Si tratta di un numero internazionale appunto che serve per rendere disponibile ai cittadini un numero di emergenza valido in tutti gli Stati membri in modo da vere un “numero unico”. Attualmente però è un servizio solo parzialmente attivo e in alcuni paesi non è ancora disponibile.

Per quanto riguarda l’Italia il Consiglio dei Ministri il 20 Gennaio 2016 ha approvato un decreto attuativo per l’introduzione del NUE 112. Componendo tale numero da rete fissa o mobile si entra in contatto con la Centrale Unica di Emergenza. Gli operatori raccolgono la chiamata e indirizzano gli utenti in base al tipo di incidente. Attualmente però rimane ancora valido il numero nazionale per l’emergenza sanitaria che è il 118. Perciò nel nostro paese è possibile fare entrambi i numeri.

Come effettuare la chiamata di soccorso

Se dovesse capitare un incidente a noi o a un gruppo di escursionisti/alpinisti di cui siamo testimoni allora è opportuno chiamare il Soccorso Alpino ma per farlo è importante sapere come muoversi e cosa fare. Tenete in considerazione che una cosa è la teoria e una cosa è la pratica; fondamentale è mantenere i nervi saldi e la mente lucida e non farci prendere dal panico o dall’emozione. Altra cosa poi sottolineiamo che NON BISOGNA e ripeto NON BISOGNA abusare del Soccorso Alpino ed effettuare la chiama solamente in caso di REALE necessità, anche perchè se la chiamata viene fatta senza senso e la o le persone si sono messe nei guai per causa loro ‘intervento è a totale carico di chi viene soccorso e fanno presto a partire migliaia di euro.

Fatte queste precisazioni per effettuare una chiamata di soccorso la cosa da fare è prendere il telefono (assicurandoci di essere in una zona dove ci sia campo) e comporre il numero 118 o 112. A questo punto dovremmo rispondere con calma e in maniera il più possibile dettagliata alle domande che ci porrà l’operatore. Più precisi siamo e più agevoliamo il lavoro dell’operatore e della squadra di soccorso. Dobbiamo considerare che la chiamata è solo un tassello dell’intera macchina operativa che sta dietro a un intervento.

Il soccorso alpino infatti è organizzato benissimo e hanno raggiunto livelli di efficienza elevatissimi essendo addestrati come un corpo militare pronti a intervenire tempestivamente e in qualsiasi contento ambientale e meteorologico. Le informazioni che diamo all’operatore quindi sono importantissime per lo svolgimento di tutto l’intervento.

chiamata soccorso alpino

Lo schema di chiamata

Quando siamo al telefono dobbiamo cercare di spiegare cos’è successo essendo sintetici e dettagliati, comunicando le seguenti informazioni:

  • dati di identificazione dell’infortunato/i;
  • luogo dell’incidente (quota, versante, sentiero, etc.) e riferimenti visivi;
  • dati e caratteristiche dell’itinerario sull’escursione effettuata;
  • numero di persone coinvolte;
  • cos’è successo e tipo di incidente;
  • nel caso di feriti dire cosa si è fatto e nel caso (seguendo le indicazioni dell’operatore) effettuare le manovre di primo soccorso;
  • condizioni meteorologiche sul luogo dell’incidente e indicare la presenza di eventuali ostacoli che potrebbero essere pericolosi per l’elicottero (cavi di funivie e seggiovie, linee elettriche, alberi, skilift, vento, etc.)
  • lasciare il recapito telefonico.

Per fare un esempio pratico, generalmente ci vengono poste le seguenti domande:

  • Chi?
  • Cos’è successo?
  • Dov’è avvenuto l’incidente?
  • Quando è avvenuto l’incidente?
  • Numero, gravità e tipo delle ferite?
  • Quanti soccorritori ci sono già sul posto?
  • Condizioni meteo della zona dell’incidente?
  • Visibilità? )meno di 200 m, fino a 1 km, più di un km)
  • Tipo di terreno? C’è vento? Ci sono cavi sospesi? (per l’elicottero)

Ricordo poi che potremmo parlare con più persone al di là del telefono per cui la cosa da fare non allontanarsi dal posto da cui si è effettuata la chiamata e tenere sempre il telefono a portata di mano assicurandosi quindi che abbia la batteria carica.

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Segnali internazionali di Soccorso Alpino

Nel caso in cui non si disponga di un telefono o non si riesca ad effettuare la chiamata si possono utilizzare i segnali internazionali di soccorso alpino, con la segnalazione visiva (torcia) o sonora (fischietto). Sia con uno o con l’altro metodo la chiamata di soccorso si effettua con sei richiami (acustici o ottici) al minuto, ovvero un segnale ogni 10 secondi, e un minuto di intervallo. Ripetere la sequenza di segnali e intervalli fino a quando non si ha la certezza di essere stati visti da qualcuno.

La risposta alla chiamata di soccorso (per dire al malcapitato ti abbiamo visto ora veniamo a prenderti) bisogna emettere tre richiami acustici o ottici al minuto (un segnale ogni 20 secondi) sempre con un minuto di intervallo. Anche qui ripetere l’esecuzione fino a non essere certi di essere stati visualizzati. Ovviamente una volta che si sono intercettati i segnali di aiuto è fatto obbligo di avvertire il prima possibile e attivare l’intervento del soccorso alpino.

In base alla gravità, al tipo di incidente, alle condizioni del malcapitato e alle condizioni ambientali e meteorologiche il soccorso alpino può decidere se intervenire con l’elicottero oppure con l’intervento di una squadra a terra. Generalmente nei casi più gravi oppure nei casi di alpinisti incrodati sulle pareti rocciose interviene l’elicottero. In questo caso ci sono dei segnali convenzionali da usare e sono: la posizione in piedi con le braccia alzate a “Y” che significa YES e cioè abbiamo bisogno d’aiuto, siamo noi, oppure la posizione in piedi con un braccio alzato e uno abbassato (NO) che significa appunto non siamo noi, non atterrare qui.

segnali internazionali di soccorso alpino

Conclusioni

Per concludere quando si va in montagna l’incidente o l’imprevisto potrebbe sempre accadere. E’ importante perciò conoscere e sapere come si effettua una chiamata di soccorso per non risultare impreparati. Sono sempre di più le persone che frequentano la montagna e molto spesso o sono impreparati tecnicamente e fisicamente oppure sono alpinisti provetti che però sopravalutano le proprie capacità o sottovalutano il fatto che la natura in questi casi comanda sempre.

L’augurio è che non ci capiti mai di dover chiamare il soccorso alpino, mentre la raccomandazione importante è quella di utilizzare questa bellissima opportunità solo se ne abbiamo veramente bisogno, anche perchè il soccorso alpino è fatto da volontari che mettono a rischio la propria vita per salvare quella degli altri. Ricordo che l’intervento, in caso di abuso di chiamata, è a spese proprie e che l’elicottero vola solo in condizioni di meteo stabili e fino alle 7 di sera.

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Andrea Dianin

Andrea Dianin

Classe 1983, fin da bambino ho avuto la passione per la montagna, gli sport all'aria aperta e la natura. Nel 2011 mi sono iscritto al C.A.I. dove ho seguito diversi corsi (Escursionismo e Alpinismo). Oggi la montagna è una passione viva più che mai oltre che uno stile di vita. Architetto per professione e Blogger per passione nel 2020 ho fondato questo sito per trasmettere le mie conoscenze e la mia passione agli altri in modo da essere da stimolo e ispirazione per altri appassionati.

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