5 ferrate facili da fare in Dolomiti

5 ferrate facili da fare in Dolomiti

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vie ferrate facili in dolomiti

Cosa sono le vie ferrate

Le vie ferrate sono il primo approccio al “mondo verticale” quello cioè che separa l’escursionista dall’alpinista. In genere l’escursionista si cimenta solamente su sentieri di varia natura e difficoltà mentre l’alpinista si spinge più in alto affrontando le montagne con tecniche e attrezzature particolari. Le vie ferrate sono di fatto un giusto compromesso tra questi due mondi; permettono cioè anche a chi non possiede tecniche, conoscenze e capacità particolare di raggiungere posti e vette non raggiungibili a piedi. Esistono però vie ferrate facili e quelle più difficili, con sviluppo prettamente verticale o strapiombante e che richiedono notevole impegno fisico dato dal gesto atletico.

Oggi in questo capitolo, voglio parlarvi dei sentieri attrezzati e delle vie ferrate facili, quelle ricche di storia e di panorami, che tecnicamente sono semplici ma che nel complesso sono molto belle proprio per il fascino che portano con se.

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Breve storia delle vie ferrate

Le vie ferrate sono dei percorsi con sviluppo prettamente verticale che tramite un cavo d’acciaio, scalette, pioli, e ausili vari permettono di superare pareti rocciose e raggiungere una meta o una cima. Per percorrere le vie ferrate è necessario essere ben allenati, avere l’attrezzatura obbligatoria (imbrago, caschetto e set da ferrata) e utilizzare tutte le accortezze del caso. Gran parte delle vie ferrate erano state create dagli alpini durante la Prima Guerra Mondiale per trasportare cibo, armi e munizioni facilitando così il superamento dell’ostacolo.

Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale erano state abbandonate per ritrovare poi un nuovo splendore verso la fine degli anni ’60 con l’apice negli anni ’70. Gran parte delle vie ferrate più belle e storiche presente in Dolomiti risalgono proprio a quegli anni dove la montagna riscoprì una nuova veste grazie anche alle imprese di alcuni personaggi famosi come Reinold Messner e molti altri. Nel corso degli anni ’80 e ’90 sono state create numerosi altri percorsi attrezzati su falesie e pareti rocciose. Negli anni più recenti però si sono realizzate vie ferrate sempre più difficili dal punto di vista tecnico, ma meno panoramiche, con nessuna stira alle spalle e magari con pochissimo avvicinamento. Alcune sono talmente difficili che richiedono l’uso della corda e di particolari tecniche di arrampicata se non addirittura viene consigliato l’uso delle scarpette da arrampicata. 

attacco via ferrata
Persone all’attacco di una via ferrata con la corretta attrezzatura

Considerazioni da fare

A mio avviso le ferrate storiche che permettono di salire sulle più belle cime delle Dolomiti sono anche le più affascinanti e appaganti. Personalmente trovo che fare una via ferrata come mero esercizio fisico perde il suo valore; se devo fare una cosa difficile allora a quel punto è meglio fare una via di roccia o di arrampicata. Anche perchè se si cade in ferrata il rischio di farsi male è molto più elevato rispetto a quando si arrampica. Inoltre anche l’avvicinamento, la discesa, l’arrivare a una cima, leggere e conosce la storia danno quel valore aggiunto che è davvero bello e appagante.

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ATTENZIONE! Ferrate facili potrebbe essere travisato. Questo non significa che possono essere percorse da chiunque e senza prestare attenzione. I percorsi che tra poco andremo a vedere richiedono comunque una buona preparazione fisica, l’abbigliamento adeguato e l’attrezzatura (caschetto, imbrago e set). E’ opportuno andare via con persone esperte oppure seguire dei corsi con le Guide Alpine oppure al CAI (Club Alpino Italino). In alcuni percorsi in quota, anche d’estate potrebbe essere necessario l’utilizzo di ramponi e piccozza. Quindi leggere sempre bene le relazioni e valutare se siamo in grado di farle o meno.

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5 ferrate facili in Dolomiti

Vediamo ora 5 itinerari tecnicamente semplici ma a mio avviso davvero molto belli e che sono alla portata di chiunque abbia un minimo di dimestichezza.

Sentiero Benini, Dolomiti di Brenta

Il sentiero Benini e la via delle Bocchette Centrali e Alte sono degli itinerari magnifici che percorrono le favolose Dolomiti di Brenta. Il sentiero Benini è un sentiero attrezzato semplice, mentre la via ferrata delle Bocchette centrali è un pò più impegnativa. La via delle Bocchette Alte è la più impegnativa e quasi sempre si trova neve e ghiaccio anche in estate. Se si percorre questo tratto è necessario avere per sicurezza piccozza e ramponi e uno spezzone di corda. Il sentiero attrezzato A. Benini è il più recente dei tre ed è stato completato nel 1972 come ideale continuazione delle due vie ferrate delle Bocchette. E’ un sentiero facile e appagante sul gruppo delle Dolomiti di Brenta. Questo percorso unisce il Passo Grostè con la Bocca di Tucket dove finiscono le Bocchette Alte.

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Ferrata Schuster, Sasso Piatto

Il Sasso Piatto assieme al Sasso Lungo è un’altra meravigliosa cima delle “nostre” Dolomiti. Qui troviamo la via ferrata O. Schuster ideata nel 1896 ripercorrendo una vecchia via di roccia aperta dal medico Oskar Schuster e Wilhelm Lohmuller. Questa via ferrata è stata modificata e riattrezzata rispetto all’originale dopo la frana avvenuta nel 2010. E’ una ferrata poco frequentata ma straordinariamente bella che si sviluppa in un ambiente unico e meraviglioso. La via ferrata Oscar Schuster è una via ferrata che richiede un discreto impegno fisico, ha un notevole interesse storico e paesaggistico, ha diversi passaggi esposti ma non richiede particolari difficoltà tecniche e ha una buona varietà di paesaggi. E’ ideale per chi vuole trascorrere una giornata in ambiente assaporando emozioni uniche percorrendo un giro ad anello.

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Sentiero Bepi Zac, Cresta di Costabella

Il sentiero Bepi Zac è un facile sentiero molto appagante dal punto di vista paesaggistico che arriva alla Cima di Campagnaccia e alla Cima di Costabella. La prima parte della via ferrata si sviluppa lungo la Cresta di Costabella e percorre un importante itinerario storico della Prima Guerra Mondiale con trincee e gallerie dapprima austro-ungariche e successivamente italiane. Quindi anche qui oltre alla natura incontaminata e a una “sana fatica” si può respirare la storia del recente passato. La seconda parte dell’itinerario, verso forcella Laghet è quella più impegnativa e da qui si incrocia il sentiero CAI 607 che porta verso il Rifugio Fuchiade e alla strada del ritorno.

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Piccolo Lagazuoi passando per la Cengia Martini

Ci troviamo nella zona del Passo Falzarego che durante la Grande Guerra è stato teatro di numerose battaglie che vedevano fronteggiarsi i soldati italiani sulle 5 Torri e sull’Averau e i soldati austriaci sulla cima sel Piccolo Lagazuoi e sul Sass de Stria. Quando si è in questa zona si respira tutta la storia e viene normale portare rispetto per quello che è stato e quello che è accaduto. La famosa Cengia Martini è stata dedicata al Maggiore Ettore Martini che a seguito di una battaglia vide i soldati italiani conquistare il Piccolo Lagazuoi nel 1915 e insediarsi su questa cengia. La cengia Martini si trova in una posizione strategica e panoramica sulla parete meridionale del Piccolo Lagazuoi. Successivamente gli italiani costruirono a mano anche una galleria per portare l’esplosivo sotto l’anticima e conquistare definitivamente il Lagazuoi costringendo i soldati austriaci a ritirarsi. La Cengia e la galleria sono raggiungibili dal Passo Falzarego oppure dal Rifugio Lagazuoi in discesa. Al rifugio si può salire anche con la funivia e pr questo è sempre molto frequentato, ma vi consiglio di salire a piedi. All’interno della galleria si trova qualche tratto attrezzato e passamano ma non è necessario usare l’imbragatura. Sono sufficienti scarponi con suola rigida, caschetto e pila frontale. Usciti dalla galleria e arrivati al rifugio è possibile proseguire per facile sentiero fino alla croce di vetta per godere di un panorama mozzafiato.

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Sentiero De-Luca Innerkofler, Monte Paterno

Questa è una via ferrata molto gradevole da punto di vista storico e paesaggistico di media difficoltà, che sale lungo il Monte Paterno nelle Dolomiti di Sesto di fronte alle Tre Cime di Lavaredo. La ferrata è considerata facile senza particolari difficoltà tecniche e quindi adatta anche a chi è meno esperto. L’escursione parte dal Rifugio Auronzo. In ogni caso è d’obbligo prestare sempre la massima attenzione, uscire solo con meteo stabile e farsi accompagnare da personale esperto. Anche qui soprattutto lungo il sentiero di discesa è possibile ammirare le tracce lasciate dai militari durante i conflitti della Prima Guerra Mondiale. Seppur non sia una ferrata difficile, è possibile trovare dei tratti innevati anche in estate ed è obbligatorio portarsi via la pila frontale per fare la Galleria del Paterno. Non solo il Monte Paterno ma tutte le Dolomiti di Sesto sono state teatro degli scontri della Prima Guerra Mondiale. Vale veramente la pena di farla.

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Gallerie del Monte Paterno

Conclusioni

Le Dolomiti (Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO) offrono una marea di sentieri, escursioni,, vie ferrate, arrampicate per tutti i gusti e tutte le capacità. In questo breve racconto ho voluto indicarti cinque itinerari che secondo me vale la pena di affrontare. Sono considerati semplici tecnicamente ma come dicevo all’inizio quello ce conta non è tanto il gesto atletico ma il giro in se, la storia, le emozioni che si prova facendo questi giri in questi luoghi meravigliosi. Volendo però esistono moltissimi altri itinerari e vie ferrate anche più difficili che raggiungono le principali vette come ad esempio la via ferrata Alleghesi e la ferrata Tissi sul Civetta, la ferrata delle Mèsules sul Sella, la Lipella in Tofana, etc. In ogni caso bisogna sempre procedere in massima sicurezza e informarsi adeguatamente prima di partire.

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ATTENZIONE: Questo articolo è solo a scopo informativo e non pretende di spiegare esaustivamente il corretto funzionamento dei vari attrezzi citati, per cui si rimanda ai rispettivi manuali di utilizzo.

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