Cervino, la montagna perfetta10 min read

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cervino-matterhorn

Il Cervino (detto anche Matterhorn) è una delle vette più alte, imponenti e riconoscibili dell’intero arco alpino. Le misurazioni ufficiali indicano un’altezza di 4478 metri sul livello del mare, che gli consentono di dominare gli abitati di Breuil-Cervinia e Zermatt. La sua forma inconfondibile e le oggettive difficoltà che interessano tutti i suoi versanti, hanno reso questa montagna una vera e propria icona dell’alpinismo moderno. In particolare, la sua parete nord è diventata una delle vie classiche, sulla quale sono state scritte pagine memorabili di alpinismo. Oggi non si può non associare il nome di questa montagna con due mostri sacri dell’alpinismo, ovvero Walter Bonatti che nel 1965 portò a termine la sua salita per direttissima, in invernale e in solitaria a 100 anni dalla prima salita e da Hervè Barmasse che considero l’erede di Bonatti.

Cenni geografici

Il Cervino, il re delle Alpi dalla sua forma inconfondibile, sorge circa 13 km a ovest del Monte Rosa ed ha una prominenza di 1031 metri, grazie alla quale domina l’intera Valtournenche, una valle laterale della Val d’Aosta. Uno dei dettagli più riconoscibili della montagna è offerto dalla sua cima, caratterizzata da due vette con altezze simili, unite tra loro da una breve cresta.

La particolarità di questa montagna che ha affascinato e continua affascinare appassionati e alpinisti da tutto il mondo, è la sua particolare forma appuntita e il fatto che ha le quattro pareti orientate secondo i quattro punti cardinali: Nord, Sud, Est e Ovest. Nello specifico la parete Nord è rivolta verso Zermatt e la Svizzera, la parete Sud invece è rivolta verso l’Italia è sovrasta l’abitato di Breuil-Cervinia, la parete Est si affaccia sul Ghiacciaio del Gorner, e infine la parete Ovest è rivolta verso la Dent d’Hérens e le vicine Grandes Murailles. Non vi è dubbio che la parete che da sempre ha affascinato di più gli alpinisti e dove si sono scritte le più belle pagine della storia dell’alpinismo moderno è la parete Nord del Cervino. 

A dividere e separare le quattro pareti ci sono altrettante famosissime e bellissime creste:

  1. Cresta del Leone: su questa cresta si trova la via Normale italiana a sud-ovest che arriva alla cima;
  2. Cresta di Zmutt: orientata a nord-ovest;
  3. Cresta dell’Hörnli: orientata a sud-est dove si trova la via normale svizzera;
  4. Cresta di Furggen: orientata a sud-est.

Le origini del nome

Anticamente conosciuto come Mons Silvanus, ovvero monte boscoso, in virtù dei fitti boschi che ne ammantavano i fianchi (dovuti al clima mite del periodo alto-medievale, lo stesso che aveva contribuito a rendere transitabili quasi tutti i passi alpini per buona parte dell’anno), divenne in seguito il Mont Servin, a causa di una traslitterazione tipica della lingua franco-provenzale. A chiamarlo Cervin, invece, fu Horace-Bénédict de Saussure, considerato il fondatore dell’alpinismo. L’avvicendamento tra le consonanti iniziali fu causato da un banalissimo errore di trascrizione avvenuto durante la compilazione delle carte del Regno di Sardegna. I Paesi di lingua tedesca, invece, chiamano la montagna Matterhorn, nome che trova origine nei termini “Matt” (prato) e “Horn” (corno).

Come raggiungere il Cervino

Il Cervino è una delle montagne più affascinanti del mondo per conformazione e per la storia che porta con se. Assieme al Monte Bianco, Monte Rosa e Gran Paradiso domina le Alpi al confine tra Italia, Francia e Svizzera. La salita al Cervino con la mitica croce metallica non è affatto semplice e richiede ovviamente ottime doti e abilità alpinistiche. Normalmente si sale per la via normale italiana o svizzera accompagnati dalle Guide Alpine locali.

Per raggiungere il Cervino ci sono due possibilità: una dal versante italiano e una da quello svizzero. Se si arriva dal versante italiano basta arrivare fino al paese di Breuil-Cervinia, in Valtournenche, proseguire a piedi fino al rifugio Duca degli Abruzzi per poi dirigersi fino alla Capanna Carrel. La prima parte fino al rifugio è un sentiero semplice alla portata di tutti gli escursionisti, mentre dal rifugio alla Capanna Carrel richiede un pò più di esperienza. Dalla capanna Carrel si imbocca la via normale per poi arrivare in vetta.

Se invece si arriva dal versante svizzero, una volta raggiunta Zermatt, facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici, bisogna arrivare al Lago Nero (Schwarzsee): si può raggiungerlo a piedi oppure comodamente prendendo una ovovia. Una volta arrivati al lago Nero si raggiunge a piedi senza grosse difficoltà attraverso il sentiero l’Hörnlihütte. Da qui in poi iniziano le prime difficoltà a livello alpinistico con una salita faticosa e molto lunga.

I primi tentativi di scalata

A causa delle sue pareti a strapiombo, per molto tempo il Cervino ha scoraggiato ogni velleità di scalata. Fino a metà ‘800, la sua vetta era ritenuta impossibile da conquistare, anche dagli scalatori più esperti. Come è accaduto per tutte le montagne più importanti della Terra, però, giunse il giorno del primo tentativo, trasformatosi in una vera e propria epopea. La cordata era guidata da Amé Gorret, parroco appassionato di alpinismo, e dalle guide alpine Gabriel Maquignaz, Jean-Antoine Carrel, Victor Carrel e Jean-Jacques Carrel. L’altezza raggiunta durante questo tentativo, avvenuto durante la storica estate del 1858, fu di 3850 metri. Nel 1861, l’inglese Edward Whymper con una guida dell’Oberland compie ben cinque tentativi con diversi compagni di cordata. L’ultimo è quello più fortunato, che gli consente di raggiungere i 4100 metri di quota.

La prima ascesa

Sempre Whymper, più determinato che mai nel raggiungere il proprio obiettivo, decide di effettuare l’ennesimo tentativo. Inizialmente, cerca di convincere Jean-Antoine Carrel, che però sceglie di partire dal versante italiano. Carrel, infatti, aveva già preso accordi con Quintino Sella e rivela il suo piano a Whymper. Quest’ultimo, appreso il progetto, decide di affrettare il proprio rientro a Zermatt dove mette insieme una squadra con cui raggiungere la vetta. A farne parte sono Peter Taugwalder padre e figlio, Lord Francis Douglas, Douglas Robert Hadow, Charles Hudson e Michel Croz. I sette partono la mattina del 13 luglio, percorrendo la Cresta dell’Hörnli, poi divenuta la via “normale” svizzera. Raggiungono la cima il 14 luglio, anticipando gli alpinisti italiani impegnati sul versante opposto, lungo la Cresta del Leone.

Quando Carrel e soci vedono i rivali inglesi in vetta, presi dallo sconforto decidono di ritirarsi. La gioia per l’impresa, tuttavia, dura poco. Whymper e gli altri sei, infatti, sono vittima di un terribile incidente. Il primo a scivolare è Hadow, il quale piomba su Croz. I due precipitano nel vuoto trascinando con sé anche Douglas e Hudson. Gli altri tre scalatori riescono a salvarsi e a tornare a Zermatt.

Nel frattempo, Carrel, ritiratosi dopo aver avvistato la cordata inglese in cima, decide di tornare in quota per aprire una via lungo il versante italiano. È il 16 luglio e sono trascorsi soltanto pochi giorni dalla tragedia. Insieme a lui ci sono Gorret, Bich e Meynet. Il 17 luglio raggiungono la vetta.

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Le vie d’accesso

Le principali vie d’accesso al Cervino sono quelle aperte dai primi scalatori: quella italiana di Carrel, che percorre la Cresta del Leone, e quella svizzera inaugurata da Whymper e soci, che passa per la Cresta dell’Hörnli. Tuttavia, nel corso del tempo sono state aperte ulteriori vie alpinistiche.

Ecco di seguito le più importanti:

  • Il 3 settembre del 1879 l’alpinista inglese Albert Frederick Mummery apre una via lungo la cresta detta di Zmutt, sul versante nord-ovest;
  • Nel 1879 William Penhall, Ferdinand Imseng e Louis Zurbriggen aprono un nuovo tracciato sulla parete ovest;
  • Il 4 settembre del 1911 Jean-Joseph Carrel, Joseph Gaspard e Mario Piacenza percorrono la cresta sud-est, quella del Furggen, tra le più impegnative in assoluto;
  • Il 1 agosto del 1931 Toni e Franz Schmid scalano la terribile parete nord, fino a quel momento inviolata e ritenuta impossibile;
  • Il 15 ottobre del 1931 è il turno di Louis Carrel, Maurice Bich e Enzo Benedetti, che aprono la cosiddetta Benedetti-Carrel lungo il versante sud;
  • Tra il 18 e il 19 settembre del 1932, Enzo Benedetti e Giuseppe Mazzotti, con le guide Louis e Lucien Carrel, Maurice Bich e Antoine Gaspard compiono la prima salita della parete est;
  • Nel 1933 Amilcare Crétier, Antonio Gaspard e Basilio Ollietti completano la Cresta De Amicis;
  • Nel 1942 – Albert Deffeyes e Louis Carrel risalgono il Crestone Deffeyes-Carrel;
  • Tra il 20 e il 22 agosto del 1947 Carlo Taddei e Louis Carrel, aprono una nuova via sulla parte Ovest;
  • Il 13 Agosto del 1962 Renato Daguin e Giovanni Ottin aprono una nuova via direttissima sulla parete Ovest, passando tra la via Carrel e la Penhall ;
  • Tra il 18 e il 22 Febbraio si compie l’impresa straordinaria di Walter Bonatti con il quale concluderà la sua carriera di alpinismo estremo a soli 35 anni per dedicarsi ai viaggi con la rivista Epoca. In cinque giorni Bonatti apre una nuova via direttissima sulla parete Nord in solitaria e in invernale che prenderà il suo nome;
  • Il 29 Settembre del 1983 Renato Casarotto e Gian Carlo Grassi aprono una nuova via sulla parete Sud, molto difficile al Pic Tyndall;
  • Sempre nel 1983  Franc Knez apre la via I tre moschettieri sulla parete Nord;
  • Il 13 Dicembre del 1983 Marco Barmasse, Walter Cazzanelli e Vittorio De Tuoni aprono la Via Direttissima lungo la parete sud;
  • Nel 2002 Patrick Gabarrou e Cesare Ravaschietto aprono la Via Padre Pio Prega per tutti sulla sud del Picco Muzio;
  • Nel 2009 Jean Troillet, Martial Dumas e Jean-Yves Fredrikse salgono la parete nord passando tra Schmid e la Bonatti;
  • Nel 2010 Marco ed Hervé Barmasse (padre e figlio) compiono una grande impresa aprendo la via il Couloir Barmasse lungo la parete sud;
  • Nel 2011 sempre Hervè Barmasse apre una nuova via in solitaria che percorre la sud del Picco Muzio;
  • Nel 2018 François Cazzanelli, Emrik Favre e Francesco Ratti aprono Diretta allo Scudo sulla parete sud.

Altre salite al Cervino

Il Cervino (Matterhorn) da sempre ha suscitato interesse e ammirazione essendo definita la montagna più bella del mondo, e per questo considerata nel mondo dell’alpinismo la montagna perfetta. Dalla fine degli anni ’60 in poi con l’avvento di nuovi materiali e metodi di allenamento si sono sviluppate nuove sfide e nuovi record realizzando nuove vie di salita ma anche ripetizioni in invernale e in solitaria.

Vediamo quali sono state altre vie di salita degne di nota che sono state fatte:

  • Il 27 Settembre del 1966 René Arnold e Sepp Graven compiono il primo concatenamento delle 4 creste del Cervino;
  • Nel 1975 Toni Valeruz realizza la prima discesa assoluta con gli sci;
  • Nel 1980 Jean-Marc Boivin in solitaria e in giornata scende per la parete Est, sale la parete Nord per la via Schmid e una volta in cima vola con il deltaplano;
  • Nel 1985 Marco Barmasse (padre di Hervè Barmasse) concretizza il primo concatenamento delle 4 creste del Cervino in solitaria e fa così la prima solitaria della cresta Furrgen;
  • Il 19 Luglio del 1992 Hans Kammerlander e Diego Wellig fanno sia in salita che in discesa il concatenamento delle 4 creste del Cervino in sole 24 ore;
  • Il 13 marzo del 2014  Hervé Barmasse realizza il primo concatenamento invernale delle 4 creste da solo realizzando così anche la prima solitaria invernale della Cresta Furggen, ripercorrendo le gesta del padre del 1985;
  • Nel 2018 François Cazzanelli e Andreas Steindl fanno il concatenamento delle 4 creste del Cervino nel tempo record i 16 ore e 4 minuti.

Curiosità relative al Cervino

Al Cervino sono legate moltissime vicende, prima tra tutte quella che vede protagonista Agostino “Gustin” Gazzera, operaio torinese classe 1927. Al termine del suo turno di lavoro, decide di raggiungere la base del Cervino in bici: è sabato e sono da poco passate le 23.30. Sceso dalla sella, prosegue senza timore verso la cima del Cervino. Il giorno dopo è in vetta, scende, prende la bici e riparte per Torino. Impresa che avrebbe poi raccontato agli amici, ottenendo una risonanza mediatica incredibile. Gazzera si era allenato parecchio e le montagne erano la sua passione più grande: passione che poteva coltivare soltanto durante le poche ore a disposizione tra un turno e l’altro in fabbrica.

Il Cervino nei film

  • La grande conquista (Der Berg ruft), 1938, di Luis Trenker
  • Cervino. La montagna perfetta, 2015, di Matteo Di Calisto, Marco Melega
  • Cervino, la Cresta del Leone, 2021, di Alessandro Beltrame
  • Linea continua, di Hervé Barmasse.

Libri sul Cervino

  • Il Monte Cervino, di Guido Rey, 1904
  • La salita del Cervino, di Edward Whymper, CDA&Vivalda, 2004
  • Cervino. Il più nobile scoglio, di Reinhold Messner, Corbaccio, 2015
  • Nel vento e nel ghiaccio, di Paolo Paci, Sperling & kupfer, 2015
  • La battaglia del Cervino: la vera storia della conquista, di Pietro Crivellaro, Laterza, 2016
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