Bostrico: l’insetto che uccide i boschi5 min read

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Per i boschi e le foreste sembra non esserci mai pace. Dopo la tempesta Vaia e i problemi legati ai cambiamenti climatici a intaccare la salute dei boschi è arrivato anche il bostrico, un insetto che attacca gli alberi e li fa morire.

Cos’è il bostrico?

Il bostrico conosciuto anche come bostrico dell’abete rosso o bostrico tipografo, è un insetto della famiglia dei coleotteri e più in particolare del gruppo degli scolitidi. Il bostrico è un organismo parte dell’ecosistema forestale e pertanto favorisce la morte degli alberi nel momento in cui questi si trovano in difficoltà fisiologica.

Il bostrico è infatti in grado di avviare il processo di decomposizione, evento necessario affinché i boschi possano rigenerarsi e l’ecosistema possa completare il proprio ciclo. Il bostrico si trova prevalentemente in Europa dove la sua presenza è considerata endemica e non invasiva.

Come capire se una pianta è stata attaccata dal bostrico?

Una pianta attaccata dal bostrico presenta segni distintivi. Più in particolare l’abete tende a cambiare colore in modo repentino mutando di tonalità e apparendo sempre più scuro (da verde a rosso intenso). Infine la chioma diventerà grigia e inizieranno a cadere gli aghi.

Tuttavia, il bostrico non è l’unico che può infestare gli abeti e pertanto è necessario verificare la sua azione osservando la corteccia, se al di sotto si notano gallerie, allora è proprio questo insetto ad aver attaccato l’albero. Il bostrico viene infatti definito tipografo poiché incide il cosiddetto floema, ossia lo strato di cellule che si trova tra il legno e la corteccia creando su di esso un particolare disegno.

Dove è maggiormente diffuso il bostrico?

Come detto poc’anzi, il bostrico si trova diffusamente nei boschi europei. Per ciò che concerne l’Italia questo si trova per il 99% sulle Alpi. Le foreste colpite maggiormente sono quelle in cui vi sono abeti rossi ormai morti, circondati da larici e abeti bianchi vivi.

Gli abeti che godono di ottima salute riescono infatti a respingere l’attacco del bostrico, tuttavia quando la pianta è indebolita o divelta dal vento e/o dalla neve, l’insetto riesce ad agire con facilità, moltiplicandosi e attaccando anche le piante circostanti (anche sane).

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Bostrico

Quali sono le cause che hanno favorito l’azione del bostrico?

In Italia, nel 2018, la tempesta Vaia ha colpito duramente il Triveneto abbattendo numerosi alberi. A causa di tale circostanza, il bostrico ha trovato la condizione più favorevole per agire aggredendo alberi indeboliti e divelti dal maltempo. Gli insetti hanno trovano nutrimento in grande quantità e nel giro di circa 3 anni hanno ampliato la loro diffusione raggiungendo numeri elevati.

Dopo anni di infestazioni però il bostrico ha terminato le risorse disponibili poiché gli alberi morti non sono più ottimali per l’insetto che predilige floema fresco. Questa è stato il momento in cui i gruppi di insetti hanno iniziato ad attaccare anche gli alberi superstiti circostanti, ancora sani. Come accennato, generalmente gli abeti che godono di ottima salute riescono a contrastare l’azione del bostrico, tuttavia, la resistenza della pianta è limitata e un attacco molto aggressivo potrebbe comunque sconfiggere le difese.

Nel caso del Triveneto, le piante sopravvissute alla tempesta avevano subito nei mesi precedenti un forte stress idrico a causa della siccità e delle temperature elevate registrate durante l’estate, pertanto il bostrico è riuscito ad attaccare senza troppe difficoltà. Questo evento ha dato il via ad una vera e propria infestazione di bostrico in Veneto, Trentino Alto Adige e in Friuli Venezia Giulia.

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Effetti dannosi del bostrico sulle foreste

Ecco come si contrasta l’infestazione da bostrico

Le infestazioni da bostrico si contrastano tipicamente bonificando l’area coinvolta e tagliando gli abeti e le piante maggiormente colpite. Tale operazione deve avvenire celermente affinché l’insetto non riesca a raggiungere anche gli alberi circostanti. La bonifica ha però effetto su boschi di esigue dimensioni mentre in aree più estese non risulta utile.

Tuttavia, al momento non esistono metodi efficaci da applicare su infestazioni di grossa portata pertanto non resta che informare e prevenire. Cercare di prevedere dove attaccherà il bostrico è molto complesso poiché dipende da un numero eccessivamente elevato di variabili.

Gli esperti sostengono inoltre che le infestazioni da bostrico rientreranno nei limiti considerati normali grazie all’azione di numerosi prefatori e parassitoidi, antagonisti naturali dell’insetto.

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Quali sono le conseguenze dell’azione del bostrico?

Le conseguenze causate dall’infestazione da bostrico si misurano utilizzando la superficie colpita. Ad esempio, se viene colpito 1 ettaro ossia 10000 metri quadri, la zona potrebbe ospitare migliaia di abeti che equivalgono a svariati metri cubi di legna. Più in particolare, un abete rosso può produrre tra 1,5 e 2,5 metri cubi di legna, pertanto nel Triveneto si stima un valore di circa 16.000.000 metri cubi di legname attaccati dal bostrico. Per ciò che concerne le altre aree attualmente colpite, si stima che l’infestazione ha coinvolto qualche milione di metri cubi di legname.

A tal proposti potrebbe essere utile sottolineare che spesso le operazioni di bonifica che limiterebbero e contrasterebbero le azioni del bostrico non possono essere effettuate per varie ragioni come la ripidezza dei versanti o altre problematiche connesse alla calamità naturale che ha causato l’abbattimento degli alberi. In questi casi capita infatti che ci si concentri sulla rimessa in sicurezza delle aree urbane e si tralasci l’ingente quantità di materiale legnoso ormai morto il quale viene attaccato dal bostrico.

Indicazioni per il futuro

Affinché in futuro si limito tali infestazioni è opportuno pensare alle foreste alpine considerando altresì i cambiamenti climatici. Affinché vi sia un effettivo cambiamento ci vorranno circa 200 anni, tuttavia è opportuno che i boschi diventino via via più resistenti all’azione di questi insetti che sono naturalmente presenti nell’ecosistema.

Di fondamentale importanza sarà il clima, le previsioni sui cambiamenti climatici sono infatti fondamentali affinché si possa riprogettare la foresta alpina in modo più funzionale.

Vi sono poi da considerare gli obiettivi di chi possiede i terreni. I privati e gli enti pubblici dispongono di risorse economiche diverse e puntano a obiettivi differenti, pertanto non si possono fondare tali scelte basandosi su riflessioni incentrate esclusivamente sull’ecologia tralasciando il risvolto monetario di queste azioni. L’idea è dunque quella di poter effettuare previsioni più integrate che tengano conto sia dell’ambiente che degli interessi economici.

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