Classificazione valanghe e scala del pericolo

Classificazione valanghe e scala del pericolo
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La frequentazione dell’ambiente innevato comporta la conoscenza delle condizioni meteorologiche e anche del bollettino valanghe.

classificazione valanghe

Il pericolo principale in inverno oltre al mutamento del meteo è proprio la condizione del manto nevoso e il pericolo del possibile distacco di una valanga.

La classificazione delle valanghe

Classificare le valanghe non è per niente semplice perchè è un fenomeno naturale spesso imprevedibile. La forza distruttrice di una valanga può essere enorme: l’unica arma per difendersi è conoscere l’ambiente, prevenire e conoscere il bollettino delle valanghe.

Per caratterizzare una valanga è necessario definire una serie di criteri :

  • Tipo di distacco: con distacco puntiforme si ha una valanga di neve a debole coesione, con distacco lineare una valanga a lastroni
  • Posizione della linea di slittamento: in questo caso si avrà una valanga di superficie, oppure una valanga di fondo
  • Umidità della neve: in base alla quantità d’acqua presente nella neve possiamo avere valanghe di neve umida o bagnata e valanghe di neve asciutta che a loro volta si distinguono in polverose o nubiformi.
  • Forma del percorso: se la valanga avviene all’interno do un canalone viene detta incanalata, se invece scorre su un pendio aperto è una valanga di versante
  • Tipo di movimento: in questo caso si può avere una valanga radente oppure nubiforme quando si presenta sotto forma di nuvola di polvere di neve
  • Cause innescante: in base al tipo di causa possiamo avere valanghe spontanee o valanghe provocate.

Fattori che possono innescare una valanga

I fattori principali che possono innescare una valanga sono:

  • un’inclinazione del pendio superiore ai 27°
  • la morfologia del terreno
  • la quota
  • la copertura vegetale
  • accumuli prodotti dal vento
  • il sovraccarico esterno (persone o animali)

Come leggere una valanga

In ogni valanga, al di la del tipo, della sua natura ed estensione, è possibile individuare tre zone:

  1. La zona di distacco: è la zona dove ha origine il distacco della neve e si trova nella parte alta in prossimità di creste e dorsali, al di sopra della vegetazione, oppure dove la neve si accumula per effetto del vento e di nuove precipitazioni nevose.
  2. La zona di scorrimento: è l’area appena sotto l’area di distacco ed è la zona dove la valanga raggiunge la sua massima velocità. In genere in questa zona si trovano elevate pendenze e scarsa o assente vegetazione.
  3. La zona di accumulo: è la zona dove si accumula tutta la neve che si è staccata dall’alto. Qui la neve si deposita rallentando la sua corsa e in genere è un ampio ripiano o un fondovalle. E’ in questa zona dove in genere si cercano le persone munite di artva pala e sonda per effettuare l’autosoccorso in valanga.

Tipologie di valanghe in base al tipo di neve

Abbiamo visto quindi che ci sono diversi tipi di neve e ci sono diversi tipi di valanghe ugualmente tutte pericolose e mortali. Forse le valanghe più pericolose in assoluto e che lasciano veramente pochè possibilità di sopravvivenza sono le valanghe a lastroni; anche se ti recuperano vivo è molto probabile avere qualche lesione agli arti o peggio qualche lesione interna.

Quindi è molto importante conosce bene l’ambiente innevato in tute le sue sfaccettature per non incorrere in rischi e pericoli. Alla fine poco interessa se è di un tipo o di un altro perchè le modalità di prevenzione e le procedure di autosoccorso sono le stesse. L’unico modo per evitare di farsi male è avere le conoscenze giuste e adottare la massima prudenza e precauzione.

Ma a questo punto voglio parlarti dei quattro tipi di valanghe in base al tipo di neve che si possono presentare nell’arco alpino.

1 – Valanghe di neve a debole coesione

Questa tipologia di valanga si manifesta solitamente su pendii con un’inclinazione che va dai 40° ai 60°. Le valanghe a debole coesione sono quelle meno pericolose e si formano dal distacco di una o più particelle di neve incoerente che scendendo si unisce ad altra neve innescando una massa che scendendo assume una forma triangolare detta “a pera”. In genere se l’inclinazione del pendio è modesta la distanza percorsa è piccola e non raggiungono grandi velocità.

Le valanghe di neve a debole coesione possono essere di neve asciutta e polverosa oppure di neve bagnata; n questo secondo caso hanno un movimento lento ma la neve ha una densità maggiore (300-500 kg/mc). Queste valanghe si generano di solito in pieno inverno, con temperature basse e dopo abbondanti nevicate.

valanga debole coesione
Valanga di neve a debole coesione

2 – Valanghe di neve a lastroni (elevata coesione)

Le valanghe a lastroni sono quelle più pericolose e micidiali perchè lasciano poche possibilità di sopravvivenza. In questa tipologia di valanga, che si manifesta su inclinazioni che vanno dai 30° ai 50°, si staccano interi blocchi e lastre di ghiaccio e neve che scendendo si frantumano in tanti blocchi di dimensioni minori. Il distacco avviene perchè negli strati sottostanti c’è uno strato di debole coesione e funziona da piano di slittamento. Alla minima sollecitazione (movimenti di compressione, trazione o taglio) provocate da sciatori o ciaspolatori, il blocco si stacca.

Le valanghe a lastroni possono essere di superficie oppure di fondo: la loro caratteristica è appunto quella di avere un potere distruttivo enorme perchè possono raggiungere velocità elevate in poco spazio avendo tra l’altro una forte accelerazione.

valanga lastroni
Valanga di neve a lastroni

3 – Valanghe di neve umida o bagnata

La neve umida come si può intuire è molto più pesante di quella asciutta (densità circa 300-400 kg/mc). Si parla di neve umida o bagnata quando contiene acqua allo stato liquido a una temperatura di 0°C. Questo tipo di valanghe possono essere sia di debole coesione che elevata coesione e si formano generalmente nel periodo primaverile, ovvero a fine stagione, causate dal forte rialzo delle temperature. Si possono generare su pendii inferiori ai 30° e visto il peso della neve travolgono e spingono a valle tutto ciò che incontrano.

valanga umida o bagnata
Valanga di neve umida o bagnata

4 – Valanghe di neve asciutta e valanghe miste

Le valanghe di neve asciutta si formano dal distacco di un lastrone di neve asciutta che scendendo, viste le elevate pendenze, la neve si mescola all’aria formando una nube di neve fredda e asciutta. Il blocco scendendo si spezza e ingloba grandi quantità d’aria. Su elevate pendenze la componente polverosa e quella radente del lastrone procedono alla stessa velocità, mentre su pendenze minori la componente polverosa si muove con una velocità maggiore.

valanga polverosa
Valanghe miste di neve asciutta

Perchè cadono le valanghe?

Le valanghe cadono per vari motivi:

  • a seguito di metamorfismi e altre trasformazioni che avvengono nel manto nevoso
  • azione sistematica del vento che influisce anche sui processi di metamorfismo
  • andamento delle temperature abbinata all’esposizione del versante
  • incidenza della quota e dell’inclinazione del pendio
  • quantità di neve accumulata in base alla morfologia del terreno
  • azione esterna dell’uomo o di animali.

Inoltre le valanghe generalmente cadono nella stagione invernale (da Dicembre ad Aprile) ma a quote elevate possono capitare anche durante altri periodi dell’anno. Una distinzione comunque va fatta fra valanghe “immediate” (che accadono durante la nevicata o subito dopo) e quelle cosiddette “ritardate” che si verificano dopo qualche giorno o settimana.

Le uniche armi che abbiamo per difenderci sono: conoscenza, prudenza e prevenzione che avviene leggendo bollettino meteorologico e il bollettino valanghe.

Cos’è il bollettino valanghe

Se in estate prima di fare un’escursione dobbiamo sempre guardare il bollettino meteorologico in inverno oltre al bollettino meteo e lo stato della neve al suolo bisogna assolutamente guardare il bollettino valanghe.

Il bollettino valanghe, emesso con frequenza e regolarità da AINEVA, è un bollettino che da indicazioni precise su:

  • stabilità del manto nevoso
  • probabilità di distacco valanghe
  • indicazioni per sciatori ed escursionisti
  • luoghi maggiormente pericolosi e da evitare (esposizione versante e quota)
  • scala del pericolo (contrassegnata da un numero, un’icona e un colore).

Cos’è la scala del pericolo

La scala del pericolo è una tabella che descrive in modo sintetico ma dettagliato e intuitivo quel’è il grado di pericolosità in quella determinata area. Il gradi di pericolo viene definito in base a quattro fattori:

  1. il consolidamento del manto nevoso
  2. la probabilità di distacco
  3. le cause del distacco
  4. la dimensione delle valanghe

La scala del pericolo è suddivisa in 5 gradi, con livello di pericolo crescente in maniera esponenziale, contrassegnati da un’icona significativa e da un colore che va dal verde al rosso:

  • Gradi 1: DEBOLE
  • Grado 2: MODERATO
  • Grado 3: MARCATO
  • Grado 4: FORTE
  • Grado 5: MOLTO FORTE

scala pericolo valanghe

Classificazione in base alle dimensioni

Le valanghe vengono classificate anche in base alle loro dimensioni:

  1. Valanghe di piccole dimensioni (scaricamento)
  2. Valanghe di medie dimensioni
  3. Valanghe di grandi dimensioni
  4. Valanghe di dimensioni molto grandi
  5. Valanghe di dimensioni estreme

Conclusioni

Dopo aver letto questo articolo probabilmente ti sarai spaventato e ti starai domandando: ma allora meglio stare a casa e andare in montagna solamente d’estate? La risposta è no, nel senso che se ti piace andare in montagna allora ti posso assicurare che anche d’inverno la montagna regala emozioni uniche.

Certo i pericoli e il rischio aumenta sicuramente, ma con la dovuta preparazione, allenamento e conoscenza teorica, l’abbigliamento corretto, la strumentazione adatta per fare l’autosoccorso in valanga e la conoscenza del bollettino meteorologico e del bollettino valanghe non ci sono problemi. Come sempre prevenire è meglio che curare, quindi basta evitare le zone pericolose e andare a fare itinerari alle nostre capacità.

Per chi pratica un certo tipo di attività in alta quota sulla neve o su pendii superiori ai 27° (ciaspolatori esperti e scialpinisti) potrebbe essere molto utile, oltre all’attrezzatura necessaria (caschetto, artva, pala e sonda) avere anche uno zaino con l’airbag: sono zaini di ultima generazione forniti da Mammut ® o Ortovox ® che in caso di valanga si apre il palloncino e funziona da airbag aiutandoci a “gallegiare” e a rimanere in superficie nel caso fossimo travolti da una valanga e proteggono anche la schiena.

Sono un pò cari come tutte le cose tecniche e l’attrezzatura ma per chi va in montagna e pratica l’ambiente innevato deve acquistare determinati prodotti. Ovviamente non danno la certezza di sopravvivere ma sicuramente possono essere di aiuto in certe situazioni.

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Andrea Dianin

Andrea Dianin

Mi chiamo Andrea, sono un architetto e da sempre, fin da ragazzino ho avuto la passione per la montagna. Inizialmente montagna per me significava sciare e fare una passeggiata ogni tanto, oggi è una passione viva più che mai oltre che uno stile di vita. Dieci anni fa ho deciso di iscrivermi al CAI di Padova dove ho seguito diversi corsi (Escursionismo e Alpinismo) e sto facendo un percorso per diventare Accompagnatore di Escursionismo. Frequento la montagna durante tutto l'anno, sia in estate che in inverno, facendo attività personale e all'interno del CAI.

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