Classificazione delle difficoltà escursionistiche e alpinistiche8 min read

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classificazione difficoltà escursionistiche e alpinistiche

Per affrontare al meglio un itinerario escursionistico o alpinistico che sia è molto importante sapere qual’è il gradi di difficoltà per tarare le nostre capacità e conoscenze in funzione del percorso scelto.

Quando si decide di affrontare un percorso in montagna pianificare bene ogni cosa in modo da non trovare brutte sorprese e trasformare quella che dovrebbe essere una bella giornata in una brutta esperienza.

Nelle varie valutazioni da fare a casa durante la fase di ideazione e preparazione un valido aiuto arriva dalla classificazione dei sentieri e dei vari percorsi che ci danno un’indicazione su cosa andremo ad affrontare. Sta a noi poi decidere se affrontare o meno quel percorso in base alle nostre capacità e conoscenze e a quelle dei nostri compagni.

Classificazione delle difficoltà

Quando si pianifica l’escursione “a tavolino” a casa sono molti gli aspetti da valutare al fine di ridurre il più possibile il rischio che un evento dannoso si possa verificare e per il buon esito dell’uscita senza incidenti. Uno degli aspetti più importanti è guardare come un determinato sentiero, percorso o itinerario è classificato ovvero qual’è il suo grado di difficoltà.

Il CAI (Club Alpino Italiano) per convenzione classifica le escursioni estive e invernali, i sentieri, le vie ferrate, le vie normali, le vie di arrampicata e di roccia con delle sigle che stanno a indicare determinate caratteristiche e grado di difficoltà. In questo modo si potrà già sapere in anticipo se saremo in grado o meno di fare quel percorso e nel caso immaginare cosa potremmo aspettarci.

Questo vale anche nel caso in cui andiamo via con amici e conoscenti magari meno esperti di noi e dobbiamo dargli delle indicazioni sul giro da fare. Queste classificazioni le ritroviamo sul campo leggendo cartelli e segnavia ma anche sulle carte topografiche e sulle relazioni che si possono leggere su libri e riviste o sul web.

Difficoltà escursionistiche

Per differenziare l’impegno richiesto dagli itinerari di tipo escursionistico si utilizzano le 5 sigle della scala CAI. Questa classificazione è utile non solo per distinguere il diverso impegno richiesto da un itinerario ma anche per definire in modo chiaro il limite tra le difficoltà escursionistiche e le difficoltà alpinistiche.

La classificazione delle difficoltà escursionistiche è la seguente:

T (turistico) = Itinerari su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2.000 m di quota. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.

E (escursionistico) = Itinerari che si svolgono su sentieri di ogni genere, oppure su evidenti tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni; possono esservi brevi tratti pianeggiati o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi, dove tuttavia i tratti esposti sono in genere protetti o assicurati (cavi). Possono avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi nè impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (scalette, pioli o cavi) che però non necessitano dell’utilizzo di equipaggiamento specifico (imbracatura, moschettoni, etc.).

EE (per Escursionisti Esperti) =  Si tratta di itinerari generalmente segnalati ma che implicano una capacità di muoversi su terreni particolari:

  • sentieri o tracce su terreno impervio e infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce di erba, o di roccia e detriti);
  • terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, etc.);
  • tratti rocciosi, con brevi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minore impegno). Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci.

Tali percorsi necessitano di esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino, passo sicuro e assenza di vertigini, equipaggiamento e attrezzatura e preparazione fisica adeguate. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbracatura, corda).

EEA (per Escursionisti Esperti con Attrezzature) = Questa sigla si utilizza per certi percorsi attrezzati o che ferrate, al fine di preavvertire l’escursionista che l’itinerario richiede l’uso dei dispositivi di autoassicurazione. I gradi E, EE, EEA possono avere una ulteriore suddivisione di inferiore (-) o superiore (+).

EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato) = Itinerari in ambiente innevato che richiedono l’utilizzo di racchette da neve o ciaspole, con percorsi evidenti e riconoscibili, con facili vie di accesso, di fondo valle o in zone boschive non impervie o su crinali aperti e poco esposti, con dislivelli e difficoltà generalmente contenuti che garantiscano sicurezza di percorribilità.

Classificazione delle difficoltà su via ferrata

Alla sigla generica EEA che come abbiamo visto indicano i sentieri attrezzati e le vie ferrate che richiedono l’utilizzo del kit da ferrata (casco, imbracatura e kit EAS) il Centro Studi Materiali e Tecniche assieme alle Scuole di Alpinismo e alla Commissione Escursionismo del CAI hanno adottato un’ulteriore classificazione di questi percorsi più completa ed esaustiva del gradi di difficoltà. Questa classificazione verrà adottata per classificare i percorsi attrezzati esistenti in Italia.

Scala di gradazione delle difficoltà globali su vie ferrate:

EEA – F (ferrata Facile) = Sentiero attrezzato poco esposto e poco impegnativo con lunghi tratti di cammino. Tracciato molto protetto, con buone segnalazioni, dove le strutture metalliche si limitano al solo cavo o catena fissati unicamente per migliorare la sicurezza.

EEA – PD (ferrata Poco Difficile) = Ferrata con uno sviluppo contenuto e poco esposta. Il tracciato è di solito articolato con canali, camini e qualche breve tratto verticale, facilitato da infissi come catene, cavi, pioli o anche scale metalliche.

EEA – D (ferrata Difficile) = Ferrata di un certo sviluppo che richiede una buona preparazione fisica e una buona tecnica. Il tracciato è spesso verticale ed in alcuni casi supera anche qualche breve strapiombo, molto articolato, con lunghi tratti di esposizione; attrezzato con funi metalliche e/o catene, pioli e/o scale metalliche.

EEA – TD (ferrata Molto Difficile) = Ferrata con passaggi aerei e tecnici, che richiedono un’ottima preparazione fisico atletica e una buona tecnica di progressione. Il tracciato si svolge su rocce ripide ed estremamente articolate e a volte supera direttamente strapiombi con l’aiuto pochi punti di appoggio artificiali. L’attrezzatura oltre alle funi metalliche e alle catene è realizzata con pioli o gradini artificiali.

EEA – ED (ferrata Estremamente Difficile) = La valutazione estremamente difficile è da ritenersi tale quando il tracciato prevede passaggi acrobatici, a volte creati ad arte, che in questo caso sono segnalati. Per aumentare l’impegno fisico il tracciato è provvisto solo di funi o catene e i gradini artificiali sono rari. Per il superamento delle difficoltà del percorso quali pareti verticali e strapiombi bisogna essere in possesso di una discreta tecnica di arrampicata e di un’ottima forza fisica.

Parametri di valutazione delle difficoltà di una ferrata per la gradazione globale

Questi invece sono quattro parametri che vengono utilizzati per la valutazione delle difficoltà di una ferrata da usare per la gradazione globale.

  • Impegno tecnico:
    1. Senza alcuna difficoltà e presenza abbondante di attrezzatura;
    2. Sono presenti ponti, scale, etc. e a volte è richiesto il contatto con la roccia;
    3. Molti tratti verticali o strapiombanti, richiesto il contatto con la roccia, conoscenza uso puleggia.
  • Impegno fisico:
    1. Richiede un impegno fisico equivalente ad una escursione media effettuata a piedi;
    2. Richiede un buon impegno di forza fisica e un buon allenamento;
    3. Richiede un ottimo allenamento e una buona resistenza allo sforzo.
  • Esposizione:
    1. Esposizione leggera;
    2. Moderatamente esposta con alcuni punti aerei;
    3. Molto esposta con numerosi passaggi aerei.
  • Posizione geografica:
    1. Pianura: clima in genere caldo;
    2. Montagna: quota compresa dai 1000 ai 2000 metri (attenzione a temporali, vento e freddo);
    3. Alta montagna: quota superiore ai 2000 metri (presenza di tratti innevati, attenzione a temporali, vento e freddo).

LEGGI ANCHE: Nuova normativa set da ferrata (EN 958:2017)

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Difficoltà alpinistiche

Finora abbiamo affrontato le difficoltà escursionistiche mentre ora diamo uno sguardo alle difficoltà alpinistiche. Sono due cose nettamente distinte che richiedono conoscenza tecnica, culturale e preparazione fisica maggiori. Le vie ferrate si possono comunque considerare la “terra di mezzo” o l’anello di unione tra l’escursionismo e l’alpinismo.

Le valutazioni delle difficoltà alpinistiche fanno riferimento alla montagna in buone condizioni e con tempo favorevole. Esse valgono per alpinisti preparati fisicamente e psicologicamente per il livello di difficoltà prescelto. Le difficoltà sono espresse con quattro tipi di indicazioni:

Difficoltà su roccia

Le difficoltà considerate in arrampicata libera si intendono superate senza impiegare i mezzi di assicurazione intermedi per la progressione o per il riposo. Molte guide per la valutazione dei passaggi fanno riferimento alla scala UIAA che utilizza i numeri romani; è tuttavia assai diffuso anche l’impiego della scala francese che adotta numeri arabi.

Di seguito riporti una tabella esemplificativa dove vengono descritti i gradi della scala UIAA e a fianco sono riportati una tabella comparativa tra la scala UIAA e la scala francese. Ogni grado UIAA può avere una ulteriore suddivisione di inferiore (-) o superiore (+).

Gradazione

Scala UIAA

Scala Francese

Primo grado

Eè la forma più semplice dell'arrampicata, bisogna già scegliere l'appoggio per i piedi; le mani utilizzano frequentemente gli appigli per mantenere l'equilibrio. Non è adatto a chi soffre di vertigini.

I

II

1

2

Secondo grado

Qui inizia l'arrampicata vera e propria, che richiede lo spostamento di un arto alla volta e una corretta impostazione dei movimenti. Appigli e appoggi sono ancora abbondanti.

III

IV

V -

3

4

5 a

Terzo Grado

La struttura rocciosa, già più ripida o addirittura verticale, offre appigli o appoggi più rari e può già richiedere l'uso della forza. Di solito i passaggi non si risolvono ancora in maniera obbligata.

V

V +

VI -

5 b

5 c

Quarto grado

Appigli e appoggi divengono ancora più rari e/o esigui. Richiede una buona tecnica di arrampicata applicata alle varie strutture rocciose (camini, fessure, spigoli, etc.) come pure un certo grado di allenamento specifico

VI

VI +

VII -

VII

6a

6a +

6b

6b +

Quinto grado

Appigli e appoggi sono decisamente rari ed esigui. L'arrampicata diviene delicata (placche, etc.) o faticosa (per l'opposizione o incastro in fessure e camini). Richiede normalmente l'esame preventivo del passaggio.

VII +

VIII -

VIII

6c

6c +

7a

7a +

Sesto grado

Apprigli e/o appoggi sono esigui e disposti in modo da richiedere una combinazione particolare di movimenti ben studiati. La struttura rociosa può costringere a un'arrampicata delicatissima, oppure dacisamente faticosa dov'è strapiombante. Necessita un allenamento speciale e forza notevole nelle braccia e nelle mani

VIII +

IX -

IX

IX +

7b

7b +

7c

7c +

8a

Settimo grado

Sono presenti appigli e/o appoggi minimi e molto distanziati. Richiede un allenamento sofisticato con particolare sviluppo della forza delle dita, delle doti di equilibrio e delle tecniche di aderenza.

X -

X

X +

8a +

8b

8b +

8c

Caratteristiche della via

La guida fornisce precisazioni sulla lunghezza, intesa come dislivello delle pareti misurato dalla crepacciata terminale o dall’attacco fino all’uscita o alla cima; oppure considerata come sviluppo per certe creste o per salite dallo svolgimento non lineare. Vengono date precisazioni sulla continuità delle difficoltà, qualità della roccia, stato della chiodatura, pericoli oggettivi, possibilità di ripiegare o di deviare dalla via, etc.

Valutazione d’insieme

Si tratta di una valutazione complessiva, sia del livello tecnico che dell’impegno globale, anche psichico, richiesto da una ascensione, che tiene conto delle difficoltà e delle caratteristiche. Si considerano l’isolamento, la variabilità di condizioni del terreno, le difficoltà di una ritirata, etc. Viene espressa mediante le sette sigle seguenti che possono essere completate con un (+) o un (-) per fornire una maggiore definizione:

  • F = facile
  • PD = poco difficile
  • AD = abbastanza difficile
  • D = difficile
  • TD = molto difficile
  • ED = estremamente difficile
  • EX = eccezionalmente difficile

Difficoltà su neve e ghiaccio

Per questo genere di ascensioni si considerano le condizioni mediamente buone (non ottime) della montagna. Per analogia con la valutazione d’insieme delle salite su roccia, pur tenendo conto della variabilità degli elementi, si usano le stesse sigle (F, PD, AD, D, TD, ED, EX) e vengono fornite le inclinazioni dei pendii in gradi.

LEGGI ANCHE: Quali sono le scale di difficoltà nello scialpinismo

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