Classificazione delle rocce e ciclo litogenetico5 min read

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classificazione rocce

Conoscere i vari tipi di rocce e i processi di formazione è importante non solo per cultura personale ma anche per conoscere l’ambiente e il terreno dove ci muoviamo a piedi oppure arrampicando.

Classificazione delle rocce

I processi geologici connessi alla tettonica a zolle, generano le catene montuose, che sollevano e portano in superficie rocce di vario tipo, esponendole agli agenti atmosferici, i bacini, dove si accumulano i sedimenti e si modificano fisicamente e chimicamente, zone di subduzione, che trascinano le rocce in profondità, modificandole anche in questo caso attraverso processi fisici e chimici.

Le rocce possono essere classificate con diversi sistemi:

  • Genesi (magmatiche, metamorfiche, sedimentarie):
  • Proprietà fisiche e meccaniche (rocce consolidate e non consolidate);
  • Composizione mineralogica (unico minerale o più minerali);
  • Tessitura (grado di cristallinità, forma dei minerali, relazioni spaziali e di forma tra i vari costituenti).

Rocce sedimentarie

I processi (fisici e chimici) che portano alla formazione delle rocce sedimentarie possono essere suddivisi in 4 fasi: erosione, trasporto, sedimentazione, diagenesi (seppellimento dei sedimenti).

Le rocce sedimentarie derivano dall’erosione delle rocce (che possono essere sedimentarie, metamorfiche o magmatiche) e dalla sedimentazione dei detriti, processo che avviene nei bacii sedimentari, fiumi, laghi e, soprattutto, oceani; o si formano in seguito a processi chimici od organogeni.

Esse si possono classificare in:

  • Clastiche (non consolidate o consolidate);
  • Chimiche/organogene (biochimiche e chimiche).

A seconda della grandezza dei frammenti, le rocce sedimentarie clastiche si classificano in:

  • ghiaie (non consolidate) > conglomerati, con spigoli tondeggianti;
  • brecce (consolidate) con spigoli vivi;
  • sabbie (non consolidate) > arenarie (consolidate);
  • argille (non consolidate) > argilliti (consolidate).

Le rocce organogene comprendono:

  • rocce bioclastiche, formate da semplici accumuli di gusci e apparati scheletrici;
  • rocce biocostruite, formate da ammassi di organismi costruttori (le scogliere e gli atolli dei mari tropicali);
  • depositi organici, formati da accumuli di sostanza organica (carboni).

Le rocce sedimentarie sono caratterizzate dalla stratificazione: intervalli, più o meno omogenei come litologia e dimensione dei granuli, sono interrotti da giunti di stratificazione corrispondente al termine di un ciclo di deposizione. Gli strati possono avere spessori diversi, da pochi centimetri a qualche metro.

Le rocce sedimentarie di maggior interesse per l’alpinista sono:

  • i conglomerati: si presentano come ammassi di ciottoli o ghiaie saldati tra loro; se ben cementati possono offrire originali scalate, nonostante gli appigli tondeggianti e la scarsa possibilità di sistemare protezioni che non siano ad espansione.
  • le arenarie: ne esistono molti tipi, classificabili a seconda della natura dei granuli e del cemento. Costituiscono spesso pareti interessanti per l’arrampicata. In Italia il rilievo più importante e conosciuto è la Pietra di Bismantova;
  • i calcari e le dolomie: costituiscono gran parte delle Prealpi, le Dolomiti, le Alpi Carniche e Giulie, molti monti dell’Austria, le Prealpi calcaree svizzere, il Giura. Inoltre formano le gole del Verdon, il Gran Sasso d’Italia, i rilievi del Carso e della Dalmazia. L’aspetto superficiale delle rocce calcaree è diverso da quello delle rocce dolomitiche. La Dolomia, un poco più dura ma anche più fragile, è più resistente del calcare alla corrosione dell’acqua.

LEGGI ANCHE: Quali sono le differenze tra Alpi e Dolomiti?

Rocce Magmatiche (o Ignee)

Le rocce magmatiche derivano dalla solidificazione e dalla cristallizzazione di una massa fusa fluida, chiamata magma. Esse si suddividono in due categorie: intrusive e effusive.

Rocce magmatiche intrusive (o plutoniche)

Queste rocce si formano quando il magma si solidifica all’interno della Terra, a profondità variabili in camere magmatiche. In queste condizioni il magma ha tempo di raffreddarsi lentamente formando una roccia nella quale ogni minerale ha il tempo di crescere e acquisisce la sua forma cristallina ed è riconoscibile ad occhio nudo.

Fra i principali tipi di rocce magmatiche intrusive ci sono: il granito, la granodiorite, la sienite, la diorite, e il gabbro, tutte caratterizzate da un colore grigio scuro.

Il massiccio del Monte Bianco è interamente costituito di granito, come anche le Torri del Baltoro, quelli dei gruppi del Paine e del Fitz Roy e le montagne dello Yosemite in California. In Italia il granito è molto presente ad esempio sulla catena del Lagorai soprattutto nella zona di Cima d’Asta.

Rocce magmatiche effusive (o vulcaniche)

Queste rocce si formano quando il magma raggiunge la superficie, attraverso fratture, e si solidifica in ambiente aereo o marino. Fra i principali tipi di rocce magmatiche effusive (vulcaniche) ci sono il porfido e il basalto. In questo caso il porfido ha un colore tendente al rosso, il basalto invece è molto scuro tendente al nero.

Quando le rocce effusive prendono forma dei vulcani possono, talvolta, attirare l’alpinista per l’eccezionale regolarità delle loro forme e offrire impegnative ascensioni se ricoperte di ghiaccio. Le rocce vulcaniche più diffuse al mondo sono i basalti, di caratteristico colore verde scuro o nerastro e peso elevato.

Rocce Metamorfiche

Derivano dalla trasformazione mineralogica e strutturale di rocce (sedimentarie e magmatiche) quando sono trasportate ad elevate profondità, dove subiscono un incremento di pressione e di temperatura, o quando vengono a contatto di corpi magmatici. Esse possono essere di due tipi:

  • Non scistose
  • Scistose.

Il metamorfismo consiste nella modificazione della tessitura e composizione mineralogica di una roccia; le trasformazioni sono prodotte da un insieme di processi, fisici e chimici, innescati dall’incremento della temperatura e della pressione. Il metamorfismo comporta la trasformazione di una roccia pre-esistente (magmatica, sedimentaria o metamorfica) in una roccia completamente differente.

Il metamorfismo può essere di due tipi:

  1. Metamorfismo di contatto: è causato dal forte riscaldamento operato da un corpo magmatico di alta temperatura  entro rocce pre-esistenti. Si manifesta in settori poco profondi della crosta, in condizioni di bassa pressione e in un intervallo di temperatura variabile. Queste trasformazioni interessano una zona di estensione ridotta attorno al corpo intrusivo (aureola di contatto).
  2. Metamorfismo regionale: interessa, volumi di roccia molto grandi, che possono estendersi per centinaia di chilometri, ed è legato alle grandi deformazioni della crosta terrestre, e quindi ai processi legati alla tettonica delle placche. Il metamorfismo regionale determina la formazione di nuovi minerali e conferisce alla roccia una nuova tessitura orientata (scistosità).

Il ciclo litogenetico o ciclo delle rocce

Dai tipi di rocce presenti nella crosta terrestre e sulla loro origine si può dedurre come ci sia in realtà un ciclo continuo, che dal passato continua a riprodursi anche oggi. Si ha così una continua trasformazione di rocce, da quelle sedimentarie a quelle intrusive a quelle metamorfiche, con un complesso intreccio di passaggi tra le une e le altre.

Tutti questi processi continuano nel tempo e interagiscono tra di loro e i vari tipi di roccia (magmatiche, metamorfiche, sedimentarie) continuano a formarsi e trasformarsi attraverso quello che viene chiamato il ciclo litogenetico o ciclo delle rocce. Il motore di questo ciclo è la tettonica delle placche atmosferiche.

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