Come comportarsi se succede un piccolo incidente in montagna: consigli utili

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uomo escursione

Fare un’escursione in montagna da soli, con gli amici o in famiglia, è una cosa bellissima che ci fa stare bene. Non solo il fisico ma anche la mente e l’animo; quando si rientra da un’escursione in montagna si torna a casa rigenerati e carichi per affrontare la settimana lavorativa.

Per camminare in montagna però bisogna fare attenzione a molte cose perchè appunto il concetto è si passare una bella giornata in mezzo alla natura e rigenerarsi, ma anche quello di tornare a casa sani e salvi. Ed è proprio questo l’argomento di cui voglio parlarvi in questo articolo.

Cosa fare quando succede un problema

Durante un’escursione in montagna (da quella più semplice a quella un pò più impegnativa) possono sempre verificarsi piccoli incidenti causati da nostre negligenze oppure da cause di forza maggiore come ad esempio malesseri. Non necessariamente devono capitare a noi ma potrebbero succedere a persone che fanno parte del gruppo.

La prima cosa da fare in generale è quella di mantenere il più possibile calma e sangue freddo e nel caso di un gruppo farla mantenere anche agli altri. Agitarsi non serve a nulla anzi potrebbe peggiorare la situazione. La cosa importante è essere consapevoli che l’incidente potrebbe sempre accadere e in quel caso dobbiamo essere preparati ad affrontarlo e non essere sprovveduti.

Quindi se succede un incidente durante la nostra escursione dobbiamo imparare a riconoscerli, curarli con quello che abbiamo a disposizione, ma soprattutto prevenirli. Come si dice “prevenire è meglio che curare” è una regola che vale sempre. Molto utile e importante è avere sempre nello zaino un kit di pronto soccorso con garze, bende, cerotti e disinfettanti in modo da poter curare eventuali piccole ferite che possono capitare lungo il percorso. Potremmo farcelo autonomamente oppure acquistare dei kit già fatti e pronti all’uso come questo.

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Se invece al malcapitato capita un incidente serio, per cui non riesce a camminare o ha subito una ferita importante, non esitare a contattare il Soccorso Alpino componendo il numero 118 del SUEM. Ovviamente quando facciamo la chiamata un operatore ci farà tutta una serie di domande (luogo do ci troviamo, altitudine, versante, valutazione delle condizioni fisiche dell’infortunato, etc.) e più noi siamo precisi e siamo in grado di dare una risposta certa e più tempestivi ed efficaci sarà l’intervento. In base alla posizione, all’ora, alla gravità o meno della situazione, alle condizioni meteo e al tuo equipaggiamento ed abbigliamento, partirà una squadra da terra oppure si alzerà in volo un elicottero.

soccorso alpino

Ti ricordo che se sei tesserato CAI o se c’è un ricovero ospedaliero non paghi l’intervento, in caso contrario paghi (in caso di utilizzo dell’elicottero) 120 €/minuto. In ogni caso se dimostri che il danno è stato causato da forze di causa maggiore non imputabili a noi non si paga al contrario ci arriverà a casa la fattura.

Alcuni esempi di piccoli malesseri o incidenti

Come abbiamo visto quando facciamo un’escursione in montagna l’incidente è sempre dietro l’angolo, quindi dobbiamo sempre prestare la massima attenzione in tutto quello che facciamo senza lasciare nulla al caso. Ecco perchè ad esempio, quando prepariamo lo zaino dobbiamo sempre mettere all’interno un kit di pronto soccorso.

Vediamo ora una serie di piccoli incidenti e malesseri che possono succedere e cosa fare per curare e prevenire:

Contusioni

  • Come riconoscerle: dolore, gonfiore, colore bluastro.
  • Cosa fare: impacchi freddi con acqua o neve se presente e non affaticare la parte interessata.
  • Come prevenire: fai attenzione a dove metti i piedi, non correre (soprattutto su terreni ripidi e in presenza di ghiaia), evita le zone pericolose. Un ottimo aiuto potrebbe essere l’utilizzo dei bastoncini telescopici.

Distorsioni

  • Come riconoscerle: traumi di un’articolazione provocata da movimenti bruschi, dolore forte, gonfiore evidente, colorito bluastro, particolare difficoltà di movimento dell’arto.
  • Cosa fare: impacchi freddi con acqua o neve. I commercio vendono anche il ghiaccio istantaneo da tenere nel kit di pronto soccorso, che potrebbe rivelarsi molto utile in questi casi.
  • Come prevenire: fai attenzione a dove metti i piedi, non correre (soprattutto su terreni ripidi e in presenza di ghiaia), evita le zone pericolose. Uno scarpone da montagna con suola ben marcata e caviglia alta ti aiuterà a prevenire le distorsioni alle caviglie.

Piccole ferite

  • Come riconoscerle: pelle lacerata con esposizione più o meno marcata dei tessuti sottostanti, presenza di sangue.
  • Cosa fare: nel caso di abrasioni modeste disinfetta o, se impossibile, lava con acqua corrente pulita. Proteggi con garze sterili o con altri tessuti puliti.
  • Come prevenire: fai attenzione a dove metti i piedi, non correre (soprattutto su terreni ripidi e in presenza di ghiaia), evita le zone pericolose.

Esaurimento da calore

  • Come riconoscerle: debolezza, vertigini, nausea e mancanza di appetito, pupille dilatate.
  • Cosa fare: cerca subito una zona all’ombra, fresca e ventilata; utilizza come protezione il telo termico in dotazione nel kit pronto soccorso. Somministra con gradualità bevande non alcoliche a temperatura ambiente; in caso di svenimento solleva le gambe per favorire l’afflusso di sangue al cervello.
  • Come prevenire: evita sforzi prolungati a temperature eccessive, bevi con continuità e in abbondanza, riparati il capo con un cappello.

Ustioni da sole e oftalmia (forte bruciore e male agli occhi)

  • Come riconoscerle: arrossamento e bruciore della pelle e degli occhi per l’eccessiva esposizione ai raggi solari o al riverbero prolungato di neve, ghiaccio o ghiaioni.
  • Cosa fare: impacchi freddi con acqua o neve, collirio per gli occhi e protezione della pelle con garze sterili o altri tessuti puliti.
  • Come prevenire: coprirsi con indumenti adatti (anche in base alla quota e al proprio fototipo della pelle), usare creme protettive ed occhiali da sole con grado di protezione UV 3.

Lesioni da freddo

  • Come riconoscerle: possono riguardare zone localizzate, soprattutto quelle periferiche (mani, piedi, naso, orecchie), che si presentano prima pallidi, poi freddi, quindi cianotici, appaiono spesso gonfi e dolenti (fasi del congelamento). Possono riguardare l’intero organismo con sensibile abbassamento della temperatura corporea, con sintomi di sfinimento e sonnolenza (fasi dell’assideramento).
  • Cosa fare: spostarsi in luogo riparato da freddo e vento, riscaldare lentamente le parti colpite, anche con massaggi leggeri, coprire con indumenti caldi ed isolanti, dopo aver tolto e sostituito eventuali indumenti bagnati, allentare i lacci degli scarponi e somministrare bevande calde non alcoliche. Utilizzare anche il telo termico.
  • Come prevenire: vestirsi adeguatamente in base all’altitudine e alle condizioni meteo e la stagione con materiale tecnico di qualità, sostituire il vestiario bagnato o sudato, alimentarsi e allenarsi correttamente.

Alta quota e mal di montagna

  • Come riconoscerlo: può comparire oltre una certa quota (in genere sopra i 2500 metri) con cefalea, nausea, senso di spossatezza, respirazione affannosa e talvolta con sintomi di eccitazione.
  • Cosa fare: scendi con gradualità a quote inferiori
  • Come prevenirlo: adattati gradualmente e con l’allenamento all’altitudine, e fai attenzione ai rapidi dislivelli in poco tempo (come ad esempio la funivia).

mal di montagna e alta quota

Oltre al problema del mal di montagna l’alta quota potrebbe essere pericolosa per tutti quei soggetti che soffrono di ipertensione.

Punture di insetti

  • Come riconoscerle: piccolo segno cutaneo con gonfiore ed arrossamento, dolore e prurito.
  • Cosa fare: rimuovi eventuali pungiglioni, disinfetta o lava con acqua corrente pulita se possibile, applica una pomata antistaminica.
  • Come prevenire: osserva con attenzione l’ambiente ed i luoghi che percorri, evita i nidi degli insetti e non molestarli.

Zecche

  • Come riconoscerle: piccole, dalle dimensioni iniziali di 2-4 mm, dal colore grigio scuro-nero sino al marroncino.
  • Cosa fare: dopo un’escursione esamina anche con l’aiuto di un’altra persona la pelle di tutto il corpo alla ricerca di un’eventuale zecca. Se presente non strapparla ma asportala il prima possibile (creme, olio, alcool possono favorire l’estrazione della zecca che si effettuerà con una pinzetta apposita, da tenere nello zaino, afferrandola il più vicino possibile alla pelle trazionando e ruotando in senso antiorario). Eventuali frammenti di parassita rimasti in sede non sono un problema e possono essere rimossi successivamente presso una struttura sanitaria. E’ bene osservare la zona della puntura per qualche settimana; se compare una chiazza rossa che tende ad allargarsi bisogna rivolgersi al medico curante.
  • Come prevenirle: conoscere il territorio ed evitare i luoghi dove sono più presenti (erba alta, luoghi umidi). Indossare calzettoni alti e pantaloni lunghi aderenti, maglie a maniche lunghe, non appoggiarsi al terreno o sedersi a terra, evitare zone con vegetazione fitta ed erba alta, quindi cercare di camminare sempre lungo i sentieri battuti. Procurarsi presso una farmacia di appositi stick o spray antizecche da fissare sulla pelle o sul vestiario prima di iniziare l’escursione. Ogni tanto con la mano date due tre colpi sulle caviglie e sulle gambe fino alle ginocchia e poi controllatevi le mani.
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Andrea Dianin

Andrea Dianin

Classe 1983, fin da bambino ho avuto la passione per la montagna e la natura. Nel 2011 mi sono iscritto al C.A.I. dove ho seguito diversi corsi (Escursionismo e Alpinismo). Oggi la montagna è una passione viva più che mai oltre che uno stile di vita. Faccio il Blogger per professione e recentemente ho deciso di aprire questo sito per trasmettere le mie conoscenze e la mia passione agli altri.

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