Cesare Maestri il “Ragno delle Dolomiti”6 min read

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Cesare Maestri è stato uno dei più forti alpinisti delle Dolomiti, un pioniere del sesto grado tanto da aggiudicarsi il soprannome di “Ragno delle Dolomiti”. Cesare Maestri oltre che un fortissimo alpinista e scalatore, è stato anche uno scrittore e un partigiano durante la Seconda Guerra Mondiale.

cesare maestri il ragno delle dolomiti

Non esistono montagne impossibili. Esistono solo uomini che non sono capaci di salirle. cit. Cesare Maestri

Chi era Cesare Maestri

Per le sue capacità alpinistiche Cesare Maestri ben presto si è guadagnato l’appellativo “Il Ragno delle Dolomiti”, un vero e proprio innovatore del mondo dell’alpinismo. L’alpinista trentino, erede indiscusso di Emilio Comici, è stato uno dei primi a confrontarsi con i complicati itinerari di sesto grado, perlopiù da solo sia in salita che in discesa. Cesare Maestri, oltre ad essere stato uno scalatore di alto profilo, è stato anche scrittore e partigiano, combattendo attivamente sui monti trentini.

Un innovatore del mondo dell’alpinismo che ha saputo dare un grande impulso alla pratica, con dei modi nuovi di contatto con le montagne e contribuendo attivamente alla realizzazione di nuovi materiali per le scalate. Suo malgrado, nel 1954, è stato escluso dalla spedizione al K2 per un problema allo stomaco poi rivelatosi praticamente inesistente.

Cesare Maestri: la vita

Cesare Maestri è nato a Trento il 2 ottobre 1929 e per più di 40 anni ha vissuto a Madonna di Campiglio dove per diverso tempo si è occupato della gestione del negozio “La bottega di Cesare Maestri”. La sua vita viene subito funestata da un evento drammatico perché, a soli 7 anni, rimane orfano di mamma. Da quel momento cresce assieme al papà Toni Maestri e ai suoi due fratelli, Anna e Giancarlo. Tutto sommato una vita piuttosto tranquilla fino all’armistizio dell’8 settembre del 1943. Dopo l’armistizio infatti il padre Toni viene accusato di attività antiaustriaca e condannato a morte, costretto per questo a rifugiarsi con la famiglia prima a Ferrara e in seguito a Trento. Appena quattordicenne, qui Cesare Maestri sceglie di unirsi ai partigiani tra le montagne amiche. Una volta finita la guerra, il padre lo manda a Roma per studiare recitazione, come i suoi fratelli.

Proprio nel campo della recitazione i fratelli si distinguono, la sorella Anna diventa ben presto un’attrice affermata, mentre il fratello Giancarlo diventa direttore del doppiaggio prestando la sua voce ad attori famosi tra cui il famoso Sean Connery. La permanenza a Roma di Cesare dura invece appena due anni, periodo in cui prende parte attiva alle iniziative del Partito Comunista. Dopo due anni Cesare Maestri fa ritorno a Trento, dove comincia a prendere confidenza con il suo caro mondo della montagna. Da quel momento le scalate diventano il suo grande hobby, anche una maniera per allontanare i tragici ricordi della guerra. Cesare Maestri è morto recentemente, il 19 gennaio 2021 all’età di 91 anni.

Cesare Maestri: la carriera da alpinista

Tornato a Trento da Roma, Cesare Maestri inizia a pieno ritmo la carriera da scalatore e i primi successi arrivano presto. A soli 22 anni, nel 1952, sale da solo la via Detassis-Giordani (Croz dell’Altissimo). Una prima impresa che ha segnato l’inizio di una gloriosa carriera e che in seguito lo vedrà alle prese con le difficoltà più alte delle Dolomiti. Nel 1952 trona sul Croz dell’Altissimo per ripetere la via Dibona, per spostarsi poi sulla Comici al Sassolungo e sulla Civetta. Per l’alpinista trentino il 1952 è un anno ricco di soddisfazioni, che culmina con l’acquisizione del brevetto di guida alpina.

Nel 1954, ancora in solitaria, compie la traversata dalla Cima d’Ambiez alla Bocca del Tuckett concatenando la bellezza di 16 cime in sole 24h: per il periodo un’impresa senza precedenti. Nel 1956 si cimenta sul Crozzon di Brenta, dove sempre e comunque in solitaria, attraversa in discesa la Via delle Guide.

Per “Il Ragno delle Dolomiti” sono anni di continui successi e soddisfazioni, la via Solleder al Sass Maor e, nel 1956, la via Micheluzzi al Piz Ciavazes, sono solo alcune delle imprese fatte da Cesare Maestri. Alla fine si contano 3500 salite circa portate a termine dall’alpinista trentino, di cui buona parte in solitaria. Nel 2002, alla bella età di 73 anni, Cesare non finisce di stupire, in quanto diventa l’artefice della spedizione sullo Shisha Pangma, insieme a Fausto De Stefani e Sergio Martini. Una scalata che Cesare Maestri non porterà mai a termine perché fermato dal medico per il mal di montagna.

Cesare Maestri: il Cerro Torre

La montagna che sempre porterà il suo nome è il Cerro Torre, conosciuta per la prima volta da Cesare Maestri nel 1958 con una spedizione italo-argentina. Alla base della montagna il gruppo di Cesare Maestri incontra un altro gruppo di alpinisti, italo argentini, di cui fanno parte anche Walter Bonatti e Carlo Mauri. Dopo questa prima esperienza andata male per incomprensioni fra gli organizzatori dei due gruppi, l’alpinista trentino ci riprova l’estate seguente con Cesarino Fava e Toni Egger.

Fruendo di una finestra di bel tempo, il 28 gennaio Maestri ed Egger tentano di arrivare in vetta. Purtroppo la finestra di bel tempo dura poco, dando ben presto spazio a una vera bufera. Il 3 febbraio Cesare Maestri fa purtroppo ritorno da solo alla base della parete dove lo aspetta Fava. Egger nel corso della discesa è stato travolto da una valanga e risultano completamente vani anche i tentativi di ritrovare il suo corpo. Con la scomparsa di Egger sono andate perse anche le foto che testimoniavano l’arrivo in vetta. Tuttavia il racconto di Casare Maestri sul raggiungimento della cima non viene mai messo in dubbio almeno fino al 1968, quando a farlo è una spedizione inglese che non riesce a raggiungere la vetta.

In seguito a questi dubbi, Maestri decide di organizzare nuovamente una spedizione sul Cerro Torre. Così, nel 1970, parte assieme a un gruppo di esperti alpinisti. Il gruppo scala la montagna con l’utilizzo di un compressore per conficcare dei chiodi nella roccia. Dopo aver conficcato nella roccia circa 400 chiodi Maestri si ferma, senza effettuare la scalata del fungo di ghiaccio della cima del Cerro Torre. Una scelta giustificata poi dal fatto che, secondo l’alpinista trentino, il fungo di ghiaccio non era parte della montagna. Tuttavia, per il grande uso di chiodi, la scalata è stata fortemente criticata da parte della comunità del mondo alpinistico.

Parallelamente, dopo diversi anni, anche la scalata del 1959 è stata disconosciuta, pure se Cesare Maestri ha sempre ribadito la sua versione dei fatti. Al di là del riconoscimento o meno della scalata del 1959, la carriera di Cesare Maestri come alpinista non è in discussione, per lui parlano le 3500 salite circa portate gloriosamente a termine.

Titoli e onorificenze

  • Ordine al merito della Repubblica Italiana
  • Medaglia di bronzo al merito civile
  • Molto Antico e Molto Nobile Ordine del Cardo
  • 2011 – Premio internazionale della solidarietà alpina
  • 2012 – Laurea Honoris Causa in scienze motorie Università di Verona
  • 2019 – Genziana d’Oro alla carriera

Libri Cesare Maestri

Ecco tre libri su Cesare Maestri per scoprirne la storia e le sue imprese alpinistiche.

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